NUOVE TECNICHE NELL’ASSISTENZA ALLE PERSONE AFFETTE DA DEMENZA. LA DOLL THERAPY

La Terapia della bambola è una terapia non farmacologica per la gestione dei disturbi comportamentali, già sperimentata in diversi paesi su persone affette da demenza. La bambola viene utilizzata come strumento nella relazione di aiuto in quanto oggetto simbolico. Attraverso l’accudimento e il maternage della bambola terapeutica la persona attiva relazioni tattili e affettive, che stimolano importanti funzioni.
Le diverse sperimentazioni con l’utilizzo delle bambole terapeutiche hanno dimostrato:
° Una diminuzione oggettiva dei disturbi comportamentali;
° Una riduzione della terapia farmacologica;
° Un miglioramento della qualità della vita.

° Conservare, per quanto possibile, le prassie.
° Migliorare la qualità di vita sia del paziente sia dell’operatore sia del familiare. Inoltre si è rivelata utile nel momento dell’igiene, dove alcuni pazienti mostrano un picco di aggressività o di rifiuto dell’intervento assistenziale.

LA TERAPIA DELLA BAMBOLA “Che cos’è?”

La terapia della bambola è una Terapia: è importante definire questo concetto di base, in quanto l’oggetto bambola è solitamente associato alla sfera ludica e quindi alla fase infantile del ciclo vitale.
Nella terapia della bambola, invece, essa è stata ideata con apposite caratteristiche e viene utilizzata con specifiche modalità in modo da divenire efficace strategia terapeutica utile a migliorare il benessere e la qualità di vita in persone affette da demenza. Sono ormai tantissime le sperimentazioni attivate in tanti centri italiani che si occupano di persone affette da demenza e i risultati sono sicuramente positivi.
Bisogna comprendere che la persona affetta da demenza può perdere le competenze cognitive ma in lei rimane presente la capacità di emozionarsi , di dare e ricevere affetto e amore, insomma rimane presente l’area emotiva e affettiva. Per questo è stata pensata una terapia che utilizzasse la bambola come strumento terapeutico: la bambola è un oggetto relazionale che attiva la sfera emotivo-affettiva.
La bambola terapeutica è stata studiata per favorire l’accudimento e il desiderio amorevole di contatto, di stringerla a se. Ciò che per la maggior parte delle persone adulte risulta semplicemente “una cosa e un oggetto inanimato” per la persona affetta da demenza può rappresentare “l’Altro” con cui entrare in relazione.
Dare una bambola, quindi, NON E’ una mancanza di rispetto verso la persona malata e anziana. Al contrario è la dimostrazione della GRANDE ATTENZIONE E CURA nei confronti della persona e dei suoi bisogni, così come del rapporto con i suoi famigliari.
Per essere efficace, l’utilità di tale terapia deve essere condivisa dall’equipè con i familiari di riferimento.
N.B.: La terapia della bambola si è dimostrata utile sia per le donne, che per gli uomini: non si deve cadere infatti nel pregiudizio che le capacità di maternage siano prerogativa femminile.
QUANDO E’ UTILE
Questa terapia risulta molto utile quando:

 sono presenti disturbi comportamentali (agitazione, ansia, aggressività, disturbi del sonno, depressione, apatia, irritabilità, affaccendamento, wandering=movimento continuo finalistico, deliri, allucinazioni, ecc).
 la persona comincia a perdere capacità cognitive (quali memoria, linguaggio, attenzione, orientamento nel tempo e nello spazio)
 la persona comincia a staccarsi dalla realtà (dalla nostra realtà) per vivere una sua realtà quotidiana.

PERCHE’ E’ UTILE
La terapia della bambola è utile:
 per facilitare il rilassamento e diminuire gli stati di agitazione presenti in persone affette demenza
 per mantenere e stimolare momenti emotivi e affettivi, diminuendo al contempo gli stati di isolamento relazionale.
 stimolare l’area cognitiva (viene infatti stimolata la capacità attentiva e in molti casi anche quella del linguaggio).
 favorire una riduzione delle terapie farmacologiche.
 aiutare i familiari e gli operatori ad accompagnare la persona lungo il decorso della malattia con un corretto approccio relazionale.
 aiutare i familiari a prendere consapevolezza della malattia e del suo andamento degenerativo, ad esempio osservando come la bambola possa diventare un bambino vero che la persona coccola e strige a se con affetto amorevole.
 aiutare gli operatori nei differenti compiti assistenziali e sanitari (ad esempio la somministrazione della bambola durante il momento dell’ igiene con la persona che solitamente non accetta, sposta la sua attenzione dalle pratiche igieniche al rapporto affettivo con l’oggetto simbolico, favorendo così l’azione assistenziale del famigliare/operatore .