SI POTENZIANO LE UNITA’ SPECIALI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE

Si potenziano le Unità speciali di continuità assistenziale. Si passerà da 20 a 30 medici con un finanziamento previsto di 1.242.000 euro
Aumento del numero di medici da 20 a 30 unità, estensione dell’attività svolta da questi medici e un finanziamento pari a euro 1.242.000, fino al 30 giugno 2021. Lo prevede la deliberazione adottata oggi dalla Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, che ha potenziato e ampliato le Unità speciali di continuità assistenziale. “L’operatività delle USCA, previste a marzo 2020 dal Governo per gestire a domicilio i pazienti affetti da Covid 19 che non necessitano di ricovero, è stata confermata anche nel Piano di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale territoriale che questo esecutivo ha approvato lo scorso settembre – spiega l’assessore Segnana -. Oggi andiamo a potenziare il numero dei professionisti medici per garantire una migliore presa in carico dei pazienti a domicilio e presso le strutture territoriali, nonché per supportare i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Inoltre potranno essere coinvolti nelle vaccinazioni anti Covid-19, nell’effettuazione dei tamponi e in altre tipologie di assistenza medica”.

Attualmente sono in attività circa 20 medici dedicati alle USCA; con il loro potenziamento fino al numero di 30 unità, in considerazione dell’andamento epidemiologico della pandemia e del conseguente prevedibile aumento del carico lavorativo per accessi domiciliari in supporto alla medicina generale e alla pediatria di libera scelta, verrà ottimizzato il servizio di presa in carico dei pazienti a domicilio e presso le strutture territoriali. Sarà inoltre possibile coinvolgere questi medici nelle seguenti ulteriori attività:

  • effettuazione dei tamponi per conto dell’APSS;
  • l’effettuazione della vaccinazione contro il COVID-19, anche a domicilio;
  • l’assistenza medica temporanea di supporto presso strutture territoriali residenziali sanitarie e sociosanitarie, nei casi di carenza di assistenza medica per malattia del medico titolare o per l’impossibilità da parte delle strutture di reperire medici disponibili.

Le misure sopra previste troveranno attuazione fino al 30 giugno 2021, salvo successiva proroga in relazione all’andamento della pandemia.