UN NUOVO TIPO DI TURISMO… IL COVID INSEGNA ANCHE QUESTO

“Sentire il mondo”, anzichè “vederlo”: un percorso studiato e realizzato per percepire quanto ci circonda attraverso tutti i sensi e non solo quello della vista. Il Viaggio Sensoriale nasce dall’esperienza fatta con ipo e non vedenti che hanno viaggiato con noi durante gli ultimi 10 anni. La Compagnia del Relax propone vacanze per chi vuole viaggiare con calma, senza correre, il più possibile a contatto con la gente del luogo e lontane dal turismo di massa. Ascoltando i consigli di chi partecipa,  il programma viene calibrato per renderlo ancora più adatto e gradevole , inserendo ogni giorno esperienze particolari che aiutino a descrivere e capire l’ambiente dove  si è ospiti. I viaggi vengono realizzati con la lentezza necessaria per cogliere la bellezza del contesto, per carpirla ed apprezzarla sfruttando la sensibilità di tutti i cinque sensi. Per questo vengono inseriti nel programma esperienze ed incontri che permettano di ascoltare, toccare, assaporare ed apprezzare con l’olfatto. Il viaggio così non è solo una visita, ma il tentativo di conoscere i luoghi attraverso le attività che caratterizzano la cultura locale. I viaggi sensoriali sono aperti a tutti, non solo a chi soffre di disabilità visiva. Visitare un Paese attraverso un approccio che comprenda l’attivo utilizzo di tutti i cinque i sensi è un’esperienza di notevole intensità emotiva per chiunque. I luoghi attraversati dai bio-sentieri sono valutati e classificati con un ben preciso sistema agroambientale e culturale. Il concetto di bio-sentiero fa riferimento in genere a un itinerario eco-turistico che attraversa eco-villaggi, aziende agrituristiche, siti ambientali e storico-culturali di rilievo. A questi luoghi e ai sentieri che li attraversano, è attribuito un punteggio, mediante questionari proposti a turisti, abitanti del luogo, agricoltori, studiosi di settore. Tali questionari sono poi valutati con criteri oggettivi, dando dei punti alle specifiche reazioni soggettive in presenza di determinati stimoli sensoriali. Quali? Ad esempio, il livello di silenziosità, la presenza di piante decorative e aromatiche, l’identificazione della popolazione locale con gli elementi multisensoriali circostanti. E ancora, la qualità dell’ambiente, la cura delle aree non coltivate, la presenza di panorami caratteristici e la presenza di punti di osservazione e di ascolto. I camminatori, proprio per la lentezza del loro incedere e l’attenzione al circostante, appaiono le persone più indicate per la percezione e valutazione di tali “indicatori”. Il percorso deve essere ideato per rendere fruibile e stimolante l’escursione in natura soprattutto per i visitatori ipo-udenti e non udenti profondi ma non solo.
Un’esperienza di contatto sensoriale ed emotivo con la natura può evocare e risvegliare canali di percezione spesso poco utilizzati. Avvicinandosi al mondo più silenzioso e attento delle persone non udenti, ognuno può ritrovare una capacità di ascolto e di osservazione più variegata e meno superficiale.

Scoprire le bellezze della nostra Valle attraverso un’esperienza sensoriale, ammirare e assaporare le tradizioni di un popolo e trasformare un viaggio in un’avventura, un momento di formazione e di scoperta. La Val di Sole, se ben attrezzata, offre a tutti la possibilità di vivere un percorso di sperimentazione e di completa immersione nella cultura e nella natura, fatta di gesti, odori e colori unici, propri di un popolo, quello solandro, con radici antichissime cariche di significato contadino di alta montagna. Offrire la possibilità di trascorrere giorni indimenticabili alle persone, non da turisti ma da ospiti: è questo quello che intendiamo per viaggio sensoriale. Un turismo che consente di ammirare le tipicità del nostro paese e di toccarle con mano, trasformando il viaggio in un’esperienza capace di coinvolgere corpo, anima e cuore.

Proporre un turismo didattico, ludico, il più possibile alla portata di tutti. Un eco-turismo capace di favorire la scoperta della natura attraverso l’esperienza, soprattutto per coloro che presentano difficoltà in questo genere di contatto diretto. La scoperta e l’esplorazione di un ambiente naturale è sempre un’esperienza di crescita e un’occasione di stupore e coinvolgimento. Questi percorsi sono oasi studiati per utilizzare i cinque sensi, progettato per avere un impatto emotivo forte con la natura circostante e risvegliare i canali di percezione spesso poco utilizzati  creando grande stupore e coinvolgimento. Decine e decine di studi confermano che quando entriamo in un bosco, quando camminiamo e siamo a contatto con la natura, quando respiriamo a pieni polmoni dell’ambiente incontaminato, miglioriamo il metabolismo, regoliamo il ritmo cardiaco riducendo lo stress e ritroviamo un senso di pace e benessere. Camminare scalzi dà la possibilità al nostro corpo e ai muscoli di rilassarsi e riprendere contatto con gli elementi circostanti. camminare scalzi non fa bene solo al corpo, ma anche alla mente. Ci permette di entrare in contatto con se stessi, con le “radici” della propria consapevolezza. Riporta al benessere e alle sensazioni provate da bambini. Fa lavorare su ricordi antichi e piacevoli, ma soprattutto mette in condizione di essere più in contatto con la propria interiorità.

Sono numerose e si susseguono in tutto il mondo le ricerche sulla concentrazione e sui poteri della mente. Per quanto riguarda proprio l’attenzione e la capacità di mantenere un focus su un’attività mentale sembra paradossale ma si è scoperto che il rumore che provocano gli agenti atmosferici ha la capacità di produrre una reazione benefica e rilassante nel nostro cervello, tale da innalzare il livello di concentrazione senza sforzo. I rumori possono essere diversi, ma sembra che la caratteristica comune sia sempre la stessa, almeno per quanto riguarda quelli che hanno effetti positivi: suoni che nascono dalla natura. È stato scientificamente dimostrato che lavorare con un rumore di fondo, una sorta di colonna sonora a basso volume, sia cosa graditissima alla nostra mente, che può così evitare tutte le altre superflue e nocive interferenze, come il rumore della tastiera del collega, la fotocopiatrice, le sedie che si spostano e molte altre fonti di rumore, seppur minimo, che esistono dentro un ufficio, soprattutto se condiviso. Pensa che questa tecnica, quella di coprire i suoni fastidiosi con suoni più gradevoli ha anche un suo proprio nome: sound masking. Forse tu che ti dedichi tanto allo studio per gli esami in facoltà ancora non lo conosci, ma sappi che esiste chi lo applica da quarant’anni. Insomma, non è niente di innovativo, ma è sicuramente qualcosa di molto efficace. In alcuni contesti professionali è talmente conosciuto e radicato da spingere i responsabili delle risorse umane ad attivarsi per richiedere negli uffici la diffusione di suoni naturali per la concentrazione a lavoro. Un consiglio su tutti: i suoni acquatici. Le acque provocano una musica molto efficace ed evocativa, che a livello energetico si dice sia in grado di lenire le emozioni più dure. Probabilmente, come sostiene la moderna psicologia, l’acqua ci riporta alla nostra memoria uterina, quando eravamo immersi nel liquido amniotico. Quindi spazio alle onde del mare, al suono delle onde che si infrangono sulla sabbia, oppure alle gocce che cadono in un calmo laghetto e producono un dolce ticchettio. In seconda posizione possiamo suggerire il canto degli uccelli, perché, come sosteneva l’etnomusicologo Schneider, la natura produce suoni terapeutici perché il suo è un suono puro, pieno dell’energia vitale degli elementi, armonioso, senza interferenze umane o tecnologiche. Una sorta di pulizia delle orecchie, e della mente, che ci regala tramite i suoni naturali la concentrazione che cerchiamo.

L’aromaterapia è una pratica che si inserisce nell’ambito della fitoterapia; utilizza gli oli essenziali per mantenere il benessere psicofisico o curare malattie e disturbi che affliggono il corpo e la mente. La pratica dell’aromaterapia aiuta a migliorare il benessere fisico e mentale grazie al potere della natura: gli oli essenziali hanno effetti battericidi, balsamici, antispasmodici e lenitivi. Tra i rimedi naturali, gli oli essenziali, puri o diluiti, sono benefici per diverse malattie del corpo e della mente, ma la quantità da utilizzare dev’essere controllata, in modo da evitare controindicazioni. Durante una seduta di rilassamento guidato, le suggestioni esterne più efficienti sono quelle che aggirano l’interferenza critica della mente conscia e razionale; ciò è quello che le essenze sembrano fare: dirigersi – attraverso l’olfatto – direttamente alla parte più interna del cervello. Tale parte corrisponde ad una struttura primitiva chiamata sistema limbico. Quest’ultimo è la porzione di cervello responsabile del controllo delle emozioni, degli stati d’animo e risulta strettamente integrata con le terminazioni olfattive; tant’è che alcuni considerano il naso come una sorta di “antenna emozionale” direttamente in contatto con il mondo esterno.

Si vivono tempi di regressione sensoriale, cioè di riduzione delle nostre capacità naturali di riconoscere odori, sapori. Si mangia in nodo vorace, tutto e subito, senza provare il piacere sensoriale; si preferisce il senso della pienezza gastrica al piacere del gusto, tatto della lingua e della bocca, dell’olfatto del naso. I nostri sensi sono ingannati, raggirati da alimenti manipolati per renderli più appetibili, coltivati e allevati in modo intensivo, forzati nel loro ciclo biologico.  Fermiamoci, per ripartire dai nostri cinque sensi, vere naturali guide nella scelta del nostro cibo quotidiano.

 

Gli istinti giocano un ruolo fondamentale nella vita degli uomini, sono essenziali per la nostra stessa sopravvivenza. Molti di questi sono l’essenza stessa della vita umana, ne consentono la prosecuzione e l’evoluzione. Pensiamo all’istinto di vita, che è l’innato bisogno di creare, mantenere in vita ed ottenere gioia e piacere, principale fonte nell’uomo di energia creativa e positiva. Agli istinti si devono anche le sensazioni provate durante un cammino totalmente immersi nella natura, tra i profumi, i colori e i suoni della natura incontaminata. Percezioni che accomunano tutti quelli che si trovano a passare del tempo, per esempio, in un bosco. I nostri sensi sono potenziati, perché ricevono stimoli nuovi e inediti, soprattutto per una civiltà abituata a passare gran parte del proprio tempo in un ambiente urbano o domestico. È l’effetto di rilassamento, di pace e di equilibrio che si prova quando si ascolta il rumore del vento tra gli alberi, quando si annusa il profumo delle foglie bagnate dalla pioggia oppure si toccano le punte degli alberi. Questo accade perché la natura riesce a far risuonare le corde dei nostri istinti primordiali, risvegliando il profondo legame dell’uomo con la natura. Questo spiega anche la sensazione che ciascuno di noi ha provato una volta tornato da un’escursione in montagna, che si traduce nel bisogno fisico di farlo di nuovo, di camminare nuovamente nella natura. “Bagno nella foresta” oppure utilizzare il concetto di “ricevere benefici dall’atmosfera della foresta”. In pratica questa terapia teorizza proprio gli effetti positivi derivanti da una completa immersione in un bosco o in una foresta. Un contatto con questi ambienti che però deve essere attivo e privo di distrazioni. È importante passare una giornata completamente immersi nel verde, concentrandosi sui suoni della natura, i suoi profumi, cercando il contatto con gli alberi e le piante, così da permettere a tutti i nostri sensi di affinare le proprie percezioni. sappiamo bene che camminare nella natura porta grandi benefici al fisico e alla mente. Ogni appassionato di escursionismo e trekking ha sperimentato sulla sua pelle il benessere che una giornata in mezzo ai boschi può portare. Anche la ricerca scientifica ha dimostrato gli effetti positivi di uno stile di vita incentrato sul cammino costante per il cuore, il diabete, l’apparato respiratorio e per sindromi ansiose e depressive. Ma in Giappone si è fatto qualcosa di più, lo Shinrin-yoku infatti è stato oggetto di una vera e propria iniziativa di politica sanitaria e sociale da parte del Governo, che negli anni ha incoraggiato e promosso la pratica del “bagno della foresta“, spingendo i cittadini a dedicarsi a questa pratica con maggiore frequenza, cercando di rendere questa attività un uso diffuso nella popolazione. Anche i medici si trovano spesso a prescrivere lo Shinrin-yoku ai propri pazienti, il ricorso a questa prescrizione è infatti particolarmente frequente in una popolazione, come quella Giapponese, contraddistinta da ritmi di lavoro molto elevati e da centri urbani molto popolosi e caotici.

Ma quali sono i benefici dello Shirin-yoku?

Il bagno nel bosco, se praticato con una certa regolarità, è in grado di portare grandi benefici all’intera funzione immunitaria. Infatti un trekking o un’escursione in un bosco corrisponde ad una pratica naturale di aromaterapia e di stimolazione sensoriale. Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato come questa pratica possa ridurre in maniera drastica l’ansia, la depressione e la rabbia, andando ad influire direttamente sugli elementi scatenanti di queste patologie. Negli ultimi anni la medicina è riuscita a dimostrare i meccanismi chimici e biologici che sono protagonisti degli effetti terapeutici e curativi dei bagni nella foresta, questi studi hanno portato alla conclusione che il benessere è dovuto agli olii essenziali, i fitocidi, che le piante rilasciano in maniera naturale. Queste fragranze e profumi, in particolare modo quelli emanati dalle conifere, conosciuti come “oli essenziali legnosi”, riducono il rischio di problemi psicosociali legati allo stress. Infatti le resine che gli alberi producono nel loro ambiente naturale, i boschi, sono per lo più costituite da terpeni. Queste sono molecole lipidiche protagoniste di moltissimi rimedi erboristici tradizionali. Gli ambienti naturali complessi, come i boschi, costituiscono un bacino incredibile di varietà di terpeni, che in base alla loro peculiare struttura e aroma, hanno funzioni positive molto diverse sul nostro organismo. Una giornata di cammino in un ambiente montano o boschivo ci permette di entrare in contatto con moltissime varietà di queste sostanze naturali. Uno dei loro punti di forza è, infatti, la grande bio disponibilità, che ci permette di assorbirli attraverso la respirazione, l’ingestione e oppure attraverso il contatto cutaneo. L’azione combinata di queste varietà di terpeni agisce sulla pressione sanguigna, sulla diminuzione dello stress, oltre che sui meccanismo dell’ansia e della depressione, con un effetto distensivo e calmante. Ecco perché Shinrin-yoku è prescritto, non solo per agire su stati ansiosi e depressivi, ma anche nel recupero da un intervento chirurgico o da una malattia, nel miglioramento del sonno e per l’aumento del livello di energia. Non solo, sembrerebbe in grado anche di intervenire su uno dei “grandi nemici” dei giovani oggi, vittime dello stress e della vita frenetica, ovvero l’ADHD cioè la sindrome di iperattività e l’incapacità d concentrarsi.

Il ricercatore Jose Antonio Correia, professore di Psicologia Ambientale presso l’Università Autonoma di Madrid, spiega che: Con l’avvento della società moderna le città hanno iniziato a rappresentare una sicurezza contro le possibili aggressioni della natura. Ora sappiamo che questo atteggiamento è sbagliato e che possiamo parlare addirittura di disturbi da deficit di natura: aumento dell’obesità, malattie respiratorie, carenza di vitamina D, stress… La città ci offre protezione e comfort, ma il nostro sistema nervoso non si è del tutto adattato all’ambiente urbano e sente dunque la mancanza di una stimolazione da parte dell’ambiente naturale che ha permesso la sopravvivenza della nostra specie”. Secondo il ricercatore soffriamo di una sorta di analfabetismo riguardo alla natura e dovremmo ricominciare a vivere nel verde per sentirci meglio. Insomma, dovremmo prendere spunto dal Giappone e cercare di trascorrere più tempo camminando in un parco o in un bosco. Possiamo lasciarci incantare dalle meraviglie della natura e recuperare la nostra memoria ancestrale e i nostri istinti primari. Certo, non è sempre agevole raggiungere un bosco o una foresta nella quale camminare ma, come ha sottolineato lo stesso Correia, possiamo sempre adottare una soluzione alternativa facendo una passeggiata in un parco cittadino, anche questi ambienti possono avere un’azione terapeutica, perché gli elementi naturali tipici dei grandi boschi possono trovarsi anche, proporzionalmente, in un’area verde cittadina.

Questa è una delle mie tante idee di nuovo turismo di Valle, dove tutti sono inclusi, dove la natura e la sostenibilità sono al primo posto, dove si può godere dei sensi senza spendere molto e ricevere tanto, dove non importa se nevica o c’è il sole, dove i percorsi sono anche per i diversamente abili e quindi accessibili…. questo sarà il turismo del futuro. Ora vi sembrerà banale o pura follia, ma solo chi sarà lungimirante ne avrà guadagno. Meditate!