Passeggiate per famiglie a Pinzolo -Val Rendena-

centro storico

Dall’ufficio informazioni attraversare la piazza e dirigersi a destra della statale fino alla chiesa di San Vigilio (Risalente a prima del Mille, è uno dei monumenti più importanti del Trentino. All’inizio era solo una piccola cappella, successivamente smantellata e sostituita dall’attuale struttura a 3 navate sostenute da colonne di granito; a questa ricostruzione appartengono gli affreschi interni del coro e del presbiterio e quelli esterni.
Sui muri perimetrali, i dipinti più famosi sono quelli della Danza Macabra, riparati dai ripidi spioventi del tetto, e dei Sette Peccati Capitali. Affrescata da Simone Baschenis, la Danza Macabra rappresenta il ballo della Morte, davanti alla quale tutti gli uomini sono uguali; si sviluppa su una lunghezza di 21 metri, con 40 figure complete di didascalie in volgare che illustrano i moniti rivolti dalla morte al genere umano. Sotto la teoria del ballo, si svolge quella dei Sette Peccati Capitali, le cui figure purtroppo sono piuttosto rovinate.. Imboccare la via crucis, mantenere la stessa direzione e dopo la casa di riposo girare a sinistra; proseguire fino ad incontrare l’affresco La Rugia (Nato a Trento, Sergio Trenti si stabilì a Pinzolo nei primi anni ’70, dove svolse molteplici lavori. I suoi dipinti si possono ammirare passeggiando per le strade dei paesi della Val Rendena, in particolare a Pinzolo, Carisolo, S. Antonio di Mavignola e Madonna di Campiglio. In queste opere i temi della storia, della memoria e delle tradizioni svelano la percezione del mondo della montagna che l’artista aveva, interpretati con verità e poesia. 7 peccati mortali: affresco che sovrasta la casa dei sette peccati capitali, chiamata così per il mistero che avvolgeva le volte sorrette da colonne di sasso. La rugia: affresco con la raffigurazione della forza motrice dell’acqua e i lavori ad essa collegati. Caretèr ,La vecia) e, poco oltre, la chiesa di San Gerolamo (Già nel Medioevo i monaci dell’Ospizio di Madonna di Campiglio usarono questa chiesetta come loro succursale, per raccogliere le offerte e come base per l’evangelizzazione. La chiesetta conserva un altare ligneo dorato, del 1600 circa, con la rappresentazione di San Girolamo che scrive la Bibbia e della Madonna Addolorata.); prendere la strada di fronte alla chiesa, seguirla tutta ed entrare nella zona della pineta. Risalire davanti lo stadio del ghiaccio e ritornare sulla strada principale, percorrerla fino in fondo ad incrociare la statale dove è posizionato il monumento Al Moleta. Risalire lungo la parte destra della strada, passando davanti la biblioteca e lungo la Passeggiata dell’Emigrante (Posto all’entrata del paese, il monumento è stato realizzato nel 1969 con le offerte degli emigrati rendenesi che si trovavano all’estero. L’opera è nata per ricordare la grande emigrazione degli arrotini della Val Rendena, che girarono il mondo con la loro attrezzatura per affilare lame e coltelli. A completare il ricordo di questo fenomeno sociale c’è la Passeggiata degli Emigranti, un singolare marciapiede nel quale sono inserite 92 tavole di granito che raffigurano i paesi e le città del mondo verso cui emigrarono gli abitanti della valle.); alla fine della passeggiata, attraversare la strada e dirigersi verso piazza Carera, per poi, attraverso il centro storico del paese, ritornare al punto di partenza.

 Giro della ciclabile

Dall’ufficio informazioni, attraversare la piazza, piegare a destra, attraversare la statale e prendere la strada subito di fronte alla farmacia; seguirla fino alla fine, all’incrocio girare a destra verso la chiesa di San Vigilio. Fiancheggiare la chiesa, ritornare sulla statale, seguire a sinistra il marciapiede e, prima del ponte sul fiume Sarca, prendere la strada che, sulla destra, va verso la telecabina Tulot; imboccata questa strada, dopo circa 500 m prendere a desta la pista ciclopedonale, in corrispondenza di un capitello votivo (Costruito ai primi del ‘900, alla conclusione dei lavori di consolidamento degli argini del Sarca effettuati dall’impero austro-ungarico a seguito delle piene di fine Ottocento. L’edicola presenta tre facce: una indicava la strada per Pinzolo, una quella per Carisolo e l’ultima quella per S. Antonio di Mavignola.). Rimanere sempre sulla pista che, dopo circa 1,5 km, continua a correre in sinistra orografica del fiume Sarca, superare i campi da calcio e, dopo circa 400 m, girare a sinistra. All’incrocio proseguire dritto e continuare sempre nella stessa direzione fino a ritornare nel centro del paese, nei pressi della Famiglia Cooperativa. Lungo questo ultimo tratto si possono ammirare un altro capitello votivo e degli affreschi murari.

 

Palazin Màsari Campanòt

Dall’ufficio informazioni, attraversare la piazza e girare a destra sulla statale. Percorrerla fino all’incrocio con la strada per Prà Rodont, sulla destra, dopo la partenza della funivia; prendere questa strada e, al terzo tornante, imboccare il sentiero che, a destra, entra nel bosco, giunge ad un maso e si innesta su una strada forestale. Percorrere questa strada che continua poi nella strada asfaltata che delimita la parte alta di Pinzolo; quando la strada giunge all’altezza di un boschetto di tigli con panchine, imboccare il sentiero che si stacca dieci metri più giù sulla sinistra, attraversa il bosco per circa 1 km fiancheggiando muretti a secco (I muretti a secco erano usati per delimitare i terrazzamenti ed erano realizzati sostanzialmente in due tipologie:

• Muro costruito con pietre grezze del posto selezionate di varia forma e dimensione.
• Muro costruito con pietre semilavorate o lavorate di dimensioni notevoli anche di provenienza diversa dal luogo di costruzione.

Le pietre si pongono in modo da far coincidere il più possibile i contorni correggendone il profilo eventualmente con pietre più piccole e riempiendone i vuoti tra l’una e l’altra. Dalla precisione di tale composizione, un vero e proprio mosaico o puzzle, dipende la durata e la solidità del muro stesso.
I terrazzamenti sono una soluzione adottata in agricoltura per rendere coltivabili territori di particolare e accentuata pendenza e sono stati costruiti in molte località collinari o montuose fin dal Cinquecento scavando in piano parti collinari poi delimitate dai muretti che sostengono il terreno formando una sorta di scalino. La mulattiera era un caratteristico sentiero in acciottolato delimitato da muretti a secco su entrambi i lati. Questo tipo di mulattiera era realizzato per raggiungere “i monti”, ossia i pascoli e i boschi più in quota, dai quali portare a valle legna e raccolti ed erano adatte anche al passaggio degli animali da soma. Per la loro manutenzione ordinaria e straordinaria gli abitanti dei paesi di montagna si erano dati delle regole molto rigide.) e sbocca nell’abitato di Vadaione. Scendere fino ad incontrare la strada principale del paese che passa di fronte l’hotel Bellavista. Dopo l’hotel, mantenersi sulla destra e percorrere la strada che corre parallela alla statale fino alla scuola elementare e al parco Ciclamino (Monumento in ricordo del patriota Nepomuceno Bolognini, fondatore, insieme a Prospero Marchetti, della SAT. Quest’imponente opera è composta da due forme svettanti che tendono ad unirsi e vuole idealizzare i grandi amori del Bolognini, la Patria e la Montagna. Alla base si aprono delle lastre di granito, a rimarcare la nascita a Pinzolo di questo grande personaggio.La guglia di granito, su cui sono riportati i nomi delle guide alpine scomparse, è stata scelta una trentina di anni fa in Val Genova da Clemente Maffei Guerét (scalatore e alpinista di Pinzolo) e sistemata nel parco del Ciclamino poco lontano dal monumento a Nepomuceno Bolognini. ), da cui ritornare nel centro del paese di Pinzolo.

 Plan Runcadin Maniva

Dall’ufficio informazioni girare a sinistra e passare sul retro della chiesa; entrare a sinistra tra le case del centro e portarsi a monte del paese, imboccando il tratto in acciottolato che attraversa il boschetto di tigli fino a ritornare sulla strada asfaltata. Proseguire per qualche decina di metri e poi imboccare il sentiero sulla destra (Puntera di Caio – con segnavia SAT 357 che si inoltra nel bosco e continuare per circa 600 m fino un prato con dei masi (località Plan). Costeggiare il prato rimanendo sul sentiero che, dopo circa 100 m, sfocia su una strada sterrata. Girare a destra e seguire la forestale fino in località Runcadin, riconoscibile dal prato con masi. Seguire sempre la strada forestale immettendosi poi sulla strada asfaltata che sale verso Prà Rodont. Proseguire per circa 400 m fino ad uno slargo sulla sinistra da cui parte un’altra strada asfaltata che scende molto ripidamente nel bosco. Prenderla e seguirla fino ad arrivare presso una recinzione in legno, da cui seguire l’indicazione Pinzolo, scendendo lungo un ripido sentiero sterrato. Discendere fino ad incontrare nuovamente la strada asfaltata, girare a sinistra e seguirla, fiancheggiando i tre bei masi della località Maniva. Dopo l’ultima costruzione, dal tornante prendere sulla sinistra una strada forestale (indicazione Runcadin 2,0 km) e seguirla sempre dritto, quando diventa sentiero e segue i muretti a secco di recinzione di un campo. In circa 300 metri il sentiero si ricongiunge con la mulattiera percorsa all’andata; percorrere la mulattiera e rientrare a Pinzolo.

 Valastun

Dall’ufficio informazioni girare a sinistra e passare sul retro della chiesa; entrare a sinistra tra le case del centro e portarsi a monte del paese, imboccando il tratto in acciottolato che attraversa il boschetto di tigli fino a ritornare sulla strada asfaltata. Proseguire per qualche decina di metri e poi imboccare il sentiero sulla destra che si inoltra nel bosco via vecchia di Pinzolo , con segnavia SAT 357 e continuare fino ad un prato con masi (località Plan); costeggiare il prato e continuare lungo il sentiero 357 che sale in modo abbastanza impegnativo, fino ad arrivare presso l’insediamento di Valastun (Monumento in ricordo del patriota Nepomuceno Bolognini, fondatore, insieme a Prospero Marchetti, della SAT. Quest’imponente opera è composta da due forme svettanti che tendono ad unirsi e vuole idealizzare i grandi amori del Bolognini, la Patria e la Montagna. Alla base si aprono delle lastre di granito, a rimarcare la nascita a Pinzolo di questo grande personaggio.). Costeggiare il prato e, dopo circa 500 m, percorrere il tornante della strada asfaltata e imboccare di nuovo il sentiero, sulla destra dopo 80 m, che taglia il bosco e al bivio seguire la direzione Prà Rodont indicata da cartello per giungere, con un tratto di strada asfaltata, al punto panoramico sulla valle. Percorrere a ritroso questo ultimo tratto fino al bivio precedete, dove seguire l’indicazione Pinzolo. Costeggiare a monte i masi di Valastun fino ad arrivare all’imbocco di una stradina sterrata e seguire la direzione Giustino indicata dal cartello (circa 2 km) fino allo sbocco tra le case di Vadaione (Giustino). All’incrocio con la strada principale del paese, girare a destra e seguire tutta la strada che corre parallela alla statale fino a ritornare nel centro del paese di Pinzolo.