LO SCI – L’ATTREZZATURA

download (16)Non esiste un solo motivo per imparare a sciare, bensì una serie di ragioni, quali il contatto con la natura in un ambiente incontaminato di grande suggestione, basti pensare alle nostre Alpi. Per rilassarsi e respirare aria pulita, cosa difficile per chi vive in città sempre più inquinate, sciare da pure l’opportunità di scoprire nuove località del nostro Bel Paese. Di contro lo sci presenta una maggiore spesa rispetto ad altre attività sportive, occorre acquistare l’attrezzatura (sci, scarponi e vestiario), avvalersi delle lezioni di un maestro se principianti, e pagare lo ski pass. A fronte di questa spesa iniziale, sarete ripagati dalla soddisfazione di praticare questo bellissimo sport invernale. All’inizio per i “principianti” sembrerà difficoltoso controllare gli sci, curvare ecc. ma con l’aiuto di un maestro abilitato nell’insegnare questa disciplina, supererete tutte le difficoltà. Da considerare che i numerosi sci club Italiani, fanno corsi per principianti in numerose località sciistiche, organizzando viaggi in pullman, settimane bianche, oppure uscite domenicali. Aderendo a queste iniziative non avrete lo “stress” da guida per raggiungere le località sciistiche, inoltre per gruppi vi sono sconti sull’acquisto di ski pass.

images (2)Per l’acquisto dell’attrezzatura suggerisco di considerare alcuni elementi: quali il tipo di disciplina interessata, lo sci non comprende solo la discesa da pendii innevati come lo conoscono la maggior parte delle persone, ma abbiamo lo scialpinismo, il telemark, carving, sci di fondo ecc. Tutte queste discipline vengono trattate separatamente all’interno di questo sito. In questa pagina prenderò in considerazione lo sci che la maggior parte delle persone pratica, in altre parole il discendere pendii innevati su piste predisposte e dotate d’impianti di risalita. Altra cosa che mi preme rilevare, è di evitare il risparmio di denaro nell’acquisto dell’attrezzatura a discapito della sicurezza. Per questo motivo “servitevi” della competenza di un maestro di sci, oppure recatevi in un negozio specializzato, dove sapranno consigliarvi per il meglio.  Nello sci quando scendete i pendii innevati a forte velocità le articolazioni, del corpo sono sottoposti a forti sollecitazioni, in particolare quelle delle ginocchia, pertanto acquistate scarponi con sci dotati di sganciamento rapido in caso di caduta. Per l’acquisto degli sci bisogna valutare il tipo di specialità invernale che si vuole praticare, la flessibilità, lunghezza degli sci e peso del nostro corpo. Valutate la vostra capacità sciistica, per i principianti l’ideale è un tipo di sci che consenta di eseguire facilmente una curva a una velocità relativamente bassa. Questi dovranno essere leggeri e maneggevoli. Se riteniamo d’essere sciatori di livello medio – alto, scegliete sci che vi consentano una grande versatilità in condizioni di innevamento e piste diverse. Essenzialmente uno sci si divide in cinque zone distinte: abbiamo la punta (detta anche spatola), è la sezione più larga, la parte anteriore, quella centrale dove trovano posto gli attacchi (è la sezione più stretta di uno sci), la parte posteriore e la coda.

La storia dello sci

images (3)Lo sci è stato per l’uomo il primo “mezzo di locomozione”, probabilmente antecedente all’invenzione della ruota. Ciò è suffragato da ritrovamenti fossili in Scandinavia e Lapponia, databili a 2500 a.C.; ma la scoperta più importante di questi primitivi sci, è avvenuta in una torbiera presso Hoting in Svezia, sempre databili al menzionato periodo. Altro documento importante che testimonia l’uso degli sci presso le popolazioni primitive, è un’incisione rupestre risalente al 2000 a.C. che rappresenta una persona avente ai piedi, un paio d’inconfondibili Sci. In epoche successive va segnalato l’uso degli Sci presso i Lapponi, al piede destro avevano un lungo e stretto Sci, mentre al piede sinistro ne avevano uno di minor lunghezza, con sotto una pelle di foca, il più corto degli sci era usato per darsi la spinta. In seguito ne parla Erodoto nel IV secolo a.C., in cui scrive di popoli Asiatici che si spostavano sulla neve con scarpe di legno, e persino nell’Eneide scritta da Virgilio, si parla in tal senso. Con maggiore certezza bisogna aspettare il 1565 quando l’arcivescovo di Uppsala (Svezia), ha lasciato scritto, precisi riferimenti allo sci nel libro Historia de Gustibus Septentrionalibus. Il primo Italiano a servirsi degli sci per raggiungere Capo Nord, fu l’esploratore Francesco Negri nel 1663, gli sci impiegati sono descritti nel libro “Viaggio Settentrionale”. Egli scrisse di due tavolette sottili con le punte rivoltate da mettere sotto i piedi per scivolare meglio sulla neve. Con gli sci si possono percorrere fino a 400 km il giorno, e sembra che la colonizzazione dell’America sia avvenuta proprio in questo modo. Per dimostrare questa teoria nel 1888 Fridtjof Nansen (studioso ed esploratore) in trentanove giorni raggiunse la Groenlandia, dopo averla attraversata, arrivò alla baia di Baffin (America). La sua avventura è stata raccontata nel libro “con gli sci attraverso la Groenlandia”, stampato nel 1890. Una prima importante evoluzione dello sci come lo conosciamo ai nostri giorni, fu per merito dell’inventore Mathias Zdarsky che portò la lunghezza degli sci dai tre metri iniziali al metro e ottanta cm, sperimentando svariati tipi di attacchi per gli scarponi, il più funzionale fu il modello “Lillienfelder” con talloni era in ferro e alluminio. Nello stesso anno un parroco Italiano di nome Negri Francesco di Ravenna, raccontò al ritorno da un viaggio nei paesi nordici di una “tecnica” di spostamento sulla neve usata dai popoli locali. In Norvegia all’inizio del 1800 si ebbero le prime gare, con la specialità del Telemark che prende il nome dalla cittadina natale di Sondre Nordheim (la persona che per primo organizzo delle gare di sci). La prima vera gara di carattere sportivo si ebbe nel 1843 a Tromso (Norvegia), con la coppa Holmenkollen. In Italia la storia dello sci ebbe una storia curiosa: nel corso della guerra dei trentanni, in Carnia (1648) operò un gruppo di soldati Scandinavi che al termine del conflitto vi si stabilirono (Carnia), introducendo per la prima volta lo sci nel nostro paese. Nel 1886 l’esploratore e alpinista Italiano Edoardo Martinori di ritorno da un viaggio in Lapponia portò con sé un paio di sci, che donò alla sezione Romana del Club Alpino Italiano, con grande interesse della stampa che fece conoscere tramite i quotidiani lo sci al grande pubblico. Dal 1886 al 1896 si può affermare che si ebbe la “nascita” dello sci nel nostro paese.