SUGGERIMENTI

download (15)È incredibile come un luogo possa mutare quando vengono meno i consueti punti di riferimento coperti dalla neve. Un sentiero evidente e percorso diverse volte può scomparire. I classici segnali escursionistici (bianco-rossi) sui sassi sono coperti. Oltre a questo, chi si muove con le racchette da neve nel bosco tende a divagare secondo la traccia che gli sembra più adatta alla situazione che gli si presenta. L’arrivo dell’oscurità ed a volte della nebbia non sono d’aiuto. Ogni anno capita che gruppi di escursionisti si trovino sorpresi dal calare della sera lontani dal rifugio. Le giornate invernali con meno luce, temperature particolarmente rigide, pendii con neve instabile, crepacci nei boschi coperti da neve sono fattori di rischio in più. Uno dei problemi che possono verificarsi in una gita invernale è trovarsi di fronte ad un ostacolo imprevisto durante una discesa (un tratto ripido oppure un torrente che non può essere attraversato). Questo costringe il gruppo escursionistico a una risalita non prevista e faticosa. La prudenza e l’esperienza fatta in tante altre uscite con le ciaspole aiutano ad uscire da varie situazioni problematiche. La cosa migliore è farsi accompagnare da guide esperte della zona, oppure partecipare ai trekking con i vari gruppi del CAI (Club Alpino Italiano) che annualmente organizzano uscite invernali con le racchette da neve. Oggi grazie ad internet è facile documentarsi su un itinerario, oppure consultare le escursioni proposte sul nostro arco Alpino da parte di guide locali. Suggerisco però di scegliere gli itinerari più semplici se non si ha esperienza con le ciaspole, all’inizio meglio non superare i 500-600metri di dislivello.

Prepararsi contro le insidie

Le valanghe e slavine sono i rischi maggiori in montagna durante i trekking invernali. L’escursionista con le ciaspole è meno esposto alle slavine dello sci alpinista, ma non si possono trascurare questi pericoli. Chi intende compiere uscite impegnative, deve andare in gruppo e dotarsi di localizzatore Arva contro le slavine. Ogni persona dovrà avere addosso un ricevitore/trasmettitore, pala e sonda. Una buona cosa sarebbe associarsi ad un gruppo del CAI che tra l’atro organizzano corsi su come affrontare un’uscita invernale in montagna, il materiale da portare e norme di pronto soccorso. Prima della partenza suggerisco di consultare i bollettini nivologici emanati da enti come ad esempio (www.aineva.it), questo sito internet fornisce informazioni riguardanti l’intero arco Alpino Italiano. Ma i pericoli della neve non si esauriscono con le sole valanghe. In fase di disgelo, occorre fare attenzione alle cavità che si formano sotto la neve, specialmente nei boschi Può capitare di sfondare la coltre con una gamba e di non riuscire a liberarsi da soli, come può essere pericoloso l’attraversamento di laghi o fiumi gelati.