I Blog e la legge

LAVOCEDELNOCE.IT NOTE LEGALI

Piattaforma Blog registrata al pubblico registro dei nomi a dominio il  1-dic-2010 12.27.29 CET presso il NIC.

DEFINIZIONE LEGALE DEL BLOG

Forum e blog – non sono soggetti alla normativa sulla stampa periodica.

Lavocedelnoce non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.

Corte di Cassazione – III Sezione Penale – Sentenza del 10 Marzo 2009 n. 10535
Un forum online, per la Cassazione, “non rientra nella più specifica disciplina della libertà di stampa, ma solo in quella più generale di libertà di manifestazione del proprio pensiero di cui all’art. 21, comma 1, Cost.”, di conseguenza non è assimilabile a una testata giornalistica e non è soggetto agli obblighi e alle tutele previste dalla legge sulla stampa. Si tratta quindi di una semplice area di discussione, dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole ed agli obblighi cui è soggetta la stampa (quale quello di indicazione di un direttore responsabile o di registrazione) o può giovarsi delle guarentigie in tema di sequestro che l’art. 21, comma 3, Cost. riserva soltanto alla stampa, sia pure latamente intesa, ma non genericamente a qualsiasi mezzo e strumento con cui è possibile manifestare il proprio pensiero.

Fonte: fiscoetasse.com.

Il giornale telematico non va registrato.

Pur ribadendo il concetto del paragrafo precedente vogliamo riportare quanto segue a supporto della maggior chiarezza.

MILANO – Per i giornali online non esiste obbligo di registrazione. Di conseguenza non può essere contestato il reato di stampa clandestina. Lo chiarisce definitivamente la Corte di cassazione ponendo termine al «caso Ruta» e annullando senza rinvio la sentenza della Corte d’appello di Catania che aveva confermato la condanna inflitta dal tribunale di Modica a Carlo Ruta, direttore del giornale telematico «Accade in Sicilia». Il reato per cui era stato sanzionato è quello, omessa registrazione della pubblicazione, previsto dagli articoli 5 e 16 della legge n. 47 del 1948. La Cassazione con la sentenza n. 23230 della Terza sezione penale ha ribaltato la posizione dei giudici di merito, fornendo una lettura della legge sulla stampa in base alla quale il giornale telematico non risponde alle due condizioni ritenute essenziali per l’esistenza del prodotto stampa e cioè:

  • Un’attività di riproduzione tipografica;
  • La destinazione alla pubblicazione del risultato di questa attività.

La normativa introdotta nel 2001 dalla legge n. 62 ha sì introdotto la registrazione dei giornali online, ma unicamente per ragioni amministrative e solo per la possibilità di usufruire delle sovvenzioni economiche previste per l’editoria (una previsione poi confermata da successivi passaggi legislativi che hanno sempre più legato l’adempimento con l’opportunità di accesso a contributi pubblici).

DOCUMENTI – La sentenza – Decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63

Inoltre, sottolinea a conclusione del suo ragionamento la Cassazione, l’estensione dell’obbligo di registrazione della testata telematica, con la conseguente applicabilità della sanzione penale, rappresenta un’interpretazione analogica in senso peggiorativo per l’imputato non consentita dai principi generali dell’ordinamento penale. Di fatto la Cassazione ha così accolto le posizioni esposte nel ricorso contro la condanna della Corte d’appello. La difesa di Ruta aveva infatti messo in evidenza come il sito utilizzato rappresentava un semplice blog o sito internet e che non poteva rientrare nella definizione di stampa o stampato sulla base della definizione fatta propria dalla legge del 1948. Di diverso avviso era stato il giudice unico di Modica, per il quale, invece, l’evoluzione della normativa porta alla estensione del concetto di prodotto editoriale sino a comprendere anche i prodotti realizzati su supporto informatico. In questa prospettiva devono essere iscritte presso il registro tenuto dai tribunali civili le testate giornalistiche online pubblicate con periodicità «e caratterizzate dalla raccolta, dal commento e dalla elaborazione critica di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale, dalla finalità di sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di fatti di cronaca e, comunque, di tematiche socialmente meritevoli di essere rese note». Delineata questa cornice in termini generali, la sentenza di condanna si soffermava sulla natura del blog sottoposto alla sua valutazione per concludere che la sua fisionomia lo fa rientrare tra i «prodotti editoriali» da registrare. Tanto più, avvertiva l’accusa, che era stato lo stesso imputato, a definire nella testata la propria pubblicazione come giornale.

Fonte: Il Sole 24 ore

CASSAZIONE : nè i blog nè alcuna testata telematica sono sottoposti alla legge n. 47 dell’8 febbraio 1948, “Disposizioni sulla stampa”, a meno di non aver fatto richiesta di finanziamento pubblico. Pertanto non sussiste l’obbligo di registrazione del sito presso il Tribunale e decade quindi l’eventuale accusa di stampa clandestina. Ecco i passaggi più importanti della sentenza:

3.1. Il giornale telematico non rispecchia le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa come definito dall’art. 1 L. 47/1948 ed ossia: a) un’attività di riproduzione tipografica; b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività.
3.2. La normativa di cui alla L. 07 marzo 2001 n. 62 (inerente alla disciplina sull’editoria e sui prodotti editoriali, con modifiche alla L. 05 agosto 1981 n. 416) ha introdotto la registrazione dei giornali on line soltanto per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l’editoria.
3.3. Detta disciplina è stata ribadita dalla successiva normativa di cui al d. lgs 09 aprile 2003 n. 70, che esplicitamente ha prescritto, con la disposizione di cui all’art. 7, comma 3, che la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori di servizio intendono avvalersi delle provvidenze previste dalla L. 07 marzo 2001 n. 62.
3.4. L’estensione dell’obbligo di registrazione per il giornale on line – previsto dalla citata L. n. 62/2001, ripetesi, ai soli fini delle provvidenze economiche – anche in riferimento alla norma di cui all’art. 5 L. 47/1948, con conseguente applicabilità (in caso di omessa registrazione) della sanzione penale di cui all’art. 16 citata legge sulla stampa, costituisce interpretazione analogica in “malam partem” non consentita ai sensi dell’art. 25, comma secondo, Costituzione e 14 delle Disposizioni sulla legge generale (vedi sulla materia de qua sez. III sent. N. 10535 del 11/12/2008, depositata il 10/03/2009; sez. V n. 35511/2010 del 16/07/2010.

Testo della sentenza

La piattaforma che ha come introito solo l’inserimento di banner non è da considerarsi a scopo di lucro.

Decreto Ministeriale
Comma 1 bis, articolo 70, legge 633/1941
Decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il
Ministro dell’università e della ricerca in attuazione del comma 1 bis dell’art. 70 della Legge n. 633 del 21
aprile 1941.
Vista la legge 21 aprile 1941, n. 633, recante Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo
esercizio ed in particolare l’art. 70;
Vista la legge 9 gennaio 2008, n. 2 recante disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed
editori ed in particolare l’art. 2;
Art. 1. Opere soggette all’eccezione.
1. Ai fini del comma 1 bis dell’art. 70, legge 21 aprile 1941, n. 633, si intendono per immagini tutte le
opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle arti figurative di cui all’art. 1 della
medesima legge e, in particolare, quelle della pittura, dell’arte, del disegno, compresa la scenografia
nonché i disegni industriali che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico e di architettura, le
opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione
protetta ai sensi delle norme del Capo V del Titolo II e, infine, le opere fotografiche e quelle espresse con
procedimento analogo a quello della fotografia sempre che non si tratti di semplice fotografia protetta ai
sensi delle norme del Capo V del Titolo II.
2. Ai fini del comma 1 bis dell’art. 70, legge 21 aprile 1941, n. 633, si intendono per musiche tutte le
opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla musica di cui all’art. 1 della medesima
legge e, in particolare, le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammaticomusicali
e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale di cui al n. 2 dell’art. 2 della stessa
legge.
3. Ai fini del comma 1 bis dell’art. 70, legge 21 aprile 1941, n. 633, si intende per immagini e musiche
anche l’opera risultante dalla inscindibile combinazione di una o più opere di cui ai commi precedenti, o
parti di esse.
Art. 2. Finalità d’uso delle opere rilevanti ai fini dell’eccezione.
1. Ai fini del comma 1 bis dell’art. 70, della medesima legge, si intende per uso didattico qualsiasi forma
di utilizzo dell’opera a scopo illustrativo, di critica o discussione, finalizzata ad istruire o formare il
pubblico attraverso le reti telematiche.
2. Ai fini del comma 1 bis dell’art. 70, legge 21 aprile 1941, n. 633, si intende per uso scientifico qualsiasi
forma di utilizzo dell’opera a scopo illustrativo, di critica o discussione, finalizzata a comunicare al
pubblico attraverso le reti telematiche tesi di carattere scientifico o risultati di studi, analisi, ricerche e
teorie aventi analogo carattere. Hanno carattere scientifico, ai fini del presente Decreto, studi, ricerche,
saggi, compendi, teorie o tesi relative a qualsiasi area del sapere purché condotti o prodotti attraverso
modelli cognitivi caratterizzati da rigore metodologico, precisione e sistematicità.
3. Rientrano nella definizione di uso didattico o scientifico le attività funzionali o collaterali alla scienza,
all’istruzione e alla formazione, quali, a titolo di esempio, la pubblicazione o redazione di enciclopedie,
bibliografie, antologie, cataloghi, raccolte e compendi anche quando non svolte o coordinate direttamente
da soggetti operanti nella funzione didattica, formativa o di ricerca.
4. Non concorre a costituire il fine di lucro di cui al comma 1 bis dell’art. 70, legge 21 aprile 1941, n. 633,
l’eventuale ricorso da parte del soggetto pubblicante o del fornitore della piattaforma a forme di rimborso
degli oneri di manutenzione e pubblicazione, quali, a titolo esemplificativo, l’apposizione di banner o
l’iscrizione in circuiti pubblicitari, quando la pubblicazione delle opere protette sia accessoria ai contenuti
resi disponibili.
Art. 3. Formati di pubblicazione.
1. Ai fini del comma 1 bis dell’art. 70 della legge 21 aprile 1941, si intende per immagine in bassa
risoluzione:
a) Per le opere delle arti figurative di cui al comma 1, art. 1 del presente Decreto: qualsiasi riproduzione
non eccedente i 72 punti per pollice (dpi).
b) Per le opere della cinematografia di cui al comma 1, art. 1 del presente Decreto: qualsiasi riproduzione
non eccedente i 384 kbit/s.
2. Ai fini del comma 1 bis dell’art. 70 della legge 21 aprile 1941, si intende per immagine degradata ogni
opera di cui al comma 1, art. 1 del presente Decreto che, rispetto all’originale, presenti elementi di
alterazione significativi, ivi compresa l’apposizione di marchi o scritte, ovvero effetti di alterazione della
qualità visiva percepibile o dei colori e di distorsione.
3. Ai fini del comma 1 bis dell’art. 70 della legge 21 aprile 1941, si intende per musica in bassa
risoluzione o degradata qualsiasi riproduzione non eccedente i 96 kbit/s.
4. Il Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro
dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, aggiorna
annualmente tramite decreto ministeriale i criteri e parametri di cui al presente articolo, tenendo in
considerazione lo sviluppo tecnologico.
Art. 4. Autorizzazione dell’avente diritto.
1. Qualora le finalità didattiche o scientifiche richiedano qualità di riproduzione eccedenti i criteri di cui
all’Art. 3 del presente Decreto, l’autorizzazione è richiesta secondo le seguenti modalità:
a) se il titolare dei diritti sull’opera è iscritto alla Società Italiana Autori ed Editori (SIAE), il soggetto
realizzatore o responsabile della pubblicazione richiede autorizzazione alla SIAE mediante fax o lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero corrispettivo telematico secondo la normativa vigente,
indicando le modalità di pubblicazione dell’opera, il suo titolo, nonché i motivi per i quali è necessaria la
pubblicazione in qualità eccedente.
b) se il titolare dei diritti sull’opera non è iscritto alla SIAE, il soggetto realizzatore o responsabile della
pubblicazione richiede autorizzazione all’avente diritto con le modalità di cui alla precedente lettera.
2. Il destinatario della richiesta di cui al precedente comma può, entro trenta giorni dal ricevimento,
richiedere chiarimenti o negare, con provvedimento motivato, l’autorizzazione qualora ritenga che la
pubblicazione possa arrecare pregiudizio al titolare dei diritti. In caso di silenzio, decorso il predetto
termine, l’autorizzazione si considera concessa. Qualora il destinatario richieda chiarimenti dovuti alla
incompletezza della comunicazione, a seguito della successiva risposta del soggetto realizzatore o
responsabile della pubblicazione dispone di ulteriori sette giorni per negare, sempre con provvedimento
motivato, l’autorizzazione. In caso di silenzio, decorso tale termine, l’autorizzazione si considera
concessa.
3. L’autorizzazione di cui al comma 1 del presente articolo può essere negata solo qualora la
pubblicazione dell’opera arrechi ragionevole pregiudizio ai diritti del titolare.

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