E’ un mondo al contrario: chi vorrebbe assistere a un convegno deve sentirsi nel torto, chi vuole a tutti i costi impedirne lo svolgimento è lodato.

“Da Cia pesanti insulti alla gente”, leggo nientemeno che in un titolo di prima pagina su “l’Adige”. E’ falso. Come peraltro ho subito dichiarato sui social, solitamente monitorati con dovizia quando si tratta di dare risalto alle critiche alla maggioranza di governo. La mia risposta, per quanto colorita, è stata rivolta a un singolo provocatore che mi aveva immotivatamente e volgarmente apostrofato.

A pagina 18, un altro titolo in evidenza riporta: “La tensione è salita ulteriormente dopo che Claudio Cia ha apostrofato i presenti come «democratici di m…»”. Ancora devo precisare che la mia reazione non era rivolta ai presenti, peraltro non molto democratici in quel preciso istante, ma a un singolo individuo, in una fase nella quale la situazione era già compromessa non certo a causa del sottoscritto.

E ancora nell’articolo: “A gettare benzina sul fuoco arriva anche l’assessore regionale Claudio Cia, che grida «democratici di m.». «Queste parole non le dici», replica indignato Franco Ianeselli, segretario della Cgil, che invita il presidente del consiglio, Walter Kaswalder, a richiamare Cia al rispetto delle istituzioni.”. Ancora una volta, devo precisare che non ho dovuto gridare, avendo risposto a un singolo personaggio gravitante intorno al sindacalista indignato Ianeselli, e men che meno rientrante nella categoria delle “istituzioni”, semmai dei maleducati prepotenti. La volontà di scontro non è certo stata cercata dal sottoscritto, colpevole di voler assistere a un convegno, ma è stata ben voluta da chi come il prode Ianeselli inneggia al “rispetto delle istituzioni” mentre è proprio un rappresentante delle istituzioni a venire insultato. Per una volta anche Ianeselli tolga i panni del sindacalista di sinistra e faccia l’uomo, prendendo le distanze dai provocatori, astenendosi dal dichiarare il falso laddove afferma che non sarei stato provocato.

Certo, da parte mia sono caduto nella trappola della provocazione di chi voleva alimentare una determinata ricostruzione dei fatti, e così è stato, ma di fronte a dichiarazioni, anche a mezzo stampa, che riportano fatti contrari alla verità, è necessario il diritto di replica. E’ un mondo al contrario, dove chi vorrebbe assistere a un convegno deve sentirsi nel torto, mentre chi vuole a tutti i costi impedirne lo svolgimento, con provocazioni e insulti vergognosi, è protetto invece da un’aura di intoccabilità. Si professano difensori della libertà, promotori dei diritti civili, ma sono talmente colmi di ideologia da odiare e disprezzare chi non pensa come loro. La mancanza di certezza del diritto, la connivenza di certe forze politiche e sindacali di sinistra alimentano questa spavalderia, tenendo in scacco cittadini e istituzioni.

È tempo di dire basta, di riappropriarci del sacrosanto diritto di essere e di sentirci liberi, di essere noi stessi, senza per questo avere paura. La libertà non può e non deve essere un privilegio per pochi.

Claudio Cia