OLTRE LO SCI

ph_telemarkIl Telemark è nato nella seconda metà dell’ottocento in Norvegia, nella regione “Telemark”, da cui ne deriva il nome. Consiste nello sciare in un modo del tutto particolare: lo scarpone è fissato allo sci solo in punta, il tallone è libero e questo rende molto difficile l’equilibrio, e comporta per lo sciatore di fare un movimento simile a una genuflessione. Lo sci esterno, gravato dal peso del corpo, viene spinto in avanti, mentre quello interno rimane arretrato, la punta dello sci si trova in questo modo all’altezza dello scarpone esterno, il busto deve essere eretto. Sciando in questo modo si ottengono vari effetti: lo sci interno alla curva è anche “perno e timone”, quello esterno stabilisce la curva, abbassando il baricentro del proprio corpo aumenta la stabilità dello sciatore. Per avere un maggiore equilibrio in discesa, sono impiegate dei “bastoncini” simili a quelli usati nello sci da discesa. Oppure per i più esperti, un lungo bastone di betulla o frassino, spostato lateralmente a seconda della curva da impostare. Quando nacque, il Telemark non esistevano le attuali attrezzature, gli scarponi erano di cuoio, gli attacchi molto primitivi, quindi sciare al quel tempo, era ancora più difficile. Il Telemark oggi sa “trasmettere” quelle sensazioni perdute dei tempi passati. Un modo di vivere lo sci del tutto particolare, senza quella corsa a sempre più sofisticati materiali come quelli impiegati nello sci da discesa. Si può sciare su bellissime piste oppure addentrarsi n un bosco e visitarlo con leggeri sci. Sciare su dislivelli “immacolati” e discenderli immersi nella polverosa neve bianca. Per fare le cose descritte prima servirebbero sci da discesa, da fondo oppure da alpinismo, con il Telemark si può fare tutto questo con un solo tipo di sci.

download (25)SLEDDOG

Per primi furono gli eschimesi e i cacciatori lapponi a usare i cani per trainare le slitte, se ne servivano per andare a caccia oppure per i loro spostamenti.  Poi i cani furono impiegati nel servizio postale in Canada, nel citato paese e in Alaska si svolgono due delle più famose corse di sleddog. La Yukon Quest e l’Iditaroad, la più conosciuta gara di sleddog al mondo. La partenza avviene come ogni anno da Anchorage per arrivare a Nome, un piccolo villaggio minerario nei secoli scorsi e oggi ridotto a poche baracche.

La Iditaroad si corre annualmente in Alaska, nel mese di marzo, in memoria di una storia vera risalente al 1925 che ha ispirato diverse pellicole cinematografiche, oltre ad un cartone animato intitolato “Balto”, realizzato da Steven Spilberg. Nell’inverno del 1925 il villaggio di Nome (si trova sulla punta estrema dell’Alaska) fu colpito da un’epidemia di difterite. L’unico medico presente nel villaggio comunicò telegraficamente il seguente messaggio: se non arriva in tempo, il vaccino periranno molte persone e i primi saranno i bambini. In quell’inverno così rigido e nevoso l’unico mezzo di trasporto più adatto erano le slitte trainate dalle mute di cani, impiegate anche per il trasporto postale. Con rapidità fu organizzata una spedizione con staffetta composta dai “guidatori” di slitta più esperti per coprire la distanza che separava Anchorage fino al villaggio di Nome, colpito dalla difterite. La spedizione portò a termine la missione consegnando il prezioso vaccino in cinque giorni, solitamente per una distanza simile erano impiegate due settimane. L’ultima muta di cani che trainò la slitta fino al villaggio di Nome, era guidata dal cane  di razza husky “Balto”, cui fu dedicata una statua al Central Park di New York. É chiamato “Musher” la persona che “comanda” la muta dei cani. Generalmente li sceglie e alleva personalmente, la sua sintonia con l’animale deve essere totale, non solo durante le gare ma anche nei periodi di riposo. Un Musher capace, è in grado di impartire gli ordini alla propria muta con poche parole. Diversamente a quanto si possa ritenere, nello sleddog è vietata la frusta e altri strumenti che possono recare sofferenza ai cani. I comandi impartiti dal Musher deviavano dalla lingua degli eschimesi. In Italia sono molte le associazioni di appassionati dedicate a questa disciplina. Non mancano federazioni Italiane, Europee e in diversi paesi del mondo, dove è possibile per le condizioni ambientali praticare lo sleddog. Nello sleddog i cani che compongono la muta, non sono necessariamente di razza, al contrario di quanto si possa ritenere. La maggior sono incroci fra più razze, solitamente i cani impiegati sono Siberian Husky, Alaskan Malamute e Groenlandesi. Nonostante non esista uno standard, e probabilmente mai ci sarà, si tende distinguere questi cani per sleddog col nome di Alaskan Husky.

downloadIl broomball è uno sport di squadra con regole simili a quelle dell’hockey. La differenza sostanziale è che nel broomball non si pattina, ma si corre sul ghiaccio per mezzo di apposite scarpe speciali antiscivolo con una suola in gomma morbida. Anche la stecca è diversa, costituita da un manico in legno o alluminio e all’estremità una paletta in gomma. Oggi sul mercato si trovano le cosiddette “scope” in fibra di carbonio e titanio, che non hanno più nulla a che vedere con le scope originarie. Al posto del disco si usa una palla di gomma dura.Le squadre sono composte da 5 giocatori di movimento più il portiere, e almeno altrettanti giocatori siedono in panchina, pronti a subentrare in qualsiasi momento, visto che si corre in continuazione e i cambi volanti sono indispensabili per recuperare tra un’azione e l’altra. Gli incontri durano due tempi di 20 minuti ciascuno. I giocatori oltre alla scopa sono dotati di parastinchi e altre protezioni idonee a ridurre i danni dalle inevitabili cadute sulla superficie dura del campo. In particolar modo le scarpe, che sostituiscono i pattini dell’hockey, devono garantire un buon grip per gli scatti e le frenate. L’abilità in questo sport sta principalmente nel trovare l’equilibrio sul ghiaccio, cosa per niente facile che lo rende assai divertente.

download (1)La parola hockey deriva secondo alcuni dal termine ‘hook’, uncino che con buona probabilità doveva indicare il bastone dei pastori, mentre secondo un’altra teoria, riprende il cognome di un colonello dell’esercito inglese che ideò una simulazione del gioco per far esercitare la propria truppa. L’Hockey è uno sport praticato su ghiaccio nel quale due squadre si confrontano. Ogni formazione è composta da sei giocatori 5 in movimento, due difensori e tre attaccanti e un portiere; in alcuni casi il regolamento prevede che il portiere possa essere sostituito da un giocatore in movimento.  I giocatori scivolano sulla pista ghiacciata con i pattini ed utilizzando una mazza, o bastone, stick, muovono, controllano e tirano un disco di gomma dura, puck. Lo scopo del gioco è quello di centrare la porta avversaria con il puck. Il disco di gomma può essere mosso anche con il pattino ma non è consentito segnare tirando con il piede, così come non sono riconosciuti i goal segnati con le mani. Oltre a pattini e bastoni ogni giocatore è dotato di uno specifico equipaggiamento protettivo che prevede l’impiego di un casco con la visiera, protezioni per la nuca , la laringe e la bocca, utilizzo del paradenti e guanti. Ancora protezioni sulle spalle e per la cassa toracica. Diverso è l’equipaggiamento dei portieri che hanno un bastone differente rispetto ai giocatori in movimento,  con un’estremità molto più ampia;  hanno un casco che ha una maschera che protegge interamente il viso, un guanto dotato di scudo sulla mano che tiene il bastone, ed un guanto da presa. Una partita di Hockey dura 60 minuti ed è divisa in tre tempi, drittel, della durata di 20 minuti ciascuno.