ICE CLIMBING

download (15)L’Ice Climbing è composto di due categorie di praticanti, i professionisti di cui fanno parte alpinisti e guide alpine, e quello dei semplici “amatori” che pur non cercando “prestazioni estreme”, anno comunque beneficiato del progresso introdotto nei materiali grazie ai professionisti di questa disciplina.  L’Ice Climbing come tante altre discipline è considerato uno sport estremo, ma spesso ciò che fa la differenza tra questi sport sono le condizioni metereologiche, pensiamo alla differenza tra il deserto del Sahara oppure l’Antartico. Poi oltre a pericoli soggettivi e oggettivi entra in gioco la preparazione fisica di chi lo pratica, nonché le problematiche legate a questa disciplina sportiva. Per un neofita può essere strano… ma scalare cascate di ghiaccio sono più facili che arrampicarsi sulle pareti di roccia.  Con l’impiego dell’attrezzatura necessaria quali piccozze e ramponi, chi scala il ghiaccio si che ai propri punti di ancoraggio, al contrario chi scala le pareti questi appigli li deve ricercare. In questo caso conta molto l’esperienza maturata in tante scalate.  L’ice Climbing è una disciplina molto affascinate, ciò è dovuto all’ambiente in cui si pratica (paesaggio). Le cascate di ghiaccio, chiamate dagli appassionati vie effimere, queste, infatti, si possono scalare solo per pochi mesi nel periodo invernale. Poi le colate di ghiaccio si sciolgono in primavera per ricomparire con forme diverse nell’inverno successivo. Da ultimo l’arrampicata su ghiaccio ha permesso lo studio di nuovi materiali specifici che nell’arrampicata su roccia non sarebbe stato possibile.

La valutazione che va fatta per un’arrampicata su cascata di ghiaccio deve tener conto di fattori quali: pendenza, la configurazione e la consistenza del ghiaccio. Se il medesimo è compatto, fine o solido ecc.

Grado 3°  Il ghiaccio è compatto e solido. L’arrampicata presenta numerosi dislivelli.

Grado 3+  Uguale al 3° grado ma con un dislivello maggiore.

Grado 4  In questo caso, il 4° grado coincide con una arrampicata dal passaggio ripido, e fino ai 10 metri d’altezza, con ghiaccio compatto.

Grado 4+  Uguale al 4° grado, il passaggio da superare può essere alto fino a 15 metri e quasi verticale.

Grado 5   La cascata di ghiaccio da scalare può raggiungere i 20 metri d’altezza, il ghiaccio assume forme particolari dette a “cavolfiore”, oppure colonne ghiacciate.

Grado 5+  In questo caso la cascata di ghiaccio da scalare raggiunge un’altezza di circa 30 metri, ed è considerata a ragione molto tecnica.

Grado 6  Con grado 6 si raggiunge un’altezza da scalare di 40 – 50 metri con arrampicata tecnica.

Grado 6+   Arrampicata assai verticale con strapiombi per passare da una colonna ghiacciata  all’altra.

Grado 7 E’ considerata una arrampicata estrema, ripida e a strapiombo.

Per la sua natura “effimere” il ghiaccio può essere molto variabile, compatto oppure molto fragile, principalmente in base alla temperatura. A differenza della roccia il ghiaccio è molto mutevole anche nell’arco della medesima giornata. Ora bisogna fare una precisazione: è sbagliato considerare una sicurezza scalare il ghiaccio nelle giornate molto rigide, in queste condizioni metereologiche il ghiaccio è “secco” e quindi fragile. Altrettanto pericoloso lo è se il ghiaccio è “bagnato” per la scarsa coesione del medesimo. Per evitare i pericoli congeniti come sopra esposti, occorre scegliere bene il periodo e la temperatura, spesso valutabile in base alla propria esperienza acquisita in tante arrampicate. Da valutare attentamente sono anche le condizioni atmosferiche e di quanto le medesime incidano sulle colate di ghiaccio. Per una maggiore sicurezza personale è sempre bene chiedere informazione alle guide locali sulle condizioni ambientali, consultare i bollettini meteo della zona e mai improvvisare… Grazie alle guide locali è anche possibile apprendere le tecniche specifiche dell’arrampicata su ghiaccio, conoscere i materiali impiegati e non sottovalutare i pericoli di questa disciplina estrema ma molto affascinante. Quelli di carattere “soggettivo” sono rappresentati da impreparazione fisica da parte di chi scala il ghiaccio. Scarsa conoscenza della tecnica di arrampicata in un simile ambiente. Scarsa capacità di riconoscere il ghiaccio, in altre parole sulla sua consistenza, oppure il non riconoscere la morfologia e ripidità del ghiaccio. Queste non sono causa di chi pratica questa disciplina sportiva definita estrema. Rientrano nelle condizioni ambientali come l’innevamento, le condizioni del ghiaccio, mutevoli nel corso della medesima giornata (temperatura e umidità). Conseguentemente a questo il ghiaccio da scalare può essere molto duro se vi sono temperature rigide, in tal caso è anche molto friabile quando colpito dalla piccozza dello scalatore.