STELLA ALPINA

STELLA ALPINAdownload (4)Stella alpina, Edelweiss, Leontopodium alpinum, comunque la si chiami, resta la regina dei fiori alpini, il fiore alpino per eccellenza e, non a caso, si trova come simbolo anche nello stemma della U.O.E.I.
Fino a una/due decine di anni fa era un fiore molto raro, (Pignatti, autore di uno dei testi più importanti della botanica italiana, la definiva “in via di estinzione” nel 1982) sottoposto, come era da decenni, ad una ricerca e ad una raccolta spietata, da parte di montanari e non, che si sentivano molto appagati nel portare a valle ed esibire questo “trofeo”; oggi, per fortuna, sta tornando a diffondersi sulle nostre montagne e non è raro trovare distese di centinaia di fiori, nei pascoli più alti, ai piedi delle vette, ma si può trovare anche lungo i sentieri più battuti, a testimonianza che la sensibilità per la tutela dell’ambiente è cresciuta negli ultimi anni, anche e soprattutto in quelli che frequentano le montagne e ne apprezzano la bellezza incontaminata, in contrasto con lo stravolgimento dell’ambiente che è una costante delle città e dei paesi nei quali conduciamo normalmente la nostra vita. La cosa buffa di questa pianta della famiglia delle Composite (Asteracee) è il fatto che quello che normalmente viene considerato “il fiore”, in realtà è solo una rosetta di foglioline (bratte foliari) rese bianche dalla fitta selva di peli che le ricopre, sembrano petali di un fiore perché sono molto più chari delle altre foglie che si trovano alla base e sul fusto e perché sono disposte a raggio attorno ad alcuni capolini tondeggianti (il vero “fiore” della stella alpina) sulla sommità dello scapo fiorito. Cresce nei pascoli magri di alta quota e si spinge fino sulle rupi più impervie e irraggiungibili (unici posti dove sopravviveva nel periodo di maggiore crisi); si trova più facilmente su rocce calcaree, ma non è raro trovarla anche in ambienti di rocce silicee a quote comprese fra gli ottocento ed i tremila metri. Fiorisce normalmente fra luglio e settembre.

Descrizione: Il Leontopodium Alpinum è una pianta erbacea alta tra i 5 ed i 20 cm, con fusto fiorale semplice, tomentoso tendente al bianco, foglie intere, le radicali sono oblungo-lanceolate. le superiori più strette lanceolate-lineari, tutte ricoperte di fitta peluria bianca soprattutto sulla lamina inferiore. I fiori sono costituiti da piccoli capolini globosi, ragruppati in corimbi di 2-10 fiori, contornati da 5-9 brattee foliacee di colore bianco cotonoso. Il frutto è un achenio.

Distribuzione: è una pianta alpina presente in tutto il continente Euro-asiatico.

Curiosità: Le dimenioni e l’aspetto di questa specie possono essere molto variabili: Pignatti racconta che nel 1891 nella val Sarca ne venne raccolto un esemplare di 12 cm di diametro, con been 29 foglie bratteali raggianti. Nonostante l’aspetto faccia pensare il contrario, in realtà la Stella Alpina è una pianta proveniente da zone calde ed aride: la densa pelosità (spiega Pignatti) non serve a proteggerla dal freddo (le piante hanno temperatura uguale a quella dell’ambiente in cui vivono), ma dall’eccessiva traspirazione, lo stesso adattamento si trova in altre piante di zone aridissime.
Il genere Leontopodium è costituito in totale da una trentina di specie diffuse dagli altopiani desertici dell’Asia centrale, dai quali si è irradiato fino al Giappone, all’Himalaya (dove raggiunge l’altezza di 6000 m) e alle pianure steppiche transiberiane. In Europa è giunto in epoca relativamente recente, probabilmente durante le grandi glaciazioni (che hanno favorito la migrazione anche di diverse altre piante), insediandosi sulle pendici erbose dei versanti meridionali che ancora oggi rappresentano l’ambiente ottimale della specie. Non è vero, come molti pensano, che la Stella Alpina sia una pianta rupestre, le stelle alpine su roccia sono più rare, (anche se spesso di particolare bellezza perché in questo ambiente possono svilupparsi senza concorrenza).