Massimo Paternoster – Eletto Vice Presidente della Regione Trentino Alto Adige della Federazione Italiana Cuochi

E’ con immenso piacere che annunciamo l’elezione di Massimo Paternoster alla carica di Vice Presidente Regionale Trentino Alto Adige della Federazione Italiana Cuochi. Gli amici e l’intera redazione augurano a Massimo un proficuo quadriennio di lavoro positivo.

Pubblichiamo un estratto del discorso tenuto da Paternoster prima delle elezione tenutosi oggi pomeriggio.

…. Visto da occhi inesperti il nostro mestiere è considerato una professione divertente, privilegiata, ed esente da grosse difficoltà. Solo chi ha frequentato una scuola alberghiera ha assaggiato la realtà dei fatti, la disciplina, il rispetto, la velocità di esecuzione, la creatività e l’empatia. E un mestiere che viene considerato “di servizio”, un mestiere dove la meta, il punto finale è dare al cliente finale un desiderio, perché il Il desiderio è il moto intenso dell’animo che spinge a realizzare o a possedere qualcosa che si considera un bene, e noi dobbiamo operare per essere unici non confrontabili e creare validi motivi affinché i nostri clienti tornino a trovarci.

E proprio a chi non fa il nostro lavoro, che il nostro dipartimento, aggiungendo al mestiere, il cuore e i sentimenti, forse proprio quelli che ci mettiamo mentre creiamo i nostri piatti, vuole dare un messaggio innovativo. Non siamo qui solo per creare e cucinare e per l’altrui godimento, ma al pari di altre categorie, possiamo essere utili nelle emergenze, possiamo essere veicolo di solidarietà e creare forti emozioni. La mia esperienza negli ultimi mesi è stata sicuramente emblematica. Il mio dipartimento con l’aiuto di un pugno di volontari locali della Val di Sole, in tempi brevissimi ha messo in piedi dei momenti di solidarietà alla emergenza occorsa a Dimaro, e ha dato modo in un secondo evento che un ragazzo disabile arrivasse secondo di categoria ai campionati Italiani di Rimini.

C’è chi ha detto che sono stati momenti di passerella, c’è chi ha detto che eravamo in cerca di notorietà. C’è chi ha invece notato le lacrime scese dai volti del team di lavoro mentre ricevevamo i grazie dai destinatari dei proventi della serata di gala, e dalle famiglie sia dei ragazzi che hanno partecipato al contest di Riva DG sia della famiglia del ragazzo arrivato secondo.

A Riva DG nasce un’emozione che non è possibile considerare come buonismo di circostanza, ne pietismo da 4 soldi, e tanto meno l’elargizione di complimenti fasulli dovuti ad esseri umani solo perché “speciali“. Questi 4 Ragazzi hanno dato l’anima sia durante le prove, sia in fase di esecuzione dei piatti, mettendoci un impegno tale, che alla fine, non sono solo stati subissati da complimenti di routine, ma hanno avuto la capacità di far esplodere fiumi di emozioni allo stato puro, abbracci, baci, e non nascondiamoci dietro a “celodurismi”, abbiamo pianto tutti, perché questi Ragazzi, che ci tenevano a fare una belle figura,  ci hanno dimostrato per l’ennesima volta che certe situazioni, legate alla disabilità non sono per nulla uno ostacolo nella normale integrazione sociale.

Parlavo di un pugno di volontari con cui ho collaborato, persone che lavorano o che progettano per il sociale e per la solidarietà, e con loro ci siamo posti lo stesso tipo di quesito che JF Kennedy pose agli Americani il giorno del suo insediamento alla casa bianca – “Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”. La forza di questo gruppo di lavoro, è stato l’affiatamento, l’amore per i loro lavoro, e la grande capacità di coinvolgere i media locali e nazionali, nonché i più alti vertici amministrativi provinciali. Io oggi non so se avrò il grande piacere ed onore di essere nominato Presidente della sezione Trentina, quello che so è che mi auguro che il nuovo presidente prenda in considerazione questa nuova via per fare solidarietà, perché sono indescrivibili i momenti di gioia e visibilità che essi possono regalare a noi e a coloro che ne beneficeranno.