Passeggiate per famiglie a Giustino -Val Rendena-

giro della ciclabile

Dal municipio di Giustino (Il Municipio ha sede in un edificio che era, intorno alla metà del ‘900, la stazione a valle della teleferica che trasportava a valle i minerali estratti nella cava sovrastante il paese. Si tratta di un bell’esempio di archeologia industriale, che ha mantenuto la struttura originaria della costruzione. Nel 1942 le Officine Elettrochimiche Trentine avevano acquistato il terreno per la costrizione della stazione dove convogliare il minerale di quarzo estratto nella cava di Ragada a 1380 m di quota. L’impianto funicolare era teso su alti tralicci e raggiungeva la stazione in paese, dove il quarzo veniva rovesciato nelle tramogge (contenitori appositi) e, attraverso appositi portelli, caricato sugli autocarri. Alle Officine Elettrochimiche Trentine subentrarono nel 1947 i fratelli Gadotti che aprirono la cava di Movlina e prolungarono l’impianto trasportatore. Negli stessi anni la ditta Maffei scopriva l’ottimo feldspato nei pressi dell’abitato di Giustino e Bruno Gadotti le concedeva l’utilizzo di una o due tramogge. L’impianto funicolare di Movlina rimase in funzione fino al 1960 e un anno dopo la stazione a valle cessò completamente la sua funzione. Nel 1982 il comune di Giustino iniziò il restauro dello stabile della stazione per ospitare la nuova sede del municipio.) prendere di fronte la strada in discesa che fiancheggia la chiesa (La chiesa risale all’inizio del 1200, come dimostra la capsula con le Sante Reliquie, ritrovata nel 1866, che riporta il sigillo del Vescovo di Trento Federico de Vanga (1212-1218); altri documenti del 1244 inoltre menzionano la presenza del cimitero e quindi dell’edificio sacro. La chiesa venne poi più volte ricostruita e modificata nel corso dei secoli, fino al 1866. La facciata principale presenta un ampio portale in granito, mentre l’interno è costituito da un’ariosa navata rinascimentale con lesene ed archi in granito, a 3 campate con volte a crociera. L’altare maggiore in legno dorato risale alla prima metà del 1500, con l’ancona dedicata alla Madonna. Resti di affreschi risalenti all’inizio del ‘500 e attribuiti ai Baschenis sono visibili nella parte meridionale del presbiterio e rappresentano la vita di “Maria Santissima”, la natività di Gesù e la sepoltura di Maria. L’ultimo restauro dell’edificio è stato effettuato nel 2009/2010: in tale occasione la rimozione dell’intonaco ottocentesco dal campanile, dalle facciate esterne e dalle parti interne ha riportato alla luce l’originale struttura del ‘500.), attraversare la strada statale e superare la zona sportiva. Scendere lungo la stradina acciottolata e giungere sulla pista ciclopedonale. Girare a sinistra e percorrerla tutta, fino ad un piccolo ponte; oltrepassarlo e proseguire lungo la strada sterrata, superare l’agriturismo Dai Camor e, dopo circa 200 m, prendere la strada a sinistra che attraversa i campi e che incrocia un’altra strada sterrata che corre parallelamente alla statale. Seguire questa strada a sinistra e riportarsi sulla statale. Attraversarla ed entrare a Giustino. Proseguire sempre dritto, attraversare la piazza del paese circondata da case storiche abbellite da affreschi votivi e tornare al punto di partenza.

 giro del Belvedere

Spalle al municipio di Giustino , avendo la chiesa di fronte , dirigersi a destra lungo il viale ed entrare nell’abitato di Vadaione. Superati sulla sinistra un lavatoio in legno e granito e una casa storica recuperata in modo ottimale (Dipinto su facciata est con Madonna Immacolata, S. Luigi e S. Rocco; esempio di risanamento conservativo.), girare a destra lungo la strada in salita, oltrepassare un altro bel lavatoio e seguire la stradina a sinistra che passa sul retro dell’hotel Bellavista e continua poi in un sentiero. Proseguire sempre nella stessa direzione fino al secondo punto di sosta (panchina); da qui scendere a sinistra e ricongiungersi con la strada alta del paese, girare a sinistra e percorrerla fino ad incrociare la strada statale. Girare a sinistra, seguire il marciapiede fino a ritornare presso il municipio.

 giro di San Giovanni

Spalle al municipio di Giustino, girare a sinistra; prima dell’arco prendere la strada in salita sulla sinistra, proseguire sempre dritto verso l’agritur la Trisa. Passare davanti l’agritur seguendo la strada che si inoltra nel bosco; proseguire sempre sullo stesso tracciato in salita fino a giungere ai piedi del piccolo promontorio dove si trova la chiesetta di San Giovanni (Documentata fin dal 1400, è affrescata nel 1534 da Simone II Baschenis e riedificata nel 1694. Secondo la tradizione sorge sulle rovine di una rocca tardo romana presente sul luogo detto “la guardia” e dove furono rinvenute alcune monete, delle armi, uno scheletro con armatura e delle tombe. Gli affreschi rappresentano S. Cristoforo con Gesù fanciullo (a sinistra del portale in granito), Maria Vergine in trono (sopra il portale) e la Madonna del Sepolcro (a destra, sopra l’acquasantiera). Dalla chiesa si può vedere la voragine lasciata dall’attività estrattiva della miniera di feldspato.). Continuare lungo la strada che arriva nella piazza centrale del paese di Massimeno, costeggiando alcuni edifici rurali e un capitello votivo (Caputel da le bagole, Fu costruito in località “de le Bàgole” nel 1834 da Pietro Beltrami: vi è raffigurata la Madonna del Rosario con S.Giovanni Battista e S.Antonio da Padova. Pietro Beltrami, mentre lavorava nel suo campo, trovò una lastra di granito (ora il tetto del capitello) sotto cui si trovavano quattro scheletri umani e fece costruire il capitello. Fu fatto restaurare nel 1903 dal nipote Pietro Beltrami.). Dalla piazza prendere la strada che scende verso Giustino; in corrispondenza del primo tornante imboccare il sentiero che si separa a destra, scendere lungo questo tracciato fino ad incontrare nuovamente la strada asfaltata. Seguirla fino all’incrocio con la strada di Giustino, girare a destra, oltrepassare la piazza con le case storiche e affreschi e tornare al punto di partenza.

giro di San Luigi 

Dalla piazza centrale di Massimeno prendere la strada verso il ristorante la Civetta. Proseguire verso Bocenago fino al capitello della Madonna (L’edicola votiva si incontra sulla strada che porta a Bocenago; come recita l’iscrizione, è stata edificata la prima volta nel 1654 e successivamente più volte restaurata. Costruita per volontà della comunità di Massimeno, l’edicola si trova in un punto di passaggio molto frequentato in passato da coloro che andavano a lavorare nei campi, ed è per questo motivo che è stata sempre mantenuta e restaurata.); continuare e seguire poi l’indicazione che conduce, tramite un comodo e breve sentiero, alla chiesetta dedicata a S. Luigi (Si erge sulla strada che da Massimeno porta a Bocenago, circondata dal boschi di abeti. Sulla facciata è raffigurato San Luigi in preghiera, con il campanile della chiesa parrocchiale di Massimeno sullo sfondo. L’interno è spoglio, con affreschi restaurati di recente ed un altare in granito.). Da qui tornare indietro e riprendere la strada verso Bocenago per circa 1,2 km. All’incrocio, prendere la strada a sinistra, seguirla tutta (tranne che per un tratto di sentiero che taglia un tornante) e ritornare al capitello della Madonna. Da qui rientrare in paese. Percorso più breve: dopo la chiesa di San Luigi, tornati sulla strada per Bocenago dopo circa 500 m si può prendere sulla sinistra un sentiero che taglia il bosco e si ricollega alla strada sovrastante che rientra in paese.

 giro Palazìn Màsari

Dal municipio di Giustino (Il Municipio ha sede in un edificio che era, intorno alla metà del ‘900, la stazione a valle della teleferica che trasportava a valle i minerali estratti nella cava sovrastante il paese. Si tratta di un bell’esempio di archeologia industriale, che ha mantenuto la struttura originaria della costruzione. Nel 1942 le Officine Elettrochimiche Trentine avevano acquistato il terreno per la costrizione della stazione dove convogliare il minerale di quarzo estratto nella cava di Ragada a 1380 m di quota. L’impianto funicolare era teso su alti tralicci e raggiungeva la stazione in paese, dove il quarzo veniva rovesciato nelle tramogge (contenitori appositi) e, attraverso appositi portelli, caricato sugli autocarri. Alle Officine Elettrochimiche Trentine subentrarono nel 1947 i fratelli Gadotti che aprirono la cava di Movlina e prolungarono l’impianto trasportatore. Negli stessi anni la ditta Maffei scopriva l’ottimo feldspato nei pressi dell’abitato di Giustino e Bruno Gadotti le concedeva l’utilizzo di una o due tramogge. L’impianto funicolare di Movlina rimase in funzione fino al 1960 e un anno dopo la stazione a valle cessò completamente la sua funzione. Nel 1982 il comune di Giustino iniziò il restauro dello stabile della stazione per ospitare la nuova sede del municipio.) seguire la strada che entra nell’abitato di Vadaione, superare un bel lavatoio in legno e granito, la casa storica subito dopo (Dipinto su facciata est con Madonna Immacolata, S. Luigi e S. Rocco; esempio di risanamento conservativo.) e proseguire sempre nella stessa direzione fino al Parco Ciclamino di Pinzolo e continuare sulla strada che passa dietro il parco fino ad arrivare in piazzetta Ruina. Attraversarla e prendere la strada a destra che continua con un acciottolato; seguirlo e, ritornati sulla strada asfaltata, prendere il sentiero che parte 10 m più giù sulla sinistra. Seguirlo tutto per circa 1 km fino a tornare nell’abitato di Vadaione, in corrispondenza del lavatoio superato all’andata. Da qui a sinistra tornare al punto di partenza.

 giro della cava del quarzo

Spalle al municipio di Giustino  salire a sinistra, prima dell’arco in pietra girare a sinistra sulla strada che sale verso la parte alta del paese; prima di arrivare all’agritur la Trisa, girare a sinistra lungo la strada asfaltata che sale nel bosco, superare il bivio per Valastun e mantenersi sempre sulla stessa strada. Dopo circa 700 m prendere il sentiero a destra che corre in quota e gira sopra la cava di quarzo per ricongiungersi, dopo meno di 1 km, con la strada alta sopra il paese di Massimeno. Seguirla tutta, per 2 km, fino ad arrivare nel centro del paese di Massimeno. Attraversare la piazza centrale e prendere la strada che, a sinistra, oltrepassando gli edifici rurali del paese e il capitello votivo chiamato Caputel da le bagole (Fu costruito in località “de le Bàgole” nel 1834 da Pietro Beltrami: vi è raffigurata la Madonna del Rosario con S.Giovanni Battista e S.Antonio da Padova. Pietro Beltrami, mentre lavorava nel suo campo, trovò una lastra di granito (ora il tetto del capitello) sotto cui si trovavano quattro scheletri umani e fece costruire il capitello. Fu fatto restaurare nel 1903 dal nipote Pietro Beltrami.), si dirige verso la chiesetta di San Giovanni (Documentata fin dal 1400, è affrescata nel 1534 da Simone II Baschenis e riedificata nel 1694. Secondo la tradizione sorge sulle rovine di una rocca tardo romana presente sul luogo detto “la guardia” e dove furono rinvenute alcune monete, delle armi, uno scheletro con armatura e delle tombe. Gli affreschi rappresentano S. Cristoforo con Gesù fanciullo (a sinistra del portale in granito), Maria Vergine in trono (sopra il portale) e la Madonna del Sepolcro (a destra, sopra l’acquasantiera). Dalla chiesa si può vedere la voragine lasciata dall’attività estrattiva della miniera di feldspato.); seguire la strada ai piedi del promontorio che rientra a Giustino, sfociando nei pressi dell’agritur la Trisa. Da qui ritornare in paese.

giro di Margùn

Dal municipio di Giustino prendere la strada che entra nell’abitato di Vadaione; in corrispondenza del lavatoio in legno e granito, prendere la strada a destra che passa vicino a casa Tisi caratterizzata da un bell’affresco (Dipinto facciata ovest con Madonna Addolorata.) e proseguire dritto fino al primo incrocio, da cui prendere la strada in acciottolato che sale verso il bosco fino ad incontrare la strada asfaltata. Continuare a salire e prendere a sinistra il bivio per Valastun, passando dapprima un bel punto panoramico sull’Adamello e poi un punto pic nic. Circa 250 m dopo l’area pic nic, prendere il sentiero che scende sulla sinistra e percorrerlo fino a quando incontra una forestale. A questo punto girare a sinistra e seguire tutta la strada fino a ritornare al bivio iniziale con la strada acciottolata. Da qui riscendere sulla strada di Vadaione di fronte al lavatoio, girare a sinistra e tornare al punto di partenza.

giro di Funtanàc’

Dalla piazza centrale di Massimeno, superare i giardini pubblici e prendere la strada che sale a destra, percorrendo la “salagada” (Costituisce una splendida e ben conservata testimonianza delle antiche strade di montagna della valle: interamente lastricata, veniva un tempo utilizzata per raggiungere i pascoli di Malga Plan e le “case da mont” ove la gente del paese conduceva il bestiame nella stagione estiva e praticava lo sfalcio dei prati. In autunno veniva percorsa in discesa con grosse slitte cariche del fogliame raccolto nel bosco e utilizzato per le stalle. L’usura delle pietre della pavimentazione testimoniano l’intensità e la frequenza d’uso di questa ripidissima ma suggestiva via.), che attraversa il bosco con pendenza decisa. Continuare senza abbandonare la strada, fino ad arrivare in località Funtanàc’. Proseguire su strada e poi su sentiero che si immette dopo 200 m su una nuova strada; girare a destra e proseguire lungo questo tragitto sempre nella stessa direzione, superando tramire sentiero alcuni tornanti, fino a ricongiungersi sulla strada che, passando località Runc, riporta in paese.