LO SMART WORKING COME RILANCIO TURISTICO DEL FUORI STAGIONE

Che sullo smart working ci sia molta ignoranza, lo stiamo capendo in questi giorni che imprese e lavoratori italiani lo stanno scoprendo. Che lo smart working sia ritenuto un surrogato del lavoro classico, lo capiamo ogni volta che ne parliamo con amici e parenti, che ci prendono in giro affermando: facile la vita, lavori da casa in pigiama! Ok senza dubbio lo smart working ci garantisce alcuni benefit, il primo tra tutti quello di evitare di rimanere intrappolati nel traffico cittadino per recarci al lavoro. Ma non significa essere in vacanza, né lavorare di meno. A volte gli orari di chi lavora da casa possono essere più lunghi e massacranti di quanti si rechino in ufficio. Si celano molti luoghi comuni che circolano sullo smart working.

Lo smart working aumenta la produttivitá, lo dimostrano diversi studi. I dati che abbiamo raccolto e l’assenza di problematiche rilevanti, nonostante l’organizzazione repentina, lo confermano. Non ho mai fatto annunci sulle tempistiche e non mi piace spendere energie nella politica dei se. Abbiamo accompagnato le Pubbliche Amministrazioni sia nella riorganizzazione pratica dei lavori sia nello scaglionamento dei rientri e nella stessa maniera stiamo strutturando la modalitá di lavoro agile a regime. Lavorare smart significa guardare il corpus del lavoro, il progetto e gli obiettivi, e non soltanto le singole scadenze.

Una testimonianza a favore dello smart working arriva da Marianne Dahl, vicepresidente responsabile delle vendite e del marketing per l’Europa occidentale di Microsoft, che in tempi non sospetti aveva iniziato a sfruttare tutte le potenzialità del lavoro agile. Prima di approdare in Microsoft, Dahl era responsabile della modilità e della convergenza in una grande società di telecomunicazione e, proprio a causa del suo ruolo, aveva deciso di provare il lavoro agile in prima persona, perché non rimanessero delle parole vuote ad uso e consumo dei suoi clienti. Dahl ha sottolineato che la professionalità non è obbligatoriamente legata ad un luogo fisico. Lo smart working è possibile ed efficiente.

Ecco alcuni consigli per rendere al massimo con lo smart working.

  • tenere accesa la fotocamera: questo ci costringerà a vestirci e a comportarci come se si fosse in ufficio o comunque a contatto con le altre persone; evitando di indossare sempre il pigiama e a trascurarsi;
  • utilizzare le chat: questo avvicinerà di più i colleghi di lavoro. E’ importante però distinguere nettamente le chat private da quelle di lavoro;
  • usare le cuffie nel corso delle video conferenze per isolarsi dal resto della casa o dell’ambiente in cui si sta lavorando;
  • programmare delle pause in modo da alleggerire il carico di lavoro nel corso della giornata;
  • muoversi: rimanere seduti per otto ore non fa bene né al fisico né alla mente;
  • definire ruoli chiari: quando si è in casa, nel momento in cui si sta lavorando non si è genitori, figli o altro. Gli amici si incontrano al bar, la famiglia la si vive al di fuori dei momenti di lavoro. E’ importante ricoprire un unico ruolo alla volta, per non farli male tutti. C’è il momento in cui si è un lavoratore ed un altro in cui si è marito, moglie o genitore;
  • fondamentale, poi, è riuscire a mantenere una certa socialità. Sia essa con i colleghi di lavoro, che con gli amici. Con i colleghi di lavoro, se le sedi in cui si lavora sono distanti, verranno incontro le video riunioni e le chat.

 Anche da una località di vacanza, perché no?

E allora, ecco gli stabilimenti che riservano ai clienti un angolo per lo smart-working, gli appartamenti in affitto e le case vacanze assicurano uno spazio per l’ufficio da remoto, un po’ in tutta Italia sono nati gli Smart Working Village: villaggi turistici attrezzati per i lavoratori in vacanza con internet. Qualche accorgimento semplice per organizzare la vacanza-lavoro. Basta assicurarsi un bel panorama, una buona connessione, uno spazio dove potersi mettere al lavoro senza essere disturbati. E si stima saranno sempre di più i lavoratori dispobili a un ufficio da remoto o ad alternare casa e scrivania, secondo la ricerca condotta da Wyser, società internazionale di Gi Group che si occupa di selezione di profili manageriali, il 70% degli intervistati oggi preferisce un lavoro agile, come riporta il Sole24 Ore.

Forse non è il massimo portarsi il lavoro in vacanza, ma di certo è più piacevole mandare mail o fare telefonate respirando aria fresca e sapendo che, una volta timbrato il cartellino virtuale a fine giornata, ci attende un po’ di svago. Seguendo questa tendenza molti alberghi e strutture ricettive si sono attrezzate per questa necessità, offrendo agli ospiti servizi dedicati allo smart working. Piccoli uffici silenziosi, connessione wifi anche sulla spiaggia e negli spazi all’aperto, servizio di baby sitting per i bambini: sono solo alcune delle agevolazioni pensate quest’estate per chi vuole lavorare in vacanza. Le proposte specifiche, nate per venire incontro alle esigenze dello smart working, sono numerose. Per esempio VOIhotels, la catena alberghiera del Gruppo Alpitour, ha deciso di lanciare il pacchetto “Smart Week”: una settimana di vacanza pensata per chi non può o non vuole staccarsi dal lavoro. Connessione ad alta velocità in camera, pocket lunch delivery per mangiare davanti al pc, utilizzo gratuito di scanner e stampanti, servizio di consegna e ritiro documenti e pacchi, coffee corner e camere disposte in aree particolarmente riservate per favorire la concentrazione e garantire una maggiore tranquillità.  Anche la catena alberghiera Best Western ha scelto di affrontare il tema dello smart woring in vacanza, fornendo un servizio a tutti coloro che scelgono di continuare a lavorare da remoto, mentre sono ospiti degli alberghi del gruppo. Per loro, la catena mette a disposizione delle “smart working rooms”, con tutte le comodità dedicate ai professionisti. Connessione wifi ad alta velocità, prese multiple, una coffee station o il servizio di ricevimento di corrispondenza e pacchi: tutto è pensato per trasformare la propria stanza d’albergo in un ufficio efficiente. C’è anche chi decide di portarsi il lavoro in vacanza per un motivo molto pratico: far fare un po’ di ferie ai propri figli, rimasti in casa ad annoiarsi troppo a lungo. Dunque, appena possibile, la famiglia parte per le vacanze, anche se magari i genitori non sono ancora del tutto liberi dagli impegni lavorativi. Per questo molti family hotels hanno pensato a chi, pur prenotando un soggiorno, deve continuare a lavorare. Il gruppo di villaggi per famiglie “Club del Sole” propone, ad esempio, gli Smart Holiday Villages, pacchetti dove alcuni spazi sono trasformati in luoghi ideali per lavorare in serenità, mentre i bambini si divertono. Condizione fondamentale di questo tipo di vacanza, infatti, è il servizio di animazione o di baby sitting per i più piccoli, mentre i genitori lavorano. Nel caso si viaggi in famiglia e si voglia portarsi dietro un po’ di lavoro, infatti, il wifi deve essere necessariamente abbinato a un intrattenimento per i bambini.

L’iniziativa ha alla base varie motivazioni, da un lato aiutare le strutture ricettive a lavorare anche nei periodi a bassa stagione e con meno richieste, soprattutto in questo periodo in cui le prenotazioni sono poche. Dall’altro è un modo per offrire un pò di svago a quei lavoratori che a causa del lockdown hanno visto ridursi le ferie ma sono dovuti rimanere chiusi a casa. Del resto, lo smart working è un sistema che all’estero è già testato e utilizzato da tantissime aziende che permettono ai dipendenti di lavorare da casa per 2 o 3 giorni a settimana per favorire l’equilibrio tra vita privata e lavoro e nello stesso tempo risparmiare tempo e denaro.