Limiti al rame in viticoltura, Moser: “Ennesima dimostrazione che l’UE non ha chiare le differenze al suo interno”.

Ha suscitato clamore l’introduzione di un limite all’utilizzo di prodotti a base di rame nella produzione agricola integrata, limite introdotto a livello europeo, che rischia di mettere in seria difficoltà le aziende trentine.

Fino all’anno scorso nella lotta integrata era possibile utilizzare fino a sei chili di rame per ettaro all’anno. Il nuovo regolamento europeo stabilisce che si possa arrivare ad un massimo di 28 kg/ha nell’arco di sette anni, con una media quindi di quattro chili all’anno, ma anche la possibilità di compensare da un anno all’altro eventuali superi, dovuti a condizioni climatiche sfavorevoli e maggiori rischi di attacco da parte di funghi e parassiti. Questo problema, in Trentino, riguarda soprattutto i viticoltori.

Osservando il regolamento europeo viene naturale pensare che l’U.E., per l’ennesima volta, non abbia tenuto conto delle molteplici differenze che intercorrono tra i vari Stati membri, differenze legate al clima, alla superficie investita in agricoltura, ai mezzi di protezione utilizzati nei confronti di funghi e parassiti (è bene ricordare che il rame è utilizzato da secoli nella difesa della vite – si veda la storia della c.d. poltiglia bordolese – e che si stanno ancora ricercando dei suoi validi sostituti).

Oltre a ciò, è da rilevare che già il limite precedente “andava stretto” alla Provincia di Trento. Questo è dimostrato dal fatto che, anche nel 2018 (come spesso nelle annate precedenti), il Servizio Agricoltura – Ufficio Fitosanitario della P.A.T. ha autorizzato in data 15 giugno 2018 una deroga a quanto previsto dal Disciplinare di Produzione Integrata (seguita nel mese successivo ad una deroga anche per la Produzione Biologica) riguardante l’impiego di prodotti rameici – elevando la quantità da 6 a 9 kg/ha – nella difesa della vite da peronospora. È da notare che 9 kg/ha in un anno equivarrebbero a circa un terzo di quelli previsti dall’attuale regolamento per sette anni.

Per i motivi sopracitati, noi di AGIRE per il Trentino, ci schieriamo con i viticoltori trentini e auspichiamo che, con le elezioni europee del maggio 2019, possa esserci finalmente un avvicendamento in Unione Europea che tenga maggiormente in considerazione le differenze tra gli Stati membri e porti a una modifica in tal senso.

Michael Moser
Responsabile tavolo Agricoltura AGIRE per il Trentino