PICCO ROSSO

download (4)Liquore ad alta gradazione (61% vol.) che viene ottenuto da lamponi e fragole, di colore rosso, brillante, con profumo e sapore vigorosamente aromatici.

METODICHE DI LAVORAZIONE E CONSERVAZIONE

Nella preparazione del liquore “Picco Rosso” si utilizzano lamponi e fragole di montagna, con preferenza per frutti piccoli ed aromatici trentini prestando particolare attenzione alla qualità.
Da essi, attraverso una tradizionale lavorazione che non prevede aggiunta di zucchero, vengono ottenuti i rispettivi sciroppi concentrati. Dopo un opportuno invecchiamento, che li stabilizza, gli sciroppi vengono miscelati con alcol a 95 °, in opportune percentuali, prestando particolare attenzione a non far precipitare tutto lo zucchero assieme alle pectine presenti nei frutti. Finita la preparazione, il liquore viene ciclicamente rimescolato al fine di stabilizzarne il contenuto zuccherino e di pectine e, prima di procedere alla filtrazione ed all’imbottigliamento viene mantenuto all’interno di serbatoi in acciaio inox per l’invecchiamento, che deve essere almeno di 6 mesi.

Materiali ed attrezzature utilizzati per la preparazione ed il condizionamento:
Tradizionalmente tutta la lavorazione veniva effettuata utilizzando presse a mano tipo torchio, filtri e percolatori a caduta, botti in legno, e damigiane in vetro. Ora questi materiali, per esigenze soprattutto igieniche, sono stati sostituiti da materiali inox.

CURIOSITA’

Negli anni 1895 un farmacista della Valle di Ledro ha fondato, a fianco dell’attività di farmacia, un laboratorio farmaceutico dove venivano prodotti anche alcuni sciroppi: di lampone, fragole, mirtillo nero ed altri frutti che venivano raccolti in montagna da mogli e figli dei boscaioli o carbonai durante la giornata, ed erano portati a Valle, per essere lavorati ancora in serata. Nel 1945, partendo da questi semilavorati tipici, è stato inventato il Picco Rosso, un liquore molto forte e vigoroso, nella speranza che potesse aiutare a risollevare il morale della gente depressa a causa della guerra. Con la medesima formula viene ancora prodotto attualmente dalla medesima azienda.
Il laboratorio, pur essendo rimasto ubicato sempre nel medesimo luogo, è stato, anche recentemente, rinnovato. Dell’antica struttura è rimasta un’ala, adibita a deposito ed invecchiamento di sciroppi in fusti, i cui locali sono ancora gli originali con avvolto a botte. All’interno dell’azienda si può vedere ancora, comunque, la zona nella quale veniva effettuata la “bollitura” degli sciroppi (attuale pastorizzazione), in un locale con avvolto a botte e dotata di 2 cucine in muratura per paioli dal diametro di 1,5 m.
È possibile inoltre vedere, presso l’azienda, il piccolo museo, aperto recentemente, con le attrezzature originali usate nei primi anni del secolo scorso.