Il grande impianto: non resti un rimpianto – di Mauro Corazza

Gentile direttore,

stiamo forse arrivando alla chiave di volta per l’ipotesi del collegamento funiviario tra la città di Trento e il Monte Bondone che ne rappresenta, a tutti gli effetti, una parte integrante anche da un punto di vista amministrativo. Tutti gli incontri che si stanno susseguendo parlano di studi eseguiti pensando a connettere Trento con Vason individuando come fermate intermedie Sardagna e Vaneze.

I costi paventati sono importanti e devono necessariamente tenere conto dell’apporto di privati, intesi principalmente come investimenti da parte di aziende interessate e non singole persone. Per la sostenibilità economica dell’impianto si parla di 600.000 passeggeri/anno. Un numero enorme e apparentemente difficile da realizzare, per il raggiungimento del quale riteniamo si possano percorrere fin d’ora due strade: la prima riguarda il coinvolgimento degli abitanti di Sardagna già in questa fase cercando capire quanti sarebbero disposti quotidianamente ad abbandonare l’auto in favore della funivia; la seconda andrebbe necessariamente a coinvolgere il Muse affinché possa convogliare parte dei suoi visitatori verso l’orto botanico e le altre attrattività naturali dei luoghi. Questo secondo spunto dovrà assolutamente prevedere fin da ora la valutazione di biglietti abbinati all’utilizzo dell’impianto e un collegamento, preferibilmente con mezzo elettrico, tra Vason e le Viote.

A tal fine si potrebbe anche partire immediatamente con dei sondaggi tra le migliaia di visitatori per capire se e quanti sarebbero positivamente impressionati da tale proposta e dall’eventuale importo del biglietto. Queste due soluzioni dovrebbero portare a fornire un quadro di quale potrebbe essere la base potenziale dei fruitori della funivia.

Da lì in poi, tutto starà all’utilizzo che ne faranno i residenti e i turisti. Il masterplan ha fornito molti spunti interessanti ma le strade possono essere diverse. Una soluzione fortemente attrattiva potrebbe anche essere il cosiddetto turismo del silenzio che creerebbe una realtà pressoché unica per il Trentino. Con questo intendiamo proporre un ampio parcheggio di attestamento a Vaneze in coincidenza della stazione intermedia (questo porterebbe anche introiti nelle casse degli investitori) e da lì in poi sarebbe possibile salire solo con la funivia o mezzi elettrici. Una visione assolutamente green che caratterizzerebbe in maniera univoca il Monte Bondone. A questo punto entrano in gioco il marketing, l’azienda di promozione turistica e gli operatori locali che con le loro iniziative dovrebbero ambire a coinvolgere un certo tipo di turismo. Al consolidamento di questi passaggi, siamo convinti che arriveremo a raggiungere i numeri indicati per la sostenibilità e forse oltrepassarli potendo finalmente meritarci di essere stati riconosciuti come Città Alpina nel lontano 2004.

Mauro Corazza
Agire per il Trentino – Coordinamento di Trento