Percorsi per famiglie: Darè – Vigo – Villa Rendena -Val Rendena-

centri storici

Da Javrè, nei pressi di casa “Guste” (

Casa Guste è una casa rurale della seconda metà del 1800 alla quale è stata successivamente aggiunta la parte più rustica rivolta ad est. È sede del Circolo culturale Javrè “Al Filò dal Lundì” che ha allestito un percorso espositivo sulla tradizione del merletto a fusello, iniziata in paese nel 1907 con l’apertura della scuola asburgica di “Pizzi e merletti”. Manufatti, documenti, cartoni disegnati e fotografie evidenziano l’evoluzione del gusto, delle tecniche, degli stili interpretativi e dei filati delle diverse tipologie di merletti.) e della chiesa di Santa Maria Assunta (è una delle più antiche della valle, eretta su una cappella sorta attorno all’anno 1000. L’edificio è decorato da Simone Baschenis ed è affiancato da un campanile alto 35 metri, di struttura romanica coronato da bifore e cuspide. L’interno è ad una sola navata ornata da eleganti stucchi del XVIII secolo; sulla parete di sinistra si notano una pregevole ancona lignea finita di decorare nel 1631 con una copertura d’oro zecchino e un altare policromo con colonne e capitello, che ospita un Crocifisso ligneo. L’altare maggiore, in marmo bianco, proviene da Breguzzo e alle sue spalle troneggia la “Crocifissione di Cristo” dipinta da Simone Baschenis.), ci si incammina verso sud, in direzione Villa Rendena, lungo il marciapiede. Oltrepassato il ponte sul rio Bedù si attraversa la strada verso destra entrando, per breve salita, nella parte storica del paese e in piazza Maggiore. Da qui si imbocca la strada in direzione Verdesina. Attraversato il paese, si tiene la sinistra e si scende giù fino a incrociare la strada principale. Al semaforo si passa dall’altra parte, incamminandosi verso nord lungo la ciclopedonale fino al ponte sul Sarca e poi, ancora verso nord, dopo breve salita, fino all’incrocio con una strada secondaria asfaltata che attraversa l’area agricola di Javrè, passa per il centro storico di Darè e arriva alla fine di Vigo Rendena presso il capitello delle “Quattro facce” (Singolare capitello religioso dipinto su tutte le quattro facciate, è stato costruito nel 1630 come voto per la peste. Nel 1882 è stato affrescato dal pittore Valentino Pupin di Schio con una serie di iscrizioni dedicatorie della comunità e le raffigurazioni di San Vigilio e San Lorenzo (nicchia sud), Madonna del Rosario con Santa Caterina e San Domenico (nicchia nord), San Sebastiano e San Rocco (nicchia est), San Valentino (nicchia ovest).). Si gira quindi a sinistra e si attraversa il paese fino alla piazza tra municipio e chiesa, dirigendosi poi verso Darè, passando davanti a casa “Cüs” (Eretto nella seconda metà del 1700, presenta la raffigurazione di San Giovanni Nepomuceno col dito sulla bocca, ad indicare il segreto confessionale. Secondo la tradizione, è un ex voto fatto costruire da un tale Sebastiano Gallazzini per ringraziare il Signore per avergli salvato la vita.) e concludendo nuovamente a casa “Guste”.

 giro della ciclabile

Dal ponte sul Sarca, in prossimità della piscicoltura di Villa Rendena, si imbocca la ciclopedonale in direzione nord, lungo il fiume, percorrendola fino al parco “Masere” di Pelugo. Da qui, lasciando il parco sulla destra, si tiene la sinistra e si torna verso sud scegliendo la strada secondaria che attraversa i prati e la zona rurale tra Pelugo e Vigo Rendena e quindi tra Vigo e Darè. Arrivati in coincidenza della chiesetta di San Rocco (Fu edificata nel 1579 sul luogo di una piccola cappella, documentata a partire dal 1348. Alla fine del XVIII secolo venne chiusa al culto e abbandonata in seguito al decreto dell’autorità austriaca che imponeva la chiusura delle chiese non parrocchiali. Messa all’asta all’inizio dell’800, fu acquistata da Lorenzo de Scarazzini, ricostruita e benedetta nel 1837. Con l’estinzione della linea maschile della famiglia la cappella passò di proprietà della parrocchia di Vigo-Darè. Sulla facciata principale campeggia l’ovale con l’immagine di San Rocco. L’interno è un unico vano, con il presbiterio esagonale che termina a costoloni con gli affreschi delle Tre Virtù Teologali: Fede, Speranza e Carità. Al centro si trova l’altare e una pregevole tela del 1837, raffigurante i santi protettori degli appestati. Le altre pareti sono adorne di quadri ottocenteschi di autori ignoti, mentre il soffitto è decorato con motivi floreali a stucco.) si prosegue a sinistra dirigendosi verso il camping “Val Rendena” e il fiume Sarca. Attraversato il ponte si continua lungo la strada che costeggia il fiume, in sinistra orografica, ritornando a Villa Rendena.

giro dei ponti

Presso il parco “Al Sarca” di Vigo Rendena si attraversa il ponte e si imbocca, a sinistra, la strada sterrata che porta al parco “Masere” di Pelugo. Da qui si tiene la sinistra e la strada verso sud che attraversa la zona rurale e i prati tra Pelugo e Vigo Rendena, fino al caratteristico capitello delle “Quattro facce” (Singolare capitello religioso dipinto su tutte le quattro facciate, è stato costruito nel 1630 come voto per la peste. Nel 1882 è stato affrescato dal pittore Valentino Pupin di Schio con una serie di iscrizioni dedicatorie della comunità e le raffigurazioni di San Vigilio e San Lorenzo (nicchia sud), Madonna del Rosario con Santa Caterina e San Domenico (nicchia nord), San Sebastiano e San Rocco (nicchia est), San Valentino (nicchia ovest).). Si sale quindi alla piazza della Famiglia Cooperativa e poi alla “Grotta” (Situata in località Fisarol, la grotta è stata realizzata nel 1959 dal parroco don Rinaldo Binelli, con il contributo della popolazione di Vigo e Darè, per prestare fede ad un voto fatto dalla comunità per essere risparmiata dagli orrori della guerra. Questo luogo, che riproduce con fedeltà la grotta di Lourdes, custodisce le statue lignee della Madonna e di Santa Benedetta.), il piccolo santuario dedicato alla Madonna di Lourdes. Sulla sinistra un caratteristico sentiero, che si trasforma poi in strada in selciato, porta fino alle prime case di Darè in prossimità delle quali si gira subito a destra incamminandosi verso Javrè e proseguendo poi per Villa Rendena e Verdesina. Da qui, oltrepassato il paese, si scende verso est fino ad incrociare la strada statale e la pista ciclo-pedonale e a raggiungere la zona “Oltresarca”. Pochi passi dopo la piscicoltura, si prende la strada a destra che prima sale in località “Boceniga” (da qui variante più impegnativa fino in località “Madonnina”), poi scende verso il ponte sul Sarca a Darè. Mantenendo la sinistra orografica del fiume si arriva, attraversata una breve pineta, al parco “Al Sarca” di Vigo Rendena. Da qui variante impegnativa lungo il sentiero San Vili (Sat 300) (Il sentiero si snoda per quasi 100 km tra Madonna di Campiglio e Trento e ricalca il percorso che fece San Vigilio nel 405 d.C. durante la sua opera di evangelizzazione della Valle. L’itinerario è formato da una serie di antichi sentieri recuperati e sistemati dalla SAT e segnalato con i cartelli bianchi e rossi, attraversa numerosi centri abitati e incontra diverse chiesette ed edifici religiosi legati al Santo.).

 acqua ferruginosa Colin

Da Villa Rendena, in 15 minuti, si sale, lungo strada asfaltata, al parco attrezzato di “Pafsang” con la caratteristica chiesetta (Situata sul colle di Paf Sang sopra Villa Rendena, la chiesetta è dedicata alla Madonna della Misericordia. L’edificio, con campanile ligneo, fu edificato nel XVIII secolo e ampliato in quello successivo. Le pareti esterne sono decorate con numerosi affreschi; sulla facciata principale si apre la piccola porta in granito con due finestrelle laterali ed è coperta da un affresco raffigurante il Sacro Cuore di Gesù e la Madonna in preghiera. Sulle facciate laterali trovano posto figure di santi e sante. All’interno, il soffitto della navata è dipinto con fregi, fiori e scritte in latino. Si pensa inoltre che la parte dell’abside un tempo fosse un capitello o una piccola cappella “ad pausam montanam” (alla pausa del monte), rivolta verso oriente.) e lo spettacolare panorama sulla Val Rendena. Proseguendo per 20 minuti circa, si giunge al bivio per Verdesina. Per raggiungere la fonte di acqua ferruginosa Pec si cammina per altri 5 minuti, seguendo le indicazioni. Il ritorno è previsto passando per il caratteristico centro storico di Verdesina.

giro val Ceresina

Da Vigo Rendena, in prossimità della fontana “Dai Baltram” (Si trova vicino la strada che porta in Val San Valentino. È stata realizzata nel 1850 in granito e presenta un’originale colonna a torciglioni.), si sale lungo la suggestiva strada vecchia di Calvera fino ad incontrare una strada forestale sterrata. Da qui, in pochi passi, si raggiunge un suggestivo capitello dedicato alla Madonna (L’antico capitello custodisce la statua della “Madonna vestida”, chiamata così per gli abiti che indossa. Fino al 1878 la statua si trovava nella chiesta parrocchiale. Sul fronte del capitello vi è un’iscrizione che invita i passanti a pregare, mentre sui lati sono raffigurati i santi Antonio Abate e Lorenzo Martire.) con vista panoramica sul paese. Ritornati indietro sulla forestale si prosegue, a destra, attraverso il bosco fino all’incrocio con la strada asfaltata che sale verso la Val di San Valentino e giù, lungo la vecchia strada in selciato, fino a Darè e quindi nuovamente a Vigo Rendena. Una seconda possibilità è quella di percorrere la strada bassa tra Vigo e Pelugo, attraversare quest’ultimo paese verso ovest e quindi, in direzione sud, raggiungere, su Vigo, la Val Ceresina attraverso gli antichi terrazzamenti che si trovano tra i due abitati

 val di San Valentino

Da piazza Manzoni a Javrè, dove si trova la sede della Cassa Rurale di Spiazzo-Javrè (da vedere, sulla facciata, l’opera pittorica realizzata nel 1986 da Gianluigi Rocca) si sale verso la parte ovest del paese e poi, lungo sentiero ben tracciato, verso il monte Nizzone e la suggestiva e panoramica chiesa di San Valentino (Eretta alla fine del XIV secolo, la chiesetta è intitolata a San Valentino, martire al tempo dell’imperatore Claudio. L’attuale edificio è il rifacimento di un’antica cappella realizzata per la protezione degli animali dagli abitanti delle comunità di Vigo, Darè e Villa. L’edificio presenta un piccolo campanile che accoglie la campana più antica delle Giudicarie e che risale agli inizi del 1400. L’intero presenta numerosi affreschi eseguiti da Simone Baschenis e raffigurano Santi ed Evangelisti. all’interno affreschi si Simone Baschenis). Da qui inizia il paesaggio di mezza quota della montagna rendenese, con le tipiche “ca’ da mont”, tradizionali abitazioni in pietra e legno circondate da ampi prati e pascoli. Poco più avanti, in coincidenza del capitello votivo in località “Bressanina”, si seguono le indicazioni per il rifugio Gorck, addentrandosi nella Val di San Valentino (La Val di San Valentino si sviluppa con andamento est-ovest ed è formata da tre rami principali. Quello più orientale, chiamato Stracciola, è percorso dal rio Tecino e si collega con la Val Breguzzo. Il secondo è quello formato dal corso del rio Bedù di San Valentino e nel suo tratto superiore prende il nome di Valletta, suddivisa in bassa e alta. Questa separazione corrisponde alla confluenza del terzo ramo sulla sinistra idrografica, rappresentato dalla Val Cavento ai piedi del versante meridionale del Carè Alto. Dal punto di vista geologico, nei pressi di Malga Coel di Vigo, si ha la zona di contatto di rocce metamorfiche con le rocce tonalitiche. Numerosi rustici costellano la valle a partire dalla località San Valentino e fino agli alpeggi in quota. La Valle, in passato, era una nota e antica via di comunicazione con le popolazioni della val Camonica: antichi documenti testimoniano i transiti attraverso i passi di San Valentino (2765 m), di Mezzo (2805 m), delle Vacche (2854 m). Il Passo di San Valentino costituisce il più antico valico tra la Val Rendena e la Val di Fumo. Nel medioevo la valle era franosa a causa delle miniere di pirite, estratta dal versante sinistro forse già nell’età del bronzo. Il versante destro della valle costituisce un’area di grande pregio naturalistico.), una delle più interessanti del Parco Naturale Adamello Brenta. Dal rifugio Gorck si ritorna, lungo un percorso ad anello, per un altro sentiero che passa per Villa Rendena dopo aver lambito la forra di Cerion con l’omonima cascata sul rio Bedù.

Pafsang Palù

Dal centro di Villa Rendena, in 15 minuti in salita, si raggiunge il parco attrezzato di “Pafsang”, da menzionare per lo spettacolare panorama che offre sulla Val Rendena, per la caratteristica chiesetta (Situata sul colle di Paf Sang sopra Villa Rendena, la chiesetta è dedicata alla Madonna della Misericordia. L’edificio, con campanile ligneo, fu edificato nel XVIII secolo e ampliato in quello successivo. Le pareti esterne sono decorate con numerosi affreschi; sulla facciata principale si apre la piccola porta in granito con due finestrelle laterali ed è coperta da un affresco raffigurante il Sacro Cuore di Gesù e la Madonna in preghiera. Sulle facciate laterali trovano posto figure di santi e sante. All’interno, il soffitto della navata è dipinto con fregi, fiori e scritte in latino. Si pensa inoltre che la parte dell’abside un tempo fosse un capitello o una piccola cappella “ad pausam montanam” (alla pausa del monte), rivolta verso oriente.) che vi si trova e per un particolarissimo castagno monumentale che vi sorge, sopravvivendo al passare del tempo. Dal parco ci si incammina lungo un sentiero in salita che porta vicino a località Pozza, prosegue poi per un lungo tratto pianeggiante e, infine, in discesa, conduce a località Palù e nuovamente al parco “Pafsang” e a Villa Rendena. Lungo il percorso si può apprezzare il tipico ambiente delle baite (“ca’ da mont”) di mezza montagna e del bosco che si alterna con prati verdeggianti.

 Casal Savarole

Da Vigo Rendena, in coincidenza con la tipica fontana “Dai Baltram” (Si trova vicino la strada che porta in Val San Valentino. È stata realizzata nel 1850 in granito e presenta un’originale colonna a torciglioni.), si sale verso ovest lungo la via vecchia che porta a Calvera. Si tratta di un antico percorso in selciato, in gran parte ancora ben conservato, che attraversa boschi di abeti e faggi. Superato il capitello della Madonna (L’antico capitello custodisce la statua della “Madonna vestida”, chiamata così per gli abiti che indossa. Fino al 1878 la statua si trovava nella chiesta parrocchiale. Sul fronte del capitello vi è un’iscrizione che invita i passanti a pregare, mentre sui lati sono raffigurati i santi Antonio Abate e Lorenzo Martire.), dopo pochi passi, si prosegue a destra e si sale fino a Prà da Fera e poi a Casal, intercettando la strada che conduce, in discesa, alla Val di San Valentino (La Val di San Valentino si sviluppa con andamento est-ovest ed è formata da tre rami principali. Quello più orientale, chiamato Stracciola, è percorso dal rio Tecino e si collega con la Val Breguzzo. Il secondo è quello formato dal corso del rio Bedù di San Valentino e nel suo tratto superiore prende il nome di Valletta, suddivisa in bassa e alta. Questa separazione corrisponde alla confluenza del terzo ramo sulla sinistra idrografica, rappresentato dalla Val Cavento ai piedi del versante meridionale del Carè Alto. Dal punto di vista geologico, nei pressi di Malga Coel di Vigo, si ha la zona di contatto di rocce metamorfiche con le rocce tonalitiche. Numerosi rustici costellano la valle a partire dalla località San Valentino e fino agli alpeggi in quota. La Valle, in passato, era una nota e antica via di comunicazione con le popolazioni della val Camonica: antichi documenti testimoniano i transiti attraverso i passi di San Valentino (2765 m), di Mezzo (2805 m), delle Vacche (2854 m). Il Passo di San Valentino costituisce il più antico valico tra la Val Rendena e la Val di Fumo. Nel medioevo la valle era franosa a causa delle miniere di pirite, estratta dal versante sinistro forse già nell’età del bronzo. Il versante destro della valle costituisce un’area di grande pregio naturalistico.). Da qui, sempre in discesa e poi in leggera salita, si attraversano i monti di Villa Rendena, fino a Savarole, e poi giù fino al centro di Verdesina e quindi di Villa, Javrè e Darè per tornare, infine, al punto di partenza di Vigo Rendena. Il percorso proposto ricalca antiche mulattiere e strade di montagna e si snoda tra monti, prati e boschi.