Agenda NocE20

Ago
23
Ven
2019
Coppa del mondo trial @ Laghetti S. Leonardo
Ago 23@20:54–21:54

Allacciate i caschi, è tempo di TRIALS: la Val di Sole si prepara ad accogliere i funamboli della bici, capaci di vere e proprie acrobazie e giochi di equilibrio su due ruote. Il trial, tra queste montagne, sta conoscendo una rapida espansione. Prima lo sfolgorante esordio nel 2008 dei Campionati del Mondo UCI Trials, disputati in Val di Sole, poi, la conferma dei Mondiali nel 2016 e, infine, l’atteso ritorno nel 2018 della prima Coppa del Mondo Trials. E nel 2019… l’attesissima seconda Coppa del Mondo Trials. DAL 23 AL 25 AGOSTO 2019 la Val di Sole vedrà i migliori riders al mondo sfidarsi nell’incantevole scenario dell’area dei Laghetti di San Leonardo a Vermiglio. Le prove di Trial prevedono percorsi naturali (con ostacoli reperiti direttamente sul territorio) e artificiali (ossia con ostacoli preparati appositamente): i concorrenti affrontano questi percorsi con l’obbligo di superarli senza mai mettere il piede a terra per non incorrere in penalità, e rispettando comunque un tempo limite. Si gareggerà nel nuovissimo BIKE PARK realizzato in occasione dei Mondiali sfruttando tutte le risorse naturali offerte dalla piana di San Leonardo e fondendo in modo mirabile arte e sport. A renderlo unico sono una serie di opere d’arte in legno create da un’artista locale, rocce posizionate fuori e dentro il Torrente Vermigliana, ostacoli inseriti a bordo dei laghetti presenti nell’area.

Ago
24
Sab
2019
Coppa del mondo trial @ Laghetti S. Leonardo
Ago 24@20:54–21:54

Allacciate i caschi, è tempo di TRIALS: la Val di Sole si prepara ad accogliere i funamboli della bici, capaci di vere e proprie acrobazie e giochi di equilibrio su due ruote. Il trial, tra queste montagne, sta conoscendo una rapida espansione. Prima lo sfolgorante esordio nel 2008 dei Campionati del Mondo UCI Trials, disputati in Val di Sole, poi, la conferma dei Mondiali nel 2016 e, infine, l’atteso ritorno nel 2018 della prima Coppa del Mondo Trials. E nel 2019… l’attesissima seconda Coppa del Mondo Trials. DAL 23 AL 25 AGOSTO 2019 la Val di Sole vedrà i migliori riders al mondo sfidarsi nell’incantevole scenario dell’area dei Laghetti di San Leonardo a Vermiglio. Le prove di Trial prevedono percorsi naturali (con ostacoli reperiti direttamente sul territorio) e artificiali (ossia con ostacoli preparati appositamente): i concorrenti affrontano questi percorsi con l’obbligo di superarli senza mai mettere il piede a terra per non incorrere in penalità, e rispettando comunque un tempo limite. Si gareggerà nel nuovissimo BIKE PARK realizzato in occasione dei Mondiali sfruttando tutte le risorse naturali offerte dalla piana di San Leonardo e fondendo in modo mirabile arte e sport. A renderlo unico sono una serie di opere d’arte in legno create da un’artista locale, rocce posizionate fuori e dentro il Torrente Vermigliana, ostacoli inseriti a bordo dei laghetti presenti nell’area.

Ago
25
Dom
2019
Coppa del mondo trial @ Laghetti S. Leonardo
Ago 25@20:54–21:54

Allacciate i caschi, è tempo di TRIALS: la Val di Sole si prepara ad accogliere i funamboli della bici, capaci di vere e proprie acrobazie e giochi di equilibrio su due ruote. Il trial, tra queste montagne, sta conoscendo una rapida espansione. Prima lo sfolgorante esordio nel 2008 dei Campionati del Mondo UCI Trials, disputati in Val di Sole, poi, la conferma dei Mondiali nel 2016 e, infine, l’atteso ritorno nel 2018 della prima Coppa del Mondo Trials. E nel 2019… l’attesissima seconda Coppa del Mondo Trials. DAL 23 AL 25 AGOSTO 2019 la Val di Sole vedrà i migliori riders al mondo sfidarsi nell’incantevole scenario dell’area dei Laghetti di San Leonardo a Vermiglio. Le prove di Trial prevedono percorsi naturali (con ostacoli reperiti direttamente sul territorio) e artificiali (ossia con ostacoli preparati appositamente): i concorrenti affrontano questi percorsi con l’obbligo di superarli senza mai mettere il piede a terra per non incorrere in penalità, e rispettando comunque un tempo limite. Si gareggerà nel nuovissimo BIKE PARK realizzato in occasione dei Mondiali sfruttando tutte le risorse naturali offerte dalla piana di San Leonardo e fondendo in modo mirabile arte e sport. A renderlo unico sono una serie di opere d’arte in legno create da un’artista locale, rocce posizionate fuori e dentro il Torrente Vermigliana, ostacoli inseriti a bordo dei laghetti presenti nell’area.

Feb
7
Ven
2020
GIORNATA MONDIALE DI SENSIBILIZZAZIONE SULLE CARDIOPATIE CONGENITE
Feb 7 giorno intero

Nel giorno di San Valentino il cuore è protagonista. L’occasione non è solo la festa degli innamorati, ma anche la Giornata mondiale di sensibilizzazione sulle cardiopatie congenite, che si celebra il 14 febbraio di ogni anno per accendere un faro sulle malformazioni cardiache presenti alla nascita. Otto neonati su mille ogni anno nascono affetti da una cardiopatia congenita. Le cardiopatie possono essere diverse per genere ed entità: alcune sono così gravi da mettere a rischio la vita e la salute dei piccoli già alla nascita o nella prima infanzia e quindi debbono essere trattate tempestivamente. Altre anomalie cardiache congenite sono meno gravi e non compromettono l’accrescimento dei bimbi. Conoscere in anticipo quali siano i neonati a rischio permette ai medici di organizzare interventi tempestivi e programmati. Oggi, grazie allo sviluppo e al miglioramento di esami diagnostici e tecniche chirurgiche, anche le cardiopatie congenite considerate una volta gravi hanno una prognosi migliore e le persone che ne sono affette riescono a condurre una vita normale.

Le cardiopatie congenite sono un gruppo eterogeneo di patologie caratterizzate da alterazioni strutturali del cuore o dei grossi vasi, dovute a un’anomala formazione delle strutture durante le primissime settimane dello sviluppo embrionale. Le cardiopatie congenite sono quindi presenti già nella vita intrauterina e dunque nel bambino al momento della nascita.

Anche se alcune malformazioni possono essere associate ad alterazioni specifiche dei cromosomi, nella maggior parte dei casi si tratta di malattie senza precisa causa riconoscibile, in cui si invoca un’origine multifattoriale, cioè un’interazione tra più geni e fattori ambientali.

In una minoranza dei casi, la causa della cardiopatia può essere riconducibile all’esposizione dell’embrione a un agente teratogeno: abuso di alcool, alcuni farmaci assunti dalla madre quali talidomide, litio, anticonvulsivanti, rosolia, toxoplasmosi e altre infezioni virali materne, esposizione a radiazioni o a particolari sostanze chimiche. Anche il  diabete materno aumenta la possibilità di avere malformazioni cardiovascolari nel nascituro. Generalmente queste malformazioni sono ben tollerate durante la vita fetale e diventano sintomatiche dopo la nascita, in modo più o meno severo a seconda della cardiopatia. Attualmente la diagnosi può essere fatta durante la vita intrauterina mediante l’esecuzione di un ecocardiogramma fetale, generalmente attorno alle 20 settimane di gravidanza. Alcune forme di cardiopatia richiedono interventi cardiochirurgici alla nascita o poco dopo, altre sono meno gravi. Grazie ai progressi delle tecniche mediche, interventistiche e chirurgiche, il trattamento delle cardiopatie congenite oggi permette di frequente il ripristino di una funzionalità cardiaca compatibile con un normale stile di vita e, in alcuni casi in cui la chirurgia riesce a ripristinare anatomia e funzione normali, è prevista anche l’idoneità del paziente all’attività sportiva agonistica.

Feb
14
Ven
2020
S. VALENTINO
Feb 14 giorno intero

San Valentino fu un vescovo romano vissuto a cavallo tra il II e il III (morì a 97 anni nel 273). Patrono di Terni, dove nacque, nel 176, è diventato protettore degli innamorati perché la leggenda narra che fu il primo religioso a celebrare l’unione tra un legionario pagano e una giovane cristiana. E’ inoltre considerato protettore degli epilettici. Nato da una famiglia patrizia, Valentino fu convertito al Cristianesimo nel 197 e a soli 21 anni divenne vescovo della città umbra. Fu arrestato una prima volta, mentre predicava il Vangelo per le strade di Roma. L’imperatore Claudio II lo invitò ad abiurare la sua fede, ma Valentino da Interamna rifiutò, cercando anzi di convertire il sovrano stesso. Che decise di graziarlo, affidandolo a una famiglia patrizia. Ma l’impero proseguiva nelle sue persecuzioni contro i cristiani e il vescovo, che continuava a professare la sua religione e venne arrestato una seconda volta, quando era imperatore Aureliano, succeduto a Claudio II. I soldati romani, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa – Valentino era nel frattempo cresciuto in popolarità – lo portarono fuori città per flagellarlo. Morì decapitato nel 273, martire della Chiesa. Da qui l’agiografia e la leggenda si confondono, e nasce una spiegazione al San Valentino patrono degli Innamorati. Secondo alcune fonti, il vero motivo per cui fu giustiziato era l’aver celebrato un matrimonio tra Serapiacristiana, e Sabino, centurione romano di fede pagana. La cerimonia, si dice, avvennee in fretta, perché la giovane era malata. Il fidanzato chiese a San Valentino di benedire le nozze e proprio in quel momento i due morirono insieme: lasciarono il mondo terreno, ma il loro amore fu suggellato nell’eternità.

STORIA – L’origine della storia di San Valentino, intesa come moderna celebrazione dell’amore romantico e festeggiata in tutto il mondo, è però controversa. E’ probabile derivi dai riti pagani dei Lupercalia, dedicati al dio della fertilità Luperco, che nell’antica Roma si celebravano a febbraio. In particolare il 15 di questo mese ci si lasciava andare a festeggiamenti sfrenati, apertamente in contrasto con l’idea dell’amore e la morale cristiana. Addirittura le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, a ricevere le frustate di un gruppo di giovani spogli, devoti al selvatico Fauno Luperco. Non si tiravano indietro persino le donne incinta, convinte che il rituale fosse benefico per la nascita dei figli. Fu Papa Gelasio I, nel 496, a rifondare la festa sulla base della concezione cristiana di unione, spostandola al giorno precedente, il 14 febbraio: proprio la data in cui si celebrava San Valentino il patrono degli innamorati. La tradizione di San Valentino quale protettore degli innamorati risale  all’epoca romana,  nel 496 d.C., quando l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati ed erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani.

NUDI E FRUSTATI. In particolare il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo. In fondo, ad alleviare il dolore bastava lo spettacolo offerto dai corpi di quei baldi giovani, che si facevano strada completamente nudi o, al massimo, con un gonnellino di pelle stretto intorno ai fianchi. Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.

ARRIVA SAN VALENTINO. MA È UNO, DUE O PIÙ? Esistono però molti Santi di nome Valentino, e, a parte il fatto che tutti furono martiri, non si sa molto di loro. Due sono i più noti. Il primo, nato a Interamna (oggi Terni) nel 176, proteggeva gli innamorati, li guidava verso il matrimonio e li incoraggiava a mettere al mondo dei figli. La letteratura religiosa (e non storica) descrive il santo come guaritore degli epilettici e difensore delle storie d’amore. Specie quando queste sono infelici: si racconta, per esempio, che abbia messo pace tra due fidanzati che litigavano, offrendo loro una rosa.

“MATRIMONI MISTI”. Il secondo, invece sarebbe morto a Roma il 14 febbraio del 274, decapitato. Per alcune fonti sarebbe lo stesso vescovo di Terni. Per altri – tesi più plausibile – sarebbe un altro martire cristiano. Per altri ancora, non sarebbe mai esistito. Ad ogni modo, si racconta che Valentino sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano. La cerimonia avvenne in fretta, perché la giovane era malata. E i due sposi morirono, insieme, proprio mentre Valentino li benediceva. A chiudere il cerchio della tragedia sarebbe poi intervenuto il martirio del celebrante.
L’ORIGINE LETTERARIA. In realtà il merito moderno di aver consacrato San Valentino come santo patrono dell’amore è da ascrivere a Geoffrey Chaucer, l’autore dei Racconti di Canterbury che alla fine del ‘300 scrisse – in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia – The Parliament of Fowls, (Il Parlamento degli Uccelli) un poema in 700 versi che associa Cupido a San Valentino. Che così divenne il tramite ultraterreno della dimensione dell’Amore cortese.

Feb
15
Sab
2020
GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCRO INFANTILE
Feb 15 giorno intero

Il cancro nei bambini è una malattia curabile, ma nel mondo continua ad essere la principale causa di morte nei pazienti pediatrici tra le malattie non trasmissibili. Il 15 febbraio si celebra la Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile – ICCDAY (International Childhood Cancer Day), promossa dall’organizzazione Childhood Cancer International – CCI, network globale costituito da 188 associazioni di familiari di bambini e adolescenti malati di cancro, presenti in 96 paesi di 5 continenti. L’iniziativa nasce per aumentare la consapevolezza e l’informazione sul cancro nell’infanzia, esprimere sostegno ai bambini, agli adolescenti colpiti da tali patologie e alle loro famiglie e riconoscerne il coraggio, la forza e l’eroismo. La Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile è un’importante occasione per favorire lo sviluppo della cultura della prevenzione e della tutela dei diritti del bambino e dell’adolescente colpito dalla malattia e riaffermare l’impegno dei genitori nella lotta contro i tumori infantili. In Italia è promossa dalla FIAGOP-Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica, rappresentante di trenta Associazioni di genitori distribuite su gran parte del territorio nazionale, e socio fondatore CCI.

Feb
17
Lun
2020
GIORNATA MONDIALE DEL GATTO
Feb 17 giorno intero

Il 17 febbraio si celebra la festa del gatto, una ricorrenza tutta italiana nata nel 1990. Claudia Angeletti si fece promotrice di un vero e proprio referendum invitando gli amanti dei gatti a votare un giorno da dedicare interamente ai felini. La scelta è poi ricaduta su questa data per una serie di motivi, che mescolano insieme storia, tradizione e scaramanzia. Prima di tutto, febbraio è il mese, secondo  l’oroscopo, del segno zodiacale dell’Acquario, generalmente noto per il suo spirito libero e senza regole, proprio come questi animali, ed inoltre, secondo un antico detto popolare, questo è anche “il mese dei gatti e delle streghe”, collegandolo in questo modo al significato che questi amici a quattro zampe hanno per la magia antica. Legata a questa sfera è anche la scelta del numero 17, considerato erroneamente portatore di sventura, proprio come i gatti. Ciò deriverebbe dall’anagramma del numero romano XVII che si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, e quindi morto. Cosa assolutamente falsa per i felini, che, si dice, abbiano sette vite. Da qui il 17 diventa “1 vita per 7 volte”, con una accezione positiva. In Egitto era considerato un dio, anzi una dea, la Dea Bastet! Gli antichi egizi inizialmente lo utilizzarono per eliminare i topi dai granai, ma, col passare del tempo, non ci fu casa, tempio o edificio che non registrasse la presenza di almeno un gatto tenuto peraltro con ogni cura. Quando uno di questi felini moriva, si dice che il padrone usasse radersi le sopracciglia in segno di lutto per l’animale e di rispetto nei confronti della Dea. Nel corso di millenni ha attraversato fasi alterne, caduto dagli altari su cui era stato posto, qualche volta vittima sacrificale di culti pagani, il nostro micio ha superato persecuzioni ed ignoranza, guerre e pestilenze per arrivare ai giorni nostri in cui, insieme al cane è l’animale da compagnia più diffuso nel mondo tanto che diverse sono le ricorrenze a lui dedicate.

Feb
18
Mar
2020
GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI ASPERGER
Feb 18 giorno intero

“Un pizzico di autismo è necessario per il successo nelle arti e nelle scienze”. Questo sosteneva Hans Asperger: pediatra austriaco, medico e professore di medicina, conosciuto per i suoi primi studi sui disturbi mentali, soprattutto nei bambini. Il suo lavoro è passato in gran parte inosservato durante la sua vita e i suoi studi sulle condizioni psicologiche hanno acquisito fama mondiale solo postumi.

Per la ricorrenza della nascita di Hans Asperger, il 18 Febbraio, è stata indetta la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger. E per capire di che cosa si tratta e saperne di più, la redazione di Barletta News ha intervistato lo psicologo cognitivo-comportamentale e presidente dell’associazione “Spazio Asperger Onlus” Davide Moscone.

Cosa significa essere “asperger”? E come si manifesta questa sindrome?

La Sindrome di Asperger è un´etichetta diagnostica che il DSM-IV ha introdotto per definire tutte quelle persone dotate di linguaggio formalmente corretto che, in assenza di ritardo cognitivo, presentano alcune caratteristiche dell´autismo. Le persone che si situano in questo punto del continuum autistico, presentano un insieme di peculiarità comportamentali che riguardano principalmente l´area sociale, sensoriale percettiva, attentiva e affettivo motivazionale. Di fatto nella prassi clinica si raggruppano, sotto questa definizione, un´ampia gamma di condizioni e di stili di funzionamento cognitivo, affettivo e sociale. Quindi non esistono due persone asperger uguali e le loro abilità possono spaziare dall’eccellenza in alcuni settori, come le arti grafiche, la musica o le scienze, con risultati a volte straordinari, a situazioni più deficitarie dove possono essere presenti difficoltà nella gestione autonoma di semplici attività di vita quotidiana. Si tratta di una condizione di variazione neurobiologica, che si manifesta in un determinato fenotipo comportamentale, con conseguenze in ambito sociale, affettivo e lavorativo.

Essere Asperger quindi significa percepire, provare, pensare ed agire in modo diverso dalle persone tipiche. Le persone Asperger presentano differenze significative nel modo in cui percepiscono il mondo, nella regolazione delle loro emozioni, negli interessi, nella motivazione, nella socializzazione e nel comportamento. Molte persone Asperger hanno un’intelligenza normale o superiore alla media e spesso hanno interessi specifici che possono trasformare in idee, passioni e anche lavori di successo. Al contempo mostrano difficoltà nel comprendere gli altri, i messaggi impliciti scambiati tra le persone e nel costruire e mantenere delle relazioni significative. Sono spesso ipersensibili da un punto di vista sensoriale e molti ambienti in cui potrebbero sentirsi parte della comunità diventano per loro devastanti perché troppo confusionari e chiassosi. Cosa significa quindi essere Asperger? Significa spesso sentirsi alieni al mondo sociale, fuori sincronia e questo spesso porta effetti duraturi nell’età adulta a causa dell’accumularsi di frustrazioni ed incomprensioni

Asperger e autismo: quale relazione intercorre e in cosa si differenziano?

La diagnosi di Sindrome di Asperger, così come era definita nel manuale diagnostico DSM-IV è stata trovata inconsistente e pertanto è stata eliminata. Tuttavia nel DSM-5 è consentito usare degli specificatori clinici per indicare eventuali sotto-gruppi dello Spettro Autistico e quindi ha ancora senso parlarne. Ciò che confonde, secondo il mio parere, non è tanto la Sindrome di Asperger (SA), quanto l’idea di Autismo ad Alto Funzionamento (HFA). Infatti così come è definita nel DSM-IV e nell’ICD-10, la SA è appunto HFA al netto del ritardo nel linguaggio. Tuttavia, dalla mia esperienza con i bambini e da quella di molti professionisti del settore, un bambino con Sindrome di Asperger risulta qualitativamente diverso da un bambino con autismo classico in alcune caratteristiche significative che non sono lo sviluppo precoce del linguaggio o la presenza di un numero quantitativamente minore di sintomi. Per molte persone Asperger l’ipersensibilità sensoriale è una delle principali difficoltà nella vita quotidiana, ma anche un possibile punto di forza. Molti bambini AS hanno interessi speciali, collezioni o argomenti che studiano con intenso interesse ad esclusione spesso di altre attività, ma che se incanalati nel giusto modo posso aprire le porte ad una professione futura. Nell’autismo classico spesso gli interessi sono per oggetti quotidiani, attività semplici o stimoli sensoriali. I bambini Asperger rispetto ai bambini con autismo classico hanno difficoltà specifiche nella reciprocità e la tendenza a tenere lunghi monologhi senza accorgersi dell’interesse o meno dell’altro, al contempo, hanno minori difficoltà nel riconoscimento delle emozioni base e cercano più frequentemente conforto, ma hanno più spesso problemi nella gestione delle emozioni e provano rabbia o desiderio di vendetta verso persone specifiche. Molte persone nell’autismo classico hanno difficoltà con emozioni complesse come la vergogna e l’orgoglio, molti Asperger hanno uno sviluppato senso dell’orgoglio, provano vergogna, anche se spesso fanno gaffé sociali. Molti Asperger sono altamente creativi e hanno un buon pensiero astratto, almeno in ambito non sociale. È difficile che abbiano stereotipie motorie evidenti come dondolarsi (da in piedi) o rigirare le mani o gli oggetti vicino agli occhi e la presenza di ecolalia, ma è più frequente la presenza di un tono di voce monotono, pedante, robotico o infantile e l’uso ripetitivo di frasi e citazioni da film, libri o pubblicità e cartoni animati. L’insistenza sulle routine, temi ripetitivi, perfezionismo, collezione di fatti su un argomento specifico, forti passioni per temi intellettuali e la presenza di abilità speciali, sono tutti fenomeni molto più frequenti negli Asperger. Mentre sia nell’autismo che nell’Asperger ci sono difficoltà ad affrontare i cambiamenti, solitamente i ragazzi Asperger si annoiano in compiti ripetitivi se relativi a settori intellettuali, a meno che non siano nella loro area di interesse. Da un punto di vista cognitivo è presente una forte tendenza alla sistematizzazione e attenzione per i dettagli accompagnata però a difficoltà nello spostamento dell’attenzione; nell’autismo è presente una difficoltà nell’ottenere la “coerenza centrale” unendo diversi stimoli locali per costruire un’immagine di insieme; nell’Asperger è una questione di preferenza di elaborazione locale piuttosto che un’incapacità a percepire la gestalt. In un certo senso possiamo dire che se la persona autistica ha difficoltà a dare un senso al mondo, la persona Asperger costruisce un mondo diverso e ha difficoltà nel condividerlo con gli altri. Nei test di “teoria della mente” molti ragazzi autistici hanno difficoltà a comprendere la mente degli altri, molti Asperger apprendono come farlo ma poi hanno difficoltà ad applicare quelle abilità nella vita di tutti i giorni e nell’imputare la volontarietà alle azioni (o in eccesso o in difetto). I bambini Asperger “appaiono normali”, non a caso la Sindrome di Asperger è stata più volte definita una “disabilità nascosta”, sono più facilmente definibili come strani o eccentrici, piuttosto che evidentemente disabili e questo, se può sembrare un vantaggio, facilmente diventa un fardello che porta al bullismo. Inoltre i bambini ad alto potenziale cognitivo che spesso sono anche Asperger, sviluppano una particolare forma di adattamento all’ambiente che Tony Attwood definisce “camaleontismo sociale”, grazie al quale imparano ad imitare gli altri, a non dire quello che pensano e fondamentalmente ad adeguarsi passivamente alle aspettative e alle richieste degli altri. Il caso tipico di questa modalità sono le bambine che osservano e studiano il comportamento degli altri e cercano di imitarlo per apparire “normali”. Sono consapevoli di essere diverse, senza conoscerne il motivo, ma sanno che per essere accettate dal gruppo devono copiare il comportamento degli altri, finendo per non sapere cosa vogliono, cosa piace loro e chi sono, come fossero sempre su un palcoscenico. Come un camaleonte passivamente prende il colore dell’ambiente circostante, così queste persone Asperger, inconsapevolmente, adeguano il proprio essere alle aspettative che di volta in volta i vari contesti sociali richiedono loro. Questo particolare sotto gruppo di persone Asperger viene raramente individuato precocemente e spesso, solo dopo l’adolescenza o nell’età adulta, alcuni arrivano all’autodiagnosi. Oppure a volte può capitare che qualche clinico (psicologo o psichiatra) che ha una visione meno stereotipata dell’autismo, prendendo in carico la persona Asperger per le comorbidità che ha sviluppato, come ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, disturbi della condotta alimentare, ecc. possa riconoscerne i tratti a spie. Il bambino Asperger può muoversi nello spazio personale degli altri, senza aver riconosciuto il linguaggio non verbale di disapprovazione, o avendolo riconosciuto, senza comprendere le motivazioni dello stesso. Le regole non scritte della società possono essere difficili da comprendere, soprattutto in un mondo veloce e mutevole come quello attuale. Un ragazzo che ha scarse capacità interpersonale e non riesce a decifrare i codici sociali, facilmente farà perdere la pazienza ad insegnanti e compagni e verrà “escluso dal gruppo”, aumentando ulteriormente il divario. È stato detto che mentre il bambino autistico vive nel proprio mondo, il bambino Asperger vive in un suo mondo che è all’interno del nostro. Mancando sia la capacità di fondersi con gli altri che una visibile disabilità che potrebbe essere recepita come un segnale per la comprensione, questo bambino è veramente solo. Non esistono strumenti diagnostici che possono dare la certezza. Esistono molti test disponibili che possono supportare la diagnosi ed è sempre importante verificare l’eventuale presenza di disturbi dell’apprendimento, iperattività o altre condizioni frequentemente associate. Il giudizio clinico si forma sulla base dei test, dell’osservazione e dell’intervista con genitori ed eventualmente insegnanti.

Feb
20
Gio
2020
GIORNATA MONDIALE DELLA GIUSTIZIA SOCIALE
Feb 20@0:15–23:45
Oggi, 20 febbraio, le Nazioni Unite celebrano la Giornata Mondiale della Giustizia Sociale. Istituita nel 2007, da dieci anni la ricorrenza ha come obiettivo quello di rivolgere l’attenzione della comunità internazionale verso la riduzione delle disuguaglianze sociali, la promozione dell’uguaglianza di genere e dei diritti dei popoli indigeni e dei migranti, in modo da costruire delle società basate sulla piena occupazione e sull’accesso al benessere sociale per tutti. Il messaggio chiave è che la giustizia sociale si ottiene rimuovendo tutte le barriere di genere, età, razza, etnia, religione e cultura. La celebrazione di questa Giornata pone l’accento su varie tematiche del G7, visto che tra le priorità della Presidenza italiana spiccano molti dei temi sui quali oggi si pone l’attenzione. Un focus particolare sarà infatti rivolto al fenomeno della mobilità umana, con l’obiettivo di gestire in modo ordinato e sicuro il flusso dei migranti, e sull’applicazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con l’impegno a garantire l’uguaglianza di genere e la riduzione di tutte le disuguaglianze, non solo di reddito o ricchezza. Nell’ambito delle iniziative organizzate per dare risalto alle tematiche della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, domani si terrà presso la sede delle Nazioni Unite di New York la Conferenza internazionale “Prevenzione dei conflitti e sostegno alla pace attraverso il lavoro dignitoso”, con l’obiettivo di enfatizzare il ruolo della giustizia sociale nella prevenzione e gestione delle crisi internazionali.
Mar
22
Dom
2020
Giornata mondiale della poesia e della libroterapia
Mar 22@5:37–6:37

Oggi non è solo il primo giorno di Primavera, ma è anche l’anniversario della giornata mondiale della poesia istituita dall’Unesco ormai trent’anni fa. Una delle tappe della #PrimaveraTorinese del Salone Internazionale del Libro di Torino è dedicato alla poesia, nella giornata che la festeggia in tutto il mondo.In un susseguirsi di rime, scrittori diversi celebrano una delle sette arti.

Si scrive “libroterapia” o “biblioterapia” e si legge “ricerca del benessere psicologico”. Nella vita possono esserci momenti in cui viviamo delle difficoltà che ci fanno sentire il bisogno di un percorso di approfondimento personale, di una psicoterapia che ci aiuti a sciogliere dei nodi problematici, ma molto più spesso può capitare che pur non avendo alcun sintomo che richieda un trattamento, sentiamo la voglia di accrescere il nostro benessere psicologico, di dare spazio a qualche attività generativa per l’anima. La libroterapia si occupa di entrambe queste situazioni: attraverso la lettura di un testo e la condivisione, con il libroterapeuta o con un gruppo di partecipanti, del senso personale che ne abbiamo ricavato, possiamo avviare un vero e proprio percorso psicoterapico o un percorso personale di enpowerment. Le radici della libroterapia affondano nell’antica Grecia, in cui illustri pensatori come Aristotele credevano che la letteratura avesse effetti di guarigione. In seguito anche gli antichi romani riconobbero l’esistenza di un rapporto tra medicina e lettura e lo sviluppo di questa tecnica è proseguito fino al XVIII secolo, quando in Europa le biblioteche entrarono a fare parte degli ospedali psichiatrici. Un anno significativo fu il 1937, quando W.C. Menninger, dopo aver prescritto ai pazienti della clinica in cui lavorava la lettura di romanzi nell’ambito del trattamento di diversi disturbi psichici, inserì la libroterapia nel suo trattato di psichiatria. Negli ultimi decenni la libroterapia si è andata consolidando per i suoi effetti nei vissuti di integrazione e di crescita del sé delle persone che ne hanno usufruito. In ambito psicoterapeutico la libroterapia si colloca all’interno della relazione terapeutica e il libro diventa “un altro luogo” condiviso da paziente e terapeuta , in chiave simbolica, perché un libro si legge “altrove”, fuori dallo studio del terapeuta, ma la lettura del testo non è al di fuori del contesto terapeutico e soprattutto della relazione terapeutica. Negli Stati Uniti e in Inghilterra, ma in Europa in genere, la biblioterapia è più diffusa e da più lungo tempo che in Italia e numerosi sono gli studi prodotti anche in ambito accademico internazionale, pubblicati su autorevoli giornali scientifici e leggibili anche sul WEB, che ne attestano la validità nel trattamento di diversi disturbi psichici presenti in età adulta, ma anche in età infantile ed adolescenziale. La libroterapia, come dicevamo, non si limita soltanto al trattamento dei disturbi: tutti noi, anche nei nostri momenti di maggior equilibrio psichico, ci poniamo domande, più o meno consapevoli, su molteplici aspetti della nostra vita e della nostra relazione con gli altri. I libri forniscono grandi spunti di riflessione e anche di confronto. Per uno psicologo occuparsi di lettura significa prendere in esame i processi psicologici coinvolti. Il primo passo è rappresentato certo dalle esperienze individuali, dal piacere del singolo; d’altra parte, passare dall’esperienza e dal racconto dell’esperienza che la lettura di un libro può dare all’analisi dei processi coinvolti significa cogliere le differenti dimensioni psicologiche: cognitiva, emotiva e sociale, che l’esperienza e l’attività della lettura comportano. Quali libri si usano in libroterapia? Tutti: romanzi di ogni genere, biografie, poesie, racconti. Non ci sono libri adatti e libri non adatti, nessun libro ha “effetti collaterali”: è l’esperienza del libroterapeuta che sceglie in relazione alle persone e ai loro vissuti un testo che in quel momento possa generare una riflessione. Con quale criterio? Citando Kafka, un libro “deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi”. L’errore più grande è pensare che esista una lista di libri perfetti per tutti, in ogni momento della vita. La libroterapia è un viaggio che si fa assieme.