PUNTURA DI ZECCA CHE FARE?

I cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo, da ormai diversi anni, hanno portato ad una presenza maggiore delle zecche. Infatti, ora le troviamo anche oltre i 2 mila metri, cosa che solo dieci anni fa era impensabile. I vari tipi si zecche:

Ixodes ricinus è una zecca ampiamente diffusa in Italia.

 Ixodes ricinus è presente in un’ampia area geografica che si estende dal Portogallo alla Russia e dal Nord Africa alla Scandinavia. Questa specie, infatti, può sopravvivere in condizioni ambientali molto diverse.

 Ixodes ricinus è, tuttavia, sensibile alle condizioni climatiche: l’umidità relativa deve essere almeno dell’80%, le piogge devono essere da moderate ad elevate, e deve essere presente una buona vegetazione.

 In Europa, Ixodes ricinus si trova principalmente nei boschi decidui e nelle foreste miste, tuttavia può essere rinvenuta anche in habitat diversi in cui vivano gli ospiti su cui si nutre e siano caratterizzati da un microclima umido.

 Recentemente in numerosi paesi si è evidenziata una variazione della distribuzione geografica di Ixodes ricinus che comincia a frequentare si altitudini e latitudini più elevate.

 Ixodes ricinus è una zecca a tre ospiti, cioè le larve, le ninfe e gli adulti si nutrono su ospiti diversi soprattutto per taglia. In particolare, le larve e le ninfe preferiscono gli animali di taglia mediopiccola, mentre gli adulti tendono ad alimentarsi su animali di dimensioni maggiori. Questa specie si nutre su un’ampia gamma di mammiferi, uccelli e rettili e, frequentemente, anche sulle persone.

 Ixodes ricinus può trasmettere agenti patogeni di importanza medica e veterinaria, fra cui il virus dell’encefalite da zecche o Tick-borne encephalitis (TBE) e il batterio Borrelia burgdorferi s.l. agente eziologico della borreliosi o malattia di Lyme.

NOME SCIENTIFICO: Ixodes ricinus (famiglia Ixodidae – zecche dure)
NOMI COMUNI: zecca dei boschi, zecca del capriolo
Caratteristiche morfologiche e specie simili
Ixodes ricinus è una zecca relativamente piccola, in cui le femmine hanno dimensioni leggermente superiori ai maschi. Le larve hanno tre paia di zampe, mentre le ninfe e gli adulti ne hanno quattro paia, come in tutte le altre specie di zecche. Appartenendo alla famiglia Ixodidae, hanno una placca dorsale sclerotizzata chiamata scutum che le protegge dall’essicazione o dai traumi. Nei maschi lo scutum copre l’intero corpo, mentre nelle femmine lo ricopre solo parzialmente. Ixodes ricinus può essere confusa con zecche appartenenti ad altre specie dello stesso genere come, ad esempio Ixodes hexagonus Ixodes persulcatus che però ad oggi non è presente in Italia.
Ciclo biologico
Lo sviluppo di Ixodes ricinus avviene attraverso quattro stadi: uovo, larva, ninfa e adulto. Come tutte le altre specie di zecche anche Ixodes ricinus deve effettuare un pasto di sangue per mutare nel successivo stadio, fino alla produzione delle uova. Il ciclo biologico si completa tipicamente in tre anni, ma può essere più corto se le condizioni climatiche sono ottimali e se gli ospiti sono abbondanti. L’accoppiamento generalmente si verifica sull’ospite; i ferormoni rivestono un ruolo importante nel facilitare l’incontro fra il maschio e la femmina. L’accoppiamento può durare fino a una settimana, dopodiché la femmina si stacca dall’ospite e si lascia cadere al suolo dove dove può rimanere per un periodo compreso tra 4 e 8 settimane prima di iniziare a deporre le uova. Una femmina può produrre fino a 2.000 uova dopo di che muore. Le uova schiudono circa otto settimane più tardi.Generalmente, Ixodes ricinus presenta due picchi di densità, uno principale in primavera e uno secondario in autunno, ma la dinamica stagionale può variare di anno in anno, in base alle condizioni climatiche del luogo.
Ospiti preferiti
Ixodes ricinus raggiunge l’ospite su cui nutrirsi posizionandosi sulla cima della vegetazione e aspettando il passaggio di un animale che la sfiori. Durante l’attesa, la zecca perde umidità, per cui è costretta a lasciarsi cadere nuovamente dalla vegetazione al suolo: il periodo d’attesa dell’ospite pertanto è condizionato direttamente dalla temperatura e dal grado di umidità ambientale. Ixodes ricinus non ha occhi ma possiede un organo sensore chiamato organo di Haller che viene utilizzato dalle zecche in generale per individuare le modifiche di alcuni fattori ambientali, quali temperatura, anidride carbonica, umidità e vibrazioni, che possono indicare il momento migliore per cercare un ospite e individarne la presenza. In ogni stadio, la zecca si attacca a un unico ospite e si nutre di sangue per un periodo di diversi giorni prima di staccarsi e mutare (larva/ninfa) o prima di produrre uova nel caso di una femmina. Le larve non si muovono per grandi distanze per cui frequentemente rimangono aggregate nel loro ambiente in attesa di un ospite. Quando le larve hanno la possibilità di fissarsi su un ospite si nutrono, mutano nello stadio di ninfa e lo utilizzano per disperdersi nell’ambiente. Mentre si nutrono, le zecche emettono saliva che contiene anticoagulanti, anti-infiammatori e antiemostatici che facilitano il processo di suzione e nutrizione. Ixodes ricinus si nutre su una vasta gamma di ospiti, dai mammiferi di piccole e medie dimensioni, quali piccoli roditori, ricci, lepri, scoiattoli ed uccelli passeriformi ai mammiferi di grandi dimensioni, come, orsi e cervi. Gli stadi giovanili preferiscono ospiti di dimensioni minori come il topo selvatico, mentre gli stadi adulti si nutrono su ospiti di dimensioni maggiori come bestiame e cervi. Gli ospiti più grandi sono importanti per mantenere ad alte densità la popolazione di zecche, che infatti tende a diminuire in loro assenza. Gli spostamenti degli ospiti possono inoltre influenzare la numerosità della popolazione di zecche o causarne la comparsa di focolai in aree in cui precedentemente non erano presenti. Ixodes ricinus mostra inoltre una spiccata antropofilia.
Habitat
Ixodes ricinus si rinviene soprattutto in habitat boschivi in cui l’alto grado di umidità e la presenza di ospiti rappresentano condizioni favorevoli per lo sviluppo di tutti i quattro stadi vitali. Un microclima favorevole può comunque permettere alla specie di proliferare anche in altri habitat, sempreché siano presenti anche gli ospiti su cui si nutre. Gli habitat preferiti includono boschi decidui e di conifere, terreni erbosi, brughiere, pascoli e parchi urbani
Caratteristiche ambientali
Ixodes ricinus è sensibile alle condizioni climatiche, e necessita di un’umidità relativa almeno dell’80%, piogge moderate o abbondanti, vegetazione abbondante che permetta al suolo di rimanere umido durante il giorno. Quando gli inverni sono temperati e le primavere calde, le zecche iniziano in anticipo a cercare gli ospiti su cui nutrirsi. Le estati torride possono causare un’accelerazione del passaggio da uno stadio vitale ad un altro. Un periodo vegetativo prolungato può inoltre favorire la popolazione di zecche. Le zecche superano l’inverno nelle crepe e nelle fessure del suolo e la loro sopravvivenza può essere favorita dalla presenza della neve che impedisce alla temperatura del terreno di congelare. Il manto nevoso, inoltre, induce l’ibernazione di alcuni piccoli mammiferi, mentre può sfavorire alcuni mammiferi di grandi dimensioni, come i cervi che si nutrono di germogli. Inverni particolarmente freddi possono comunque avere un impatto negativo sulla popolazione di zecche, influendo sulla sopravvivenza dei piccoli mammiferi.

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA
Ixodes ricinus è presente in un’ampia area geografica che include, oltre all’Italia: Scandinavia, Isole Britanniche, Europa centrale, Francia, Spagna, Balcani, Europa orientale e Nord Africa.
Negli ultimi anni in molti paesi si sta assistendo ad una variazione del suo areale di distribuzione: in Bosnia Erzegovina e Repubblica Ceca, la specie è stata segnalata a maggiori altitudini. Si ritiene che queste modifiche della distribuzione risentano della combinazione di diversi fattori, fra cui i cambiamenti climatici, modifiche nell’utilizzo del suolo e variazioni negli spostamenti di cervi e di orsi. I modelli matematici suggeriscono che tra il 2071 e il 2100, Ixodes ricinus colonizzerà Norvegia, Finlandia e Svezia. Anche i boschi decidui si estenderanno verso nord in Finlandia e Norvegia, facilitando l’ulteriore diffusione della specie.
RILEVANZA PER LA SANITA’ PUBBLICA

Vettori
Ixodes ricinus può trasmettere un gran numero di agenti patogeni d’importanza medica e veterinaria, fra cui Borrelia burgdorferi s.l., agente eziologico della malattia di Lyme o borreliosi, il virus dell’encefalite da zecche, Anaplasma phagocytophilum, agente eziologico dell’ehrlichiosi granulocitica umana, Francisella tularensis, agente eziologico della tularaemia, Rickettsia helvetica e Rickettsia monacensis, Babesia divergens e Babesia microti agente eziologico della babesiosi, il virus dell’encefalomielite ovina (Louping ill) e il virus Tribec.
Sorveglianza
In questo ambito si rivela importante e utile mettere in atto un’attività di sorveglianza delle zecche, in particolare di quelle in grado di trasmettere malattie all’uomo e agli animali. Un metodo utilizzato comunemente per raccogliere le zecche consiste nel trascinare una coperta attraverso la vegetazione. Questo metodo serve per valutare la densità di quelle specie di zecche che restano in attesa dell’ospite, sulla vegetazione bassa. Possono essere utilizzati metodi complementari, quali trappole con CO2 e ghiaccio secco, la raccolta diretta delle zecche dall’ospite tramite pinzette. Il tipo di campionamento dipende dallo stadio vitale della zecca, dal tipo di vegetazione presente e dalla presenza dell’ospite principale. Per tali motivi, spesso può essere necessario utilizzare una combinazione di più strategie di raccolta.
METODI DI CONTROLLO
La lotta contro le zecche non può prescindere dalla conoscenza approfondita dell’ecologia, biologia e comportamento di questi artropodi. Il loro controllo può risultare molto difficile e complesso e, laddove possibile, richiede un approccio integrato che utilizzi diversi metodi di prevenzione e controllo. Metodi differenti devono essere usati a seconda della specie da controllare, dell’habitat e degli ospiti su cui si nutre. Il miglior modo per evitare di essere attaccati dalle zecche durante una passeggiata nei boschi, è l’impiego di repellenti cutanei sulla pelle esposta, l’uso di abiti a maniche lunghe e pantaloni lunghi, infilati nei calzettoni o negli stivali. Un’ispezione accurata dell’intera superficie corporea per individuare eventuali zecche è necessaria al termine di un’attività condotta all’aperto. Le zecche preferiscono mordere le zone in cui la pelle è più morbida e le zone coperte da peli/capelli. Qualora si rinvenga una zecca conficcata nella cute, bisogna rimuoverla immediatamente per prevenire l’inoculazione di eventuali patogeni. Per rimuovere la zecca è necessario l’uso si pinzette metalliche a punta curva o di ganci di plastica attualmente in commercio (tick twister): con questi strumenti la zecca viene afferrata alla base del rostro ed estratta, con un movimento rotatorio, evitando La rottura dell’artropode rappresenta rischio di infezione, poiché il rostro può rimanere nella pelle.

MALATTIE TRASMESSE DALLE ZECCHE

Situazione epidemiologica. La  malattia  di  Lyme  e  la  TBE  (Encefalite  virale  trasmessa  da  zecche)  sono  le  due  malattie  trasmesse  da  zecche  notificate  in  provincia  di  Trento. Il numero di casi negli ultimi anni appare  in aumento. Nonostante sia stata dimostrata la  presenza di altri patogeni nelle zecche (rickettsie,  babesia,  anaplasma,  ehrlichia),  a  tutt’oggi  non  risultano casi umani di queste malattie.  Malattia  di  Lyme.  È  la  più  comune  malattia  trasmessa  da  zecche  diagnosticata  in  Trentino:  l’agente  patogeno  Borrelia  burgdorferi  si  stima  sia presente nel 16% delle zecche. Dal 2000 al  2018 (19anni) i casi noti di malattia di Lyme sono  286, con una media di 15 casi/anno; negli ultimi 5  anni, la media annuale è salita a 29 casi. Nel 2018  è stato registrato un picco di 65 casi.     TBE. I casi notificati dal 2000 al 2018 (19 anni)  sono 147, con una media annuale di 7,7. Negli  ultimi  5  anni  la  media  annuale  dei  casi  è  raddoppiata:  13,4  casi.  Nel  2018  sono  stati  registrati 18 casi.  Attualmente,  tutta  la  nostra  provincia  può  onsiderarsi a rischio, tuttavia, negli ultimi anni, i  casi sembrano concentrarsi in alcune aree come  la Valle di Non, Val di Cembra, Valle dei Laghi. La  letalità non è elevata ma spesso la malattia lascia  sequele prolungate. La definizione di caso clinico  di TBE comporta un interessamento del sistema  nervoso centrale.  I  casi  di  TBE  propriamente  detti,  cioè  con  sintomatologia  neurologica,  rappresentano  in  genere il 25% delle infezioni che, in gran parte, sono  asintomatiche o causano una forma detta “cefalea  febbrile”,  senza  progressione  della  sintomatologia al sistema nervoso.  Prevenzione  Si ricordano le principali misure di prevenzione  delle malattie da zecche:  1.  Evitare  la  puntura  di  zecca,  riducendo  il  contatto  diretto  con  le  piante;  indossare  abiti  oprenti, usare repellenti a base di DEET.  2. Dopo ogni escursione nel verde, controllare la  pelle di tutto il corpo; togliere subito le zecche  che si trovassero attaccate alla pelle, usando una  pinzetta (non mettere sostanze sulla zecca). Non  è necessario recarsi al Pronto soccorso.  3. Dopo puntura di zecca, per almeno 30 giorni,  controllare la pelle e sorvegliare la comparsa di  disturbi. Se compaiono macchie sulla pelle o altri  disturbi,  rivolgersi  al  medico  di  medicina  generale.  4. È possibile contrarre l’infezione da virus TBE  anche per via alimentare attraverso l’uso di latte  crudo o di formaggi freschi a base di latte crudo  contaminato  (in  Trentino,  ad  oggi,  non  sono  conosciuti casi di TBE a trasmissione alimentare)  5. È disponibile un vaccino contro la TBE in tre  dosi. È raccomandato a chi esegue spesso attività  all’aria aperta per motivi professionali o ludicoricreativi.  La  vaccinazione  viene  eseguita  gratuitamente  presso  gli  ambulatori  vaccinali  dell’APSS.

L’Azienda sanitaria informa
Le malattie trasmesse da zecche in Trentino Le principali malattie trasmesse da zecche diagnosticate in Trentino sono la malattia di Lyme e la TBE o encefalite virale trasmessa da zecche. Il numero di casi di queste malattie negli ultimi anni appare in aumento. La malattia di Lyme è la più comune malattia trasmessa da zecche in Trentino: si manifesta, dopo un’incubazione che va da 3 a 32 giorni, con una macchia circolare indolore di colore rosso che si espande lentamente (eritema migrante). Qualora l’infezione non venga prontamente trattata, si possono avere dopo alcune settimane o mesi, sequele con infiammazione delle articolazioni, muscoli, sistema nervoso centrale o periferico o alterazioni del ritmo cardiaco. Contro questa malattia non è disponibile un vaccino ma, se diagnosticata in tempo, può guarire con una terapia antibiotica. La TBE è una malattia inizialmente simile all’influenza che si presenta dopo 7-14 giorni dal morso di zecca con febbre alta, mal di testa, stanchezza, dolori ai muscoli e alle articolazioni per circa 1 settimana. Dopo un intervallo senza disturbi di 7-10 giorni, inizia una seconda fase caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale (meningite, encefalite) che possono lasciare anche danni permanenti. Per questa malattia è disponibile la vaccinazione Come evitare il morso di zecca Quando si frequentano boschi è consigliabile, camminare sui sentieri, cercando di evitare il contatto diretto con l’erba, indossare camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi (infilati nei calzini) di colore chiaro in modo da rendere più facile l’individuazione delle zecche, stivali o scarpe chiuse. Al termine dell’escursione è importante effettuare un attento esame visivo della propria pelle. Le eventuali zecche individuate devono essere prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata di permanenza del parassita. Rimozione della zecca Cosa non fare: • Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, acetone, trielina, ammoniaca, olio, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta nella zecca possa provocare il rigurgito di materiale infetto.
Cosa fare: • La zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili (o con specifici estrattori che si trovano in commercio) il più possibile vicino alla superficie della pelle e rimossa con un movimento lento e costante. • Durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni. • Dopo la rimozione della zecca controllare bene che il rostro non sia rimasto all’interno della cute e disinfettare la cute • Distruggere la zecca, possibilmente bruciandola • Controllare la pelle e sorvegliare la comparsa di sintomi per 30 – 40 giorni. Se compaiono macchie (solitamente un alone rossastro che tende ad allargarsi) o disturbi (febbre, dolori articolari o altro), rivolgersi al medico di medicina generale per una valutazione.
Vaccinazione È disponibile un vaccino contro la TBE, mentre non esiste vaccino per la Malattia di Lyme. Il vaccino è effettuato gratuitamente ai residenti in Trentino ed è raccomandato per chi esegue continuativamente attività all’aria aperta per motivi professionali o ludico-ricreativi (forestali, tagliaboschi, agricoltori, raccoglitori di erbe o funghi, escursionisti, campeggiatori, etc.) in zone dove vivono le zecche.