VIPERE CONOSCERLE E’ UTILE.

Le vipere sono timide e preferiscono ritirarsi o nascondersi, quando incontrano animali più grandi delle loro abituali prede, ecome la gran parte degli animali, aggrediscono solo se spaventate o infastidite. Per difendersi prima emettono un soffio e poi mordono. Solitamente il morso e l’uso del veleno sono utilizzati per catturare le prede (perlopiù piccoli roditori, tra cui arvicole e topi) o per difendersi, quando la minaccia appare improvvisa e inevitabile. Diciamo che il morso, per la vipera, è l’unica e ultima arma che può utilizzare per difendersi dal pericolo, ma se non si sente minacciata preferisce defilarsi.
Anche i cani e gatti, soprattutto quelli lasciati vagare liberamente, possono essere morsi: le parti corporee più colpite sono la testa, con il muso in particolare, e le zampe. Non sempre il morso è prontamente identificabile: se le vipere riescono ad assestarlo bene, possono essere visibili due fiorellini, distanziati tra loro di 1-2 centimetri, da cui può uscire sangue o attorno ai quali può apparire un alone rossastro o più scuro. Spesso, a colpire il corpo di umani e animali domestici è una sola zanna velenifera, per cui, osservando bene l’area dove vi è il morso, si nota un unico forellino. La quantità di veleno inoculata può essere molto variabile. Talvolta, le vipere per evitare di essere molestate o calpestate sibilano o mettono in atto finti attacchi, scagliando il muso contro chi le minaccia, ma evitando di mordere. Possono farlo anche senza inoculare veleno. L’effetto del veleno, iniettato nel corpo di un animale, è emotossica, ovvero provoca mutazione della coagulazione sanguinea distruggendo i globuli rossi, e vasodilatatrice, con abbassamento della pressione circolatoria. Il danneggiamento dei tessuti e altre conseguenze sono più marginali. In Trentino, le specie presenti sono due: la vipera comune ( Vipera aspis ) e il marasso ( Vipera berus ), mentre in Alto Adige/Sudtirolo vive anche la vipera dal corno ( Vipera ammodytes ).
Di seguito, le differenze tra i serpenti nostrani colubridi (non velenosi) e le nostre vipere.

Colubridi non velenosi • Pupilla rotonda. • Poche squame cefaliche, perlopiù di grandi dimensioni.  • Un’unica fila di ampie squame sopralabiali, a contatto con l’occhio. • Coda molto lunga che, vista da sopra, è indistinta dal corpo.
Viperidi • Pupilla ellittica verticale. • Moltissime placche cefaliche, perlopiù di piccole dimensioni. • Una fila di grandi squame sopralabiali (non a contatto con l’occhio), sormontata da una o due serie di placche di minor estensione. • Coda molto breve che, vista da sopra, normalmente, appare distinta dal corpo. L’ animale adulto è lungo circa un metro, di colore grigio marrone oppure rossastro, con una striscia zigzagante sul dorso. Importantissima la testa: triangolare e più larga del dorso. Ama pietraie e sterpaglie al sole. Il morso presenta due caratteristici forellini, distanti sei otto millimetri in un alone rosso.

L’Azienda sanitaria informa
Allora, dato per scontato che il morso colpisce sempre braccia o gambe, ecco come si deve procedere:
1. fare sdraiare l’infortunato;
2. sfilargli anelli, orologi e braccialetti prima che compaia il gonfiore;
3. lavare e disinfettare la ferita con acqua (alcol o acqua ossigenata danno vasodilatazione e quindi una più rapida diffusione del veleno);
4. applicare un bendaggio né troppo stretto né troppo largo dalla base dell’arto fino alla ferita come se l’arto fosse fratturato (una fascia elastica del tipo per distorsioni sostituisce il vecchio coltellino);

AVVISARE IL 112 Spetterà poi agli operatori decidere cosa fare, ovvero se inviare personale di soccorso per portare il paziente nell’ospedale più idoneo al trattamento.
5. trasportare l’infortunato al pronto soccorso, tenendolo il più possibile immobile e tranquillizzandolo, se gli operatori del 112 lo ritengono opportuno.
Infine, non allarmarsi, e ricordarsi che il morso delle vipere europee molto raramente è letale.  È comunque utile fornire indicazioni sul tipo di rettile, è sufficiente anche una fotografia scattata con il cellulare, in modo da poter valutare se si tratta veramente di un colubride oppure di un viperide. Infine è sempre raccomandato il vaccino per il tetano. Fino agli anni ‘90 il siero antiofidico era acquistabile in farmacia, ma il rischio di reazioni allergiche in condizioni non controllate era troppo elevato. E questo perché ci si è accorti che il suo uso maldestro procurava più danni e vittime dello stesso veleno. Oggi viene impiegato con molta attenzione solo da personale specializzato, che ne fa un uso razionale, osservando via via l’evolversi dello stato dell’infortunato (agitazione, sete, difficoltà di respirazione, dolori muscolari, vomito e diarrea). Sul buon esito si è assolutamente tranquilli, soprattutto se dopo il morso si sono osservate alcune norme fondamentali. E qui ecco la sorpresa: niente più taglietto a unire i due forellini procurati dai denti del serpente; niente più sangue succhiato e sputato dal soccorritore; niente più ferita strizzata a tutta forza per far uscire il sangue (cosa che invece favorisce il diffondersi del veleno); niente più laccio.