PIANTAGGINE E RIMEDI NATURALI

La piantaggine è una pianta perenne, raccoglibile in qualsiasi momento dell’anno e utilizzabile come rimedio naturale per una lunga serie di problemi, e come ingrediente in cucina per la preparazione di alimenti. Molto diffusa in Italia è consigliabile raccogliere quelle che sorge in luoghi il più puri possibili, lontani dall’inquinamento. Se preferite, potete acquistarla direttamente in erboristeria, in forma essiccata, e utilizzarla come rimedio naturale pronto all’uso.

Proprietà naturali

Alla piantaggine vengono attribuite diverse proprietà, fra cui spiccano quelle antinfiammatorie, antitussive ed espettoranti. Tali attività sono state confermate da doversi studi condotti in merito, tanto che l’uso della pianta ha ottenuto l’approvazione ufficiale per il trattamento delle malattie da raffreddamento, delle affezioni del tratto respiratorio e delle infiammazioni di cute e mucose.

I costituenti chimici responsabili dell’azione antibatterica sono l’aucubigenina (prodotto di idrolisi dell’aucubina ) e alcuni tipi di saponine dotate , appunto , di attività antimicrobica .

L’aucubina e la baicaleina (un flavone) hanno dimostrato di esercitare l’azione antinfiammatoria, a livello del tratto respiratorio, tradizionalmente attribuita alla pianta.

Tale azione sembra essere svolta attraverso l’inibizione della sintesi di specie reattive dell’ossigeno (ROS) da parte dei neutrofili del tratto respiratorio.

Inoltre, da alcune ricerche condotte in vitro, è emerso che gli estratti di piantaggine sono anche in grado di inibire la sintesi ciclossigenasi di tipo 1 e 2 (COX-1 e COX-2) e di ridurre la produzione di ossido nitrico (NO).

Questa pianta ha inoltre la capacità di bloccare le emorragie e favorire la guarigione delle ferite grazie alle mucillagini che sono presenti in buona quantità nelle sue foglie. Grazie alla proprietà antinfiammatoria dei suoi componenti, la piantaggine può altresì essere fruita per poter prevenire e poter trattare con efficacia il raffreddore e i malanni invernali.

Nella medicina popolare, il succo di piantaggine viene utilizzato come rimedio interno in caso di affezioni del tratto respiratorio, disturbi epatici, crampi allo stomaco, diarrea e cistiti; oltre ad essere impiegato come rimedio diuretico.

Esternamente, invece, la medicina popolare utilizza la pianta per il trattamento di ferite, foruncoli e congiuntivite, oltre ad impiegarla come rimedio emostatico.

La piantaggine viene sfruttata anche un campo omeopatico, dove la si può trovare sotto forma di granuli, tintura madre e unguento.

La medicina omeopatica utilizza questa pianta in caso di eruzioni cutanee, eczemi, prurito, orticaria, psoriasi, piorrea, mal di denti, sanguinamento delle gengive ed enuresi notturna.

La dose di rimedio omeopatico da assumersi può variare fra un individuo e l’altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si necessita trattare e in funzione del tipo di preparazione e di diluizione omeopatica che s’intende impiegare.

Avvertenze

Come qualsiasi pianta, anche l’utilizzo della piantaggine non dovrà comunque essere eccessivamente superficiale.

Meglio pertanto cercare di condividere con il proprio medico il da farsi, ponderando l’utilità della piantaggine con eventuali alternative.

Inoltre, bene ricordare che il polline della piantaggine possa determinare delle allergie, mentre sono le foglie di questa pianta ad avere proprietà antiallergiche.

Al di là di ciò, è tuttavia bene segnalare come la piantaggine sia oggi considerabile una pianta officinale molto sicura, utile per le applicazioni sia per gli adulti che per i bambini.

Per maggiori informazioni sulla piantaggine, sui suoi utilizzi e sulle eventuali controindicazioni, vi consigliamo di parlarne con il vostro medico o con l’erborista, e valutare insieme quali possano essere le migliori opportunità di fruizione per questa utile pianta.

Interazioni farmacologiche

Lassativi e ipotensivi