UVA SPINA

Anche l’uva spina fa parte di quella categoria di piante denominate “piccoli frutti”, al giorno d’oggi molto rivalutate e coltivate in modo particolare proprio nella nostra provincia perché danno un prodotto pregiato, sempre richiesto sui mercati nazionali ed esteri. L’uva spina o uva crispa è una varietà di ribes; assieme a quello rosso (Ribes rubrum) e a quello nero (Ribes nigrum) costituisce una delle tre specie di ribes maggiormente coltivate in Europa. La varietà crispa è originaria delle regioni nordiche ed è presente in tutti i continenti dell’emisfero settentrionale, ma è coltivata soprattutto nelle regioni con clima freddo dell’Europa centro-settentrionale. La specie non è rinvenibile, invece, nelle zone mediterranee: infatti, era sconosciuta agli antichi Greci. Presente dapprima in Francia e in Gran Bretagna, Paese in cui, soprattutto nel XIX secolo, acquisì grande fama (nel 1.845 furono tenute in Inghilterra ben 171 mostre d’uva spina!), la pianta si diffuse in seguito anche in altri Paesi europei, specialmente in Germania. Al giorno d’oggi ne esistono circa 5.000 cultivar. Ciononostante la coltura dell’uva spina non è attualmente molto praticata e gli impianti, perlopiù di piccole dimensioni, non hanno rilevanza economica. Solo nei Paesi dell’Europa centrale e in quelli dell’Est si possono trovare vasti impianti specializzati. Il clima rigido di queste regioni favorisce, infatti, lo sviluppo della pianta che ha un elevato grado di resistenza al freddo.
Note botaniche e colturali
L’uva spina (Ribes grossularia) è un arbusto della famiglia delle Sassifragacee come le altre specie di ribes, dalle quali però si differenzia nettamente soprattutto a causa delle acutissime spine tripartite, di cui la pianta è ricoperta, e dei frutti, più grossi e inseriti sul ramo singolarmente o a gruppi di 2-3. I frutti della specie spontanea sono molto più piccoli di quelli della specie coltivata e si possono cogliere in estate lungo le siepi e al margine dei boschi. Il loro succo costituisce, nella tarda primavera, un’ottima cura rimineralizzante e vitaminizzante. Da noi però si trovano di rado allo stato selvatico ed è perciò consigliabile coltivarne qualche esemplare nell’orto domestico. L’arbusto è alto da 60 cm À no a 2 m, è molto ramificato ed ha foglie palmate e dentate di color verde brillante. I frutti, grossi come acini d’uva, hanno forma ovoidale o sferica e colore che varia dal verde al giallo al rosso vinoso, a volte con striature verdi e brune; sono dolci, croccanti e leggermente aciduli. Maturano dalla seconda metà del mese di luglio e la raccolta si può eseguire nell’arco di 25-30 giorni perché il frutto ha una buona persistenza sulla pianta. Le bacche dell’uva spina sono in genere più apprezzate di quelle del ribes, soprattutto le rosse e le rosate, ideali per il consumo fresco. Tuttavia anche le varietà a frutto giallo verde, di discrete dimensioni, hanno un ottimo sapore. La coltura dell’uva spina non è attualmente molto praticata e gli impianti, perlopiù di modeste dimensioni, non hanno rilevanza economica. Solo nei Paesi dell’Europa centrale e in quelli dell’Est si possono trovare vasti impianti specializzati, anche perché il clima rigido di queste regioni favorisce lo sviluppo della pianta, che ha un elevato grado di resistenza al freddo. In Italia tutti e tre i ribes (rosso, nero e uva spina) sono coltivati prevalentemente in Piemonte (Cuneo) e nella nostra provincia.
Proprietà e usi
L’uva spina contiene, oltre all’elevata quantità d’acqua (89 %), anche zuccheri, pectina, mucillagine, vitamina C (29% nella varietà bianca) e numerosi minerali (calcio, ferro, magnesio, potassio, fosforo e bromo). Grazie all’alto contenuto di pectina, l’uva spina è adatta alla preparazione di conserve e gelatine: a questo scopo, dev’essere colta perfettamente matura perché, se viene ingerita acerba o in una certa quantità, può provocare disturbi. Questo frutto è benefico nelle convalescenze e come stimolante dell’appetito; alla stregua di tutti gli altri piccoli frutti, possiede pure proprietà digestive, diuretiche e lassative. Essendo dolcissimo e dissetante è adatto in cucina, oltre che per la preparazione di succhi freschi, gelati e marmellate, anche per particolari ricette salate.
La ricetta: gelatina di uva spina
Ingredienti: un litro di succo d’uva spina, 700 g di zucchero. Mettere a cuocere in poca acqua e a calore moderato le bacche ben lavate e versarle poi in un telo di lino perfettamente pulito (o in un altro filtro per succhi reperibile in commercio) per far colare il succo. Il giorno dopo mettere il succo in una pentola, aggiungere lo zucchero e portare sul fuoco mescolando sempre affinché lo zucchero non attacchi sul fondo; far bollire a calore moderato finché la gelatina avrà raggiunto il giusto punto di cottura. Versare caldissima nei vasi e chiudere ermeticamente