SUGGERIMENTI PER IL TREKKING

scarponi-trekking-380-285IL TREKKING

REGOLE, DOVERI E RESPONSABILITÀ

LE REGOLE

I DOVERI

LE RESPONSABILITÀ

LO ZAINO

LA SCELTA

LA BUSSOLA

L’ALTIMETRO E IL BAROMETRO

SCALA E DIFFICOLTÀ ESCURSIONISTICHE

SCALA E SIGLE DELLE DIFFICOLTÀ

I FATTORI FONDAMENTALI

COSA METTERE NELLO ZAINO

REGOLAZIONE DELLO ZAINO

PESO E CAPACITÀ

LA MANUTENZIONE

 

Il Trekking

Prima di iniziare cerchiamo di capire meglio quale sia il significato della parola “Trekking”. Per Trekking si vuole intendere il

“camminare percorrendo sentieri e itinerari nella natura”.

Non si limita ad un semplice camminare fine a se stesso, o il portare a termine un’impresa estrema, o di una gara di velocità per vedere chi arriva prima. Il Trekking è prima di tutto conoscere il territorio che ci circonda, il sentirsi a contatto diretto con la natura con la costante voglia d acquisire e immedesimarsi in una dimensione più umana della nostra vita. E’ un’attività che può essere svolta da chiunque con la possibilità di percorrere bellissimi itinerari immersi nella natura e che non presentano alcun tipo di difficoltà fino ad arrivare a percorsi estremi adatti solo a esperti escursionisti. Il bello del trekking è respirare il silenzio, mettersi alla prova, ma soprattutto riscoprire il piacere dell’avventura e di se stessi.
Alcuni termini utili che potremmo trovare in giro per la rete:

Trek:

Si intende un itinerario di più giorni da percorrere a piedi o con mezzi di trasporto naturali attraverso sentieri, mulattiere, piste, ecc…

Trekking:

Ha un significato che potremmo definire “Percorrere un trek”. Fu utilizzato per la prima volta negli anni Cinquanta per descrivere le marce per le spedizioni sull’Himalaya.

Trekker:

Colui che pratica il trekking.

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Regole, Doveri e Responsabilità

Per vivere intensamente il trekking occorre riporre la massima attenzione nella nostra sicurezza e in quella dei nostri compagni dall’inizio alla fine del viaggio. Durante un escursione ognuno di noi è soggetto a dei doveri da rispettare, a delle regole a cui attenersi e ha delle responsabilità da assumere per non mettere in difficoltà se stesso gli altri. Ecco riportate di seguito alcune regole semplici e fondamentali da non sottovalutare.

Le Regole

  1. Avere un’adeguata preparazione fisica;
  2. Non partire da soli ma cercare sempre uno o più accompagnatori;
  3. Non partire eccessivamente coperti. All’inizio occorre sentire un po’ di freddo;
  4. Lasciare a qualche parente o amico le indicazioni precise sull’itinerario scelto;
  5. Scegliere sempre un’alimentazione corretta e l’abbigliamento adatto;
  6. Non abbandonare mai i sentieri segnati;
  7. Non bere l’acqua dei ruscelli;
  8. Mantenere sempre il contatto visivo con i compagni di escursione;
  9. Effettuare pause frequenti per riposarsi e rifocillarsi con qualche biscotto, un po’ di cioccolata e per bere. La disidratazione in montagna è sempre in agguato;
  10. Stare lontano da vette e creste in caso di temporale e non cercare riparo sotto gli alberi. Lasciare oggetti e attrezzi metallici che potranno essere ripresi a temporale finito;
  11. Impostare l’andatura secondo le possibilità dell’intero gruppo tenendo un passo lento e progressivo. Un’eccessiva speditezza provoca affaticamento precoce;
  12. Evitare assolutamente di smuovere pietre, che potrebbero provocare il ferimento di altri alpinisti;
  13. Percorrere il più velocemente possibile e senza fermarsi i luoghi soggetti a pericolo di caduta sassi.

I Doveri

  1. Aiutare chi si trova in difficoltà;
  2. Segnalare alle autorità competenti ciò che si ritiene possa arrecare danno all’ambiente;
  3. Evitare schiamazzi;
  4. Non raccogliere fiori, è meglio fotografarli;
  5. Non spaventare gli animali;
  6. Non lanciare sassi;
  7. Rispettare le popolazioni locali e le proprietà private;
  8. Campeggiare nelle apposite piazzole e stare attenti a non accendere fuochi in presenza di vento qualora dovessimo campeggiare in aree libere;
  9. Affrontare il percorso con equipaggiamento adeguato all’escursione che ci apprestiamo ad effettuare;
  10. Rispettare l’ambiente portando con sé i propri rifiuti;
  11. Lasciare sempre puliti i luoghi dove siamo passati o dove abbiamo campeggiato;
  12. Non dimenticare di richiudere cancelli e barriere dopo averli attraversati;

Le Responsabilità

  1. Scegliere la meta e il percorso in base alle proprie capacità fisiche e al grado di allenamento. Tenere sempre in considerazione le esigenze del più debole del gruppo;
  2. Procurare le cartine della zona studiando preventivamente il percorso e gli eventuali sentieri alternativi;
  3. Consultare sempre le previsioni del tempo;
  4. Chiedere in loco le informazioni sulle condizioni del percorso scelto;
  5. Avere cura di avvisare gli eventuali rifugi di partenza e di arrivo sui propri spostamenti;
  6. Suggerire i controlli da non dimenticare: lo zaino, l’acqua, il cibo, le batterie, la bussola, ecc…;
  7. Accertarsi che tutti i componenti siano in buone condizioni fisiche;
  8. Partire e ritornare presto di modo da evitare il buio durante il cammino ed i frequenti temporali pomeridiani;
  9. Saper rinunciare in caso di difficoltà;
  10. Non sopravvalutarsi ed essere sinceri con se stessi e i propri compagni;
  11. Evitare rischi inutili;
  12. Valutare i rischi che possono incombere in caso di attraversamenti di tratti innevati e di torrenti;

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Lo Zaino

Senza di lui non andremmo da nessuna parte! Il nostro amato zaino, assolutamente indispensabile e delle più svariate dimensioni, rappresenta la nostra casa “da trasporto” ma attenzione a come lo si carica. Il nostro compagno di viaggio adatto a qualsiasi escursione, dal pic-nic domenicale al trekking plurigiornaliero, deve essere scelto con cura. In questa pagina cerchiamo di capire come sceglierlo, come prepararlo e come portarlo.

La Scelta

La grandezza dello zaino dipende dal tipo e dalla durata dell’attività che abbiamo intenzione di svolgere. Nella normalità dei casi la durata dell’escursione influisce notevolmente sulla scelta: più giorni dura la nostra passeggiata e più grande sarà il carico che dovremo trasportare, ma non è del tutto vero e adesso vedremo il perché. Una prima caratteristica da osservare per uno zaino è la sua capacità che viene espressa in litri: gli zaini per escursioni di un giorno non dovrebbero essere più grandi di 35 litri mentre per le uscite di più giorni se ci si ferma presso i rifugi, normalmente è sufficiente uno zaino di 40-50 litri.
Qualora la nostra escursione preveda l’utilizzo della tenda e ciò che ne consegue (sacco a pelo, stuoino, fornelletto, pentolame vario, ecc..) opteremo per uno zaino ancora più grande di 60 litri. Al momento dell’acquisto è inoltre opportuno confrontare modelli diversi di diverse marche poiché, avendo una morfologia e un metodo di calcolo differente da parte dei produttori, gli zaini delle stesse dimensioni potrebbero risultare parecchio differenti.

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I Fattori Fondamentali

Ci sono dei fattori essenziali e fondamentali da prendere in considerazione per la scelta ottimale dello zaino. Entrati in negozio prendetevi tutto il tempo necessario per valutare e rivalutare ogni elemento riportato di seguito.

  1. Lo schienale: deve adattarsi al proprio corpo con la possibilità di far respirare la schiena. In questo caso la tecnologia ci viene in aiuto. Al posto della vecchia struttura rigida vengono oggi utilizzate delle barre in alluminio amovibili e modellabili, pannelli in polietilene e, con l’ausilio di diverse tipologie di design, vengono realizzati dorsi per affrontare diverse condizioni di sollecitazione.
  2. Gli spallacci: devono avere la possibilità e l’ergonomia adatta per essere regolati alla forma delle proprie spalle. Devono essere sufficientemente morbidi, imbottiti a dovere per evitare i dolorosi e fastidiosi segni rossi sulle spalle ed estremamente resistenti per evitare strappi agli allacci fra gli stessi e lo zaino.
  3. Il fascione: da poco adottato per tutti gli zaini da escursionismo, ha modificato e spostato il carico di peso dalle spalle al bacino. Posto nella fascia addominale, imbottito e chiuso correttamente, il fascione permette lo spostamento di parte del peso dello zaino dalle spalle al bacino.
  4. La forma: è essenziale per l’attività che si vuole svolgere. Se le nostre escursioni presentano strade ferrate, arrampicate o passaggi stretti tra mura rocciose è essenziale che lo zaino sia stretto a tal punto da non uscire lateralmente dal proprio corpo altrimenti andrebbe a sbattere o si graffierebbe in continuazione.

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Cosa Mettere Nello Zaino

La lista che riportiamo di seguito vuole essere una linea guida per sapere all’incirca cosa portare. Ovviamente poi dipende molto dalle proprie esigenze e dall’escursione che ci si apprestiamo ad intraprendere. Siate però oculati e scrupolosi nella scelta degli oggetti da portare: un elemento in più fa aumentare il peso dello zaino ma un elemento in meno rischia di diventare proprio quello di cui avevamo bisogno.

AccessoriAbbigliamento
Accendino
Altimetro
Bastoncini telescopici
Batterie di riserva
Binocolo
Blocco note
Borraccia
Bussola
Buste di plastica
Cartina topografica
Cellulare
Coltellino multiuso
Copri zaino antipioggia
Cordino
Fazzoletti di carta
Fischietto
Gps
Lacci di riserva scarponi
Macchina fotografica
Mini kit per il cucito
Occhiali da sole
Orologio
Penna
Pila frontale
Portadocumenti impermeabile
Portafoglio
Recapiti telefonici
Sacco letto
Salviette umidificate
Telo termico
Tenda
Biancheria intima
Calze
Cappello caldo
Cappello con visiera o bandana
Felpe pile
Ghette (se c’è la neve)
Giacca a vento
Guanti caldi
Magliette di ricambio
Maglioni pesanti
Occhiali da sole
Pantaloni
Poncho o K-way
Scarponi

InfermeriaCibo
Kit pronto soccorso

Benda elastica
Bende orlate di garza
Cerotti medicati
Collirio per congiuntivite
Compresse per occhi
Cotone
Comped / cerotto antivesciche
Crema solare ad alta protezione
Disinfettante / acqua ossigenata
Farmaci personali (da non usare per altri)
Forbicine con punta arrotondata
Garze sterili
Ghiaccio istantaneo
Laccio emostatico (da usare con prudenza)
Nastro adesivo di tela
Pinzette
Ammoniaca per punture d’insetti
Pomata per traumi e congelamenti
Rotolo di cerotto
Sapone di Marsiglia
Spille di sicurezza
Spray repellente per insetti
Triangolo di cotone 90x60x60cm

Set posate (cucchiaio, forchetta, coltello)
Barrette energetiche
Pane
Companatico
Frutta secca
Zollette di zucchero
Cioccolata

Miele
Sali minerali
Popote che dovrebbe contenere:

  • 2 Pentolini da campo
  • 1 Padella
  • 1 Coperchio
  • 1 Manico a pinza
  • 1 Bruciatore con paravento

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Igiene personale
Asciugamano
Burro di cacao
Crema idratante
Crema solare
Sapone (Lo shampoo-doccia o il “Marsiglia” va più che bene)
Spazzolino e denitrifico (da viaggio)

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Regolazione Dello Zaino

Se fa male qui:SPALLACCICINTURA A VITAREGOLATORI DI CARICOCINTURINO PETTORALE
AncheTensionare per spostare il peso sulle spalleAllentarla o posizionarla più in alto o più in basso sulle ancheProvate ad allentarlo ed a stringerlo, fino a raggiungere la sensazione miglioreStringere
SchienaTensionareTensionare per ridurre l’innaturale inarcatura della schienaTensionareStringere
SpalleAlternare periodi di maggior tensione e allentamentoPosizionare in alto sulle anche e tirare fino a che sentite stringere l’addomeTensionare (si allevia così il carico dalle spalle) o allentare i tiranti e gli spallacci per abbassare il carico sulla cinturaStringere (si sposta il carico al centro delle spalle alleviando lo sfregamento delle ascelle)

Peso e Capacità

Il peso degli zaini varia a seconda del tessuto utilizzato ed agli accessori presenti (cappuccio, doppio fondo, tasche interne ed esterne, ecc…). E’ possibile pertanto trovare zaini di grande portata di peso più basso rispetto a quelli di media portata. Le differenze sono comunque minime.

CapacitàPeso
80 – 100 Litri2 – 2,5 Kg
60 – 80 Litri1,7 – 2 Kg
30 – 60 Litri1 – 1,7 Kg

A prescindere dal peso dello zaino occorre però attenersi ad una regola ben precisa: “Non sopravvalutiamo le nostre capacità”. Non essendo animali da soma, il carico dello zaino non dovrebbe superare il 15-20% del nostro peso corporeo e tali soglie dovrebbero essere seguite soprattutto per chi non è in forma ed ha qualche chilo di troppo. Nella tabella sottostante è presente uno schema per ottimizzare la disposizione degli oggetti nel nostro zaino.

1 – Oggetti di uso frequente
2 – Oggetti pesanti:
Tenda, pentolame, acqua, ecc…
3 – Oggetti di peso medio:
Utensili, viveri, indumenti, ecc…
4 – Oggetti leggeri:
Sacco a pelo, poncho, mantella, ecc…

 

La Manutenzione

Lavare a mano in acqua fredda con sapone neutro, strofinare leggermente utilizzando una spazzola morbida. Sciacquare accuratamente, non strizzare, non lavare a secco, non candeggiare, non stirare e non esporre a fonti di calore. Estrarre se possibile le armature in alluminio presenti. Trattare periodicamente la finitura idrorepellente.

Parte della documentazione riportata in questa pagina è stata realizzata consultando le schede tecniche presenti sul sito della Ferrino

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La Bussola

La bussola più semplice e sufficientemente corredata è quella inserita su un supporto trasparente, piatto, a forma rettangolare; con un quadrante mobile (ghiera graduata) con sopra disegnata la rosa dei venti e i gradi da 0 a 360; una freccia di direzione e una serie di linee di mira ad essa parallele.

Nell’uso si faccia attenzione a non essere vicino a sorgenti magnetiche o metalliche che possono modificare la direzione del l’ago magnetico.

Per individuare il nord magnetico:

  1. girare il quadrante graduato fino a posizionare la lettera “N” sulla linea di mira;
  2. mettere su una superficie piana la bussola e girarla fino a quando la punta rossa dell’ago non si posiziona sulla lettera “N”;
  3. la linea di mira indica il Polo Nord magnetico. Lungo tale direzione individuate un elemento del paesaggio, lontano, di grandi dimensioni, facilmente riconoscibile e visibile che vi servir come punto di riferimento.

Per orientare una carta:
in genere la parte alta della carta indica il Nord geografico, punto di intersezione dei meridiani terresti. La bussola va posizionata orizzontalmente sulla carta in modo che la direzione dell’ago magnetico coincida con quella di un meridiano o con la linea del bordo. Si ruota lentamente il tutto fino a quando la punta rossa dell’ago si allinea alla lettera “N”. La carta è così orientata.
Per sapere dove ci si trova esattamente individuate nel panorama un punto “A” ben riconoscibile (una castello, una vetta…) e segnalato sulla carta. Miratelo e ruotate il quadrante fino a portare la “N” sulla punta rossa (fig. 1). Mettete la bussola sulla carta orientata e con una matita disegnate una linea che passa per il punto “A” e parallela alla linea di mira. La stessa operazione va ripetuta con un altro punto “B”. Il punto di intersezione delle due linee tracciate sulla carta vi darà con buona approssimazione la vostra posizione (fig. 2).
Alcune bussole hanno a corredo anche una lente di ingrandimento per leggere meglio i dettagli di una carta; un righello per la lettura delle distanze; un cordoncino per portale al polso e delle sagome di varia forma (triangolare, circolare) per disegnare i percorsi sulla carta.

Elementi della Bussola

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L’Altimetro e il Barometro

L’altimetro è uno strumento usato per determinare l’altezza di un punto rispetto al livello del mare. Il tipo normalmente utilizzato nell’escursionismo, in realtà, è un barometro che fornisce la misura dell’altitudine derivandola dalla variazione di pressione dell’atmosfera. E’ composto da un quadrante girevole per le quote e da uno fisso per la misura della pressione atmosferica. Alcuni tipi hanno un campo di misura da 0 a 6.000 metri e un’elevata precisione che può arrivare al metro. I nuovi modelli digitali offrono anche tante altre funzioni: temperatura, la tendenza delle prossime dodici ore, le previsioni, la velocità di ascesa/discesa…
I valori di quota forniti dall’altimetro non vanno presi come certi. Risentono delle condizioni fisiche dell’aria e possono variare anche sensibilmente. Se si vuole una misura esatta, si dovrà, di volta in volta, tarare adeguatamente lo strumento sul valore della pressione che c’è in quel momento nella zona in cui ci troviamo. E’ importante prendere nota delle variazioni durante la giornata per poter fare delle previsioni a breve termine. Piccole variazioni sono normali ma se si nota un repentino innalzamento del valore della quota anche di cento, duecento metri, significa che il tempo tende a cambiare in peggio rapidamente.

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Scala e Difficoltà Escursionistiche

Definire il grado di difficoltà di un itinerario in senso globale è praticamente impossibile. Questo perché ognuno di noi affronta le difficoltà a seconda dei propri limiti, delle proprie sensazioni e della propria esperienza. La scala delle difficoltà escursionistiche è regolata su parametri internazionali omologati da molte federazioni escursionistiche. Suddetta scala prende in esame vari elementi quali la difficoltà oggettiva del percorso, la lunghezza e i dislivelli. Per l’Italia le definizioni sono state omologate dal Club Alpino Italiano.

Scala e Sigle delle Difficoltà

SiglaDescrizione
T: Percorso TuristicoItinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri. I percorsi che si svolgono su mulattiere, sentieri e a quote medio basse, generalmente non sono lunghi, non presentano alcun problema di orientamento e non richiedono un allenamento specifico se non quello tipico della passeggiata
E: Percorso EscursionisticoItinerario che si svolge quasi sempre su sentieri segnalati e su terreni vari (pascoli, detriti, pietraie) con dislivelli e tempi di notevole impegno. Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso.
E’ consigliabile un notevole allenamento alla camminata, oltre ad un equipaggiamento adeguato.
EE: Escursionisti EspertiItinerario con tratti non sempre segnalati e che richiedono il passaggio tratti di montagna impervi o scoscesi anche con tragitti attrezzati e con dislivelli e lunghezza notevoli. Necessitano di una buona esperienza di montagna, fermezza di piede e una buona preparazione fisica.
Occorre inoltre avere un equipaggiamento ed una attrezzatura adeguati, oltre ad un buon senso d’orientamento.
EEA: Escursionisti Esperti AttrezzatiItinerario che richiede l’uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, etc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate.
Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l’equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all’esposizione e ai terreni alpinistici.
EEAG: Escursionisti Esperti Attrezzati GhiaccioItinerario con caratteristiche simili al precedente ma con l’equipaggiamento adatto all’attraversamento di tratti ghiacciati (ramponi, piccozza, corde, ecc…).
E’ richiesta anche una conoscenza delle relative manovre di assicurazione