SCI DI FONDO

images (4)Stabilire una datazione precisa alla “nascita” dello sci di fondo è impossibile… Certamente questa specialità è nata nei paesi nordici, per consentire alle popolazioni locali di spostarsi in un ambiente reso ostile per diversi mesi all’anno dalla presenza di neve e ghiaccio. Nei paesi Scandinavi sono state trovate pitture rupestri raffiguranti persone con ai piedi lunghe “assi” ricurve impegnate in scene di caccia. In Svezia presso le torbiere sono stati ritrovati alcuni rudimentali sci, questi non avevano la stessa lunghezza, uno era lungo e l’altro corto, sto scrivendo dello stesso paio di sci. Fonti storiche della Grecia, risalenti a trenta anni prima di Cristo, scrivono di popolazioni Asiatiche che per spostarsi su terreni ricoperti di neve, usavano “listelli” di legno ricoperto di pelli. Più precisi sono i “racconti” provenienti dalla Scandinavia, che tramandano di come il Re Sverre vinse una battaglia con le sue truppe dotate di sci ai piedi, questo accadeva nelle vicinanze di Oslo. Siamo nel 1520 quando un “ribelle” Svedese chiamato Gustavo Wasa, guidò la sua gente contro gli invasori Danesi che sconfisse, fu quindi incoronato primo Re di Svezia col nome di Gustavo 1°. In ricordo di questo episodio storico, si svolge annualmente una gara di sci di fondo, lunga 90 km e chiamata Vasaloppet (si corre nelle vicinanze della città di Vasa). Ma solo nella metà del 1800 che in Norvegia si svolse la prima gara di sci di fondo, la lunghezza era di 200 km e la vittoria in 21ore andò al lappone Lars Tourda. Se lo sci di fondo dalle regioni Scandinave si diffuse in tutto il mondo, lo dobbiamo all’impresa del Norvegese Fridtjoff Nansen, con gli sci attraversò tutta la Groenlandia (era il 1888). Da quest’avventura fu scritto un libro che fu venduto in tutto il mondo, facendo conoscere questa disciplina sportiva.

Tecniche

Tecnica Classica, o passo alternato, per molto tempo questo modo di praticare lo sci di fondo è stata la sola a essere usata. Si sfrutta un “binario” tracciato sulla neve pressata in cui gli sci scorrono agevolmente. La tecnica di pattinaggio chiamata anche a passo pattinato, è relativamente giovane, perché è stata utilizzata dal 1980. Uno dei primi a impiegare questa tecnica, fu il Finlandese Siitonen. La conferma di quanto fosse giusto questo “nuovo modo” di sciare, la diede lo Statunitense Bill Kock che vinse nel 1983 la Coppa del Mondo. Inizialmente questa tecnica era impiegata dagli atleti professionisti, in seguito si estese anche ai praticanti amatoriali. Diversamente dalla tecnica classica in cui gli sci procedono parallelamente, nella “pattinata” gli sci scorrono in modo alternato e divaricato, su un fondo nevoso privo di tracce e diagonalmente rispetto al senso di marcia. Con questo tipo di tecnica si ha un maggior sforzo a livello muscolare e bisogna avere un buon equilibrio perché spesso si può contare su un solo punto di appoggio. Il passaggio del peso del corpo da un piede all’altro deve essere rapido perché gli sci seguono traiettorie divergenti. La tecnica della discesa, fa parte di ogni fondista, in campo agonistico durante questa situazione, si cerca la maggiore velocità. In campo amatoriale si ricerca il controllo degli sci e la sicurezza. Con la battitura delle piste e il perfezionamento dei materiali quali scarponcini e attacchi, ha portato ad avere una maggiore sensibilità e precisione di guida. Anche la velocità in un simile contesto è aumentata, pertanto si è avuta una maggiore rapidità nei movimenti.