Riflessione sul risultato delle elezioni in Trentino

Pur non occupandomi da qualche tempo di partiti e di politica attiva, in questi giorni non ho potuto far a meno di riflettere sul risultato delle elezioni in Trentino. Da quando sono diventato sindaco del mio paese nel 2010 ho vissuto in prima persona la complessa macchina della Provincia: non sempre mi ha soddisfatto a pieno, non sempre mi ha dato tutte le risposte che avrei voluto e devo ammettere di aver pensato, più che in una occasione, che avrei potuto pretendere molto di più da un ente che deve essere un’eccellenza per efficienza, capacità di dare risposte concrete, pragmatismo. Ma posso dire con certezza che il Trentino che ho vissuto non è un Trentino che merita di essere frettolosamente rottamato, ma bensì un Trentino di cui andare fieri, un Trentino per il quale vale la pena lavorare, un Trentino per il quale ci si può anche arrabbiare quando chi deve farlo crescere tende a chiudersi nell’ordinarietà.
In questi ultimi mesi ho sentito politici trentini, che, per difendere l’Autonomia trentina da chi sostiene che sia un privilegio del passato da spazzare via, hanno suggerito al Veneto o alla Lombardia di diventare anch’essi “autonomi” appellandosi ad un articolo di legge della Costituzione ….. a questi politici dico in tutta franchezza che non sono stato d’accordo con queste affermazioni e le ho trovate decisamente riduttive del Trentino e dell’Autonomia. Gli articoli di legge, le norme, gli statuti, gli accordi finanziari tra istituzioni sono solo il recipiente di qualcosa che si fonda su secoli di identità, di storia, di cultura, di passione e soprattutto (sembra banale ma non lo è…) di “buon governo”. Le carte di regola, il profondo rispetto per il Territorio, la solidarietà della gente di montagna, il volontariato, la cooperazione non si costruiscono schioccando le dita, non si tirano fuori dal cilindro della fredda burocrazia: la nostra Comunità trentina tutto ciò lo ha costruito, giorno dopo giorno, azione dopo azione, scelta dopo scelta, a volte osando l’accelerazione, talvolta procedendo passo passo con la prudenza di chi è abituato a confrontarsi con la severità della montagna.
Nella vita ho imparato che anche dalle esperienze più negative si deve riuscire a trarre qualche elemento di stimolo: in questi giorni ho maturato la convinzione che questo “piccolo contrattempo” possa essere tramutarsi in spinta per rimettersi a lavorare a testa bassa con più convinzione e più passione di prima. Ho soprattutto capito che se noi Amministratori non avremo la capacità di parlare al cuore dei Trentini, di dare loro i motivi per sentirsi un puntino nel Mondo, piccolo ma ben visibile e distinguibile, verrà qualcuno che irresponsabilmente parlerà alla loro pancia mettendo a rischio questo bellissimo, entusiasmante, affascinante sogno Trentino….

[Post liberamente tratto e non modificato dal profilo pubblico di Facebook. Il titolare può chiederne la rimozione]