Progressione della cordata

Assicurazione al primo di cordata Come già accennato,il secondo si posizionerà leggermente più in basso rispetto alla sosta, autoassicurandosi con un nodo barcaiolo, eseguito con una o ambedue le mezze corde su di un moschettone a ghiera inserito nel vertice della sosta e assicurerà il compagno posizionando il freno in vita sull’imbracatura Su cascate si dà la preferenza all’assicurazione in vita per due motivi:

 Con l’assicurazione in vita vi è un funzionamento del freno che genera forze di arresto minori rispetto al caso di assicurazione sul triangolo di sosta; inoltre, anche se l’effetto non è così rilevante come potrebbe sembrare, una parte dell’energia generata nella caduta viene dissipata dal sollevamento di chi assicura. Tutto ciò fa sì che l’energia e quindi la forza in gioco, sia sull’ultimo rinvio posto, sia sulla sosta, risultino di intensità ridotta rispetto alla tecnica di assicurazione classica.

 Maggior facilità di manovra della corda e di gestione del freno, quindi miglior controllo dei movimenti del capocordata. Il secondo si deve posizionare poco sotto alla sosta, quel tanto necessario per effettuare agevolmente le manovre di corda,evitando in ogni modo di abbassarsi troppo. In caso di volo, l’innalzamento di chi assicura deve essere il più contenuto possibile, per ridurre il rischio di andare a sbattere contro sporgenze, tetti od eventuali altri ostacoli presenti sopra la sosta. Un maggiore o un minore innalzamento di chi sta assicurando,non comporta infatti riduzioni importanti della forza applicata all’ ultimo rinvio.Mentre una buona gestione del freno può ridurre anche di parecchio lo shock subito dagli ancoraggi interessati,in particolare l’ultimo posto e la sosta stessa. E’ mostrata una sosta costruita utilizzando il collegamento semimobile. Il tipo di collegamento da utilizzarsi andrà valutato di volta in volta, in base all’affidabilità dei singoli ancoraggi ed alla possibilità di ribaltamento della sosta ( differenza di peso tra gli arrampicatori ).

Per contro chi assicura subisce uno strappo più o meno forte ( a causa della differenza di peso tra gli arrampicatori e dell’entità del volo ) con il rischio di andare a sbattere contro la parete. Inoltre dopo aver bloccato il volo con questa tecnica, si ha una maggior difficoltà nell’effettuare un’eventuale manovra di autosoccorso. In questo caso è necessario realizzare uno svincolo (utilizzando un cordino) per passare il peso del compagno caduto, dall’imbracatura di chi assicura alla sosta. Si tenga presente che è anche necessario evitare che il primo cada direttamente sulla sosta prima di aver rinviato le due mezze corde ”SITUAZIONE DI PERICOLO”, in quanto altrimenti sarebbe quasi impossibile la trattenuta. Per evitare questo pericolo, sarà cura del primo rinviare entrambe le due mezze corde direttamente al centro del cordone di sosta, meglio se con un dissipatore . In questo modo il capo cordata, senza aver ancora piazzato il primo rinvio, eviterà di cadere direttamente sul freno; il primo rinvio dovrà in ogni caso essere posto subito, non molto distante dalla sosta(1,5-2 m). e leggermente di lato rispetto alla verticale di chi assicura.

Piazzare il primo rinvio vicino alla sosta,anche su terreno facile, serve per proteggere la sosta stessa. Infatti, se il capo cordata dovesse cadere prima di aver piazzato una protezione, per l’effetto carrucola, sulla sosta si avrebbe un carico pari alla forza frenante più la forza di arresto. N.B. per questioni di sicurezza è bene passare entrambe le mezze corde anche nel primo rinvio, oltre che nel rinvio sul triangolo di sosta. Continuando lungo il tiro, le successive protezioni si posizioneranno in base alle difficoltà del percorso, cercando sezioni di ghiaccio compatte e con conformazioni tali da agevolare la posizione di chi dovrà chiodare, evitando un eccessivo dispendio di energie (es. terrazzino per i piedi). Le protezioni successive andranno messe compatibilmente alle difficoltà del percorso, cioè quando se ne rammenterà la necessità.

Le due mezze corde possono essere rinviate in modo alternato sui singoli ancoraggi evitando gli incroci e gli angoli troppo acuti . Infatti l’utilizzo delle due mezze corde passate alternativamente sugli ancoraggi, sia rispetto all’uso di una corda intera, sia facendo passare le due mezze corde contemporaneamente nello stesso rinvio, riduce in genere lo shock provocato dall’arresto di una caduta sui singoli ancoraggi e sulla sosta stessa. Questo perché la mezza corda, generando forze di arresto minori rispetto alla corda intera, trasmetterà una minor sollecitazione sia sull’ancoraggio interessato al volo (l’ultimo posizionato), sia sul freno di chi assicura. La progressione a corde alternate implica l’uso di freni che garantiscano lo scorrimento indipendente delle due corde, in quanto solamente una delle due corde sarà interessata all’ arresto di un eventuale volo del capo cordata. A tale scopo consigliamo freni come il tuber ( o secchiello ), che abbinano comodità di manovra ad una buona dinamicità. Rammentiamo che con questo tipo di freno, come del resto con tutti i freni dinamici, durante la progressione del primo le corde non vanno mai abbandonate. Come già accennato, nella progressione a corde alternate, solamente una delle due mezze corde sarà interessata all’arresto di un eventuale volo del primo. Questo, potrebbe portare alla conclusione che su cascate si possa arrampicare da primi utilizzando una sola mezza corda. Ciò non è assolutamente vero, anche se il rischio che la corda possa subire traumi su spigoli vivi o strozzarsi in fessure, come può capitare su roccia è abbastanza remoto. Per l’incolumità del primo e della cordata stessa, si devono sempre utilizzare due mezze corde, oltretutto esse devono essere in ottimo stato, non devono aver mai subito grossi traumi e se possibile devono essere del tipo everdry.

Si tenga presente, che negli ultimi studi, eseguiti sulle corde Tecniche del CAI, è emerso che una corda bagnata ha caratteristiche di tenuta ed elasticità molto inferiori a quelle della stessa corda asciutta: è quindi particolarmente opportuno che le corde utilizzate su ghiaccio siano in buono stato. Per approfondire gli argomenti CORDE e MATERIALI – PROVE DI ASSICURAZIONE, consigliamo di leggere gli articoli pubblicati dalla Commissione Materiali e Tecniche (CCMT) sulla rivista del CAI.

Uso di dissipatori e shock absorber
Sui primi ancoraggi piazzati, dove il fattore di caduta è molto elevato, o su quelle protezioni che a causa della qualità del ghiaccio non danno molto affidamento, consigliamo l’uso dei dissipatori o degli shock absober. Gli shock absorber, sono rinvii di fettuccia cucita che si comportano come dei normali dissipatori (Fig. 53). In caso di forte sollecitazione (volo) lo scorrimento della corda nei fori del dissipatore, o lo strappo progressivo delle cuciture con cui sono realizzati gli shock absorber, provoca una decelerazione progressiva della caduta rispetto ad un tradizionale rinvio, diminuendo di un 20-50 % l’energia che si trasmette all’ancoraggio. Normalmente questi attrezzi iniziano a funzionare dai 300 kg in su. (Per gli shock absorber, fonte Chalet Moser) Nota : In realtà da prove fatte dalla CCMT, i risultati ottenuti con l’uso di shock absorber sono nettamente inferiori a quanto dichiarato dai produttori. In taluni casi addirittura non si sono riscontrati miglioramenti. Mentre è più efficace l’uso del dissipatore come rinvio.

Recupero del secondo

Il compagno o i compagni, andranno recuperati posizionando il freno direttamente nel vertice della sosta, utilizzando la piastrina GIGI (effetto autobloccante) o, in alternativa uno o due mezzi barcaioli. Se si utilizzano due mezze corde e durante la salita le si è passate sfalsate nei rinvii, è di fatto d’obbligo l’uso della piastrina GIGI (o attrezzo similare).

Resting durante la progressione

Arrampicando senza i cordini collegati alle piccozze , sui tratti verticali, le possibilità di riposare le braccia, sono praticamente nulle. Può quindi capitare di dover fare un resting per recuperare un po’ di energia. La soluzione può essere data da un fiffi regolabile (gancio) già predisposto sull’imbracatura, che nel momento della chiodatura, potrà essere agganciato al puntale di una delle due piccozze, o sul rinvio appena piazzato. Questa soluzione è senz’altro preferibile a quella di far passare una delle due corde sulla piccozza, o sul rinvio di ancoraggio, e farsi mettere in tiro, provocando un pericoloso effetto carrucola (peso arrampicatore + forza per trattenerlo) . I resting dovranno comunque rimanere una soluzione di emergenza da non utilizzare sistematicamente; resting ripetuti significherebbero, infatti, che la salita intrapresa presenta un livello tecnico troppo elevato rispetto alle proprie capacità!