Assegno unico Provinciale ? “Chiuso per ferie” !!!

Un buon anno a tutti i nostri amici del blog. Vorrei iniziare con una comunicazione di servizio, ma per essere chiaro e trasparente, mi tocca fare una premessa che parte da fatti dell’anno passato. Molte sono le famiglie che godono dell’assegno unico Provinciale per i più svariati motivi, legati alla disoccupazione, all’invalidità, o al sostegno per l’infanzia. Molti di coloro che ci leggono sanno che questo aiuto, viene erogato in maniera proporzionale all’indice Icef Provinciale, e che viene richiesto tramite gli sportelli autorizzati, generalmente messi a disposizione dai CAF territoriali. Chi si è recato a questi sportelli, per richiedere il sussidio relativo al sostegno dell’infanzia si è anche visto specificare che l’importo assegnato e indicato per le 12 mensilità, è un importo che consiste in una quota fissa “intoccabile”, ed una quota variabile che rimane essere legata, in maniera proporzionale, all’effettivo usufrutto dei piccoli Trentini ai servizi di mensa e trasporto scolastico, e che teneva già conto del fatto che i figli per ben due mesi (tre per i frequentatori delle elementari) non frequentassero le strutture provinciali. In sintesi se i bambini avessero frequentato gli asili o la scuola in maniera regolare, sarebbe stata corrisposta la cifra totale ipotizzata in sede di richiesta icef. A novembre però la sorpresa. Non sappiamo se tutti o buona parte degli assegni in questione sono stati bloccati e non risultano comunicazioni ufficiali direttamente fatte agli interessati, se non su qualche articolo apparso sui giornali. La legge non ammette ignoranza, ma neanche ti costringe a leggere il giornale.   Pertanto la situazione al 31 12 2018 è la seguente: l’APIAE per voce del suo  dirigente Gianfranco Zoppi (a cui sia ben chiaro nessuno da colpe o responsabilità per l’accaduto) fa sapere che secondo il meccanismo della erogazione degli assegni, è stata avviata la procedura sul controllo del effettivo usufrutto dei servizi mensa da parte delle famiglie, controllo da effettuare sui dati forniti dai comuni, e che presumibilmente dovevano essere conferiti entro la fine dell’anno. (Ndr ci sono alcuni comuni che lamentano carenze sull’organico, e che emettono le richieste di pagamento, con relativi ritardi). Insomma se tutto fosse filato liscio i cittadini in linea con la normativa, avrebbero dovuto ricevere gli assegni di Novembre e Dicembre il Primo Gennaio 2019.

“MA QUI CASCA LA BUROCRAZIA”

Molti cittadini che comunque traggono un leggero ma utile beneficio da questo contributo, i primi giorni del 2019 hanno controllato il proprio conto corrente, ricevendo l’ennesima brutta notizia, ovvero nessun contributo (neanche quello di Gennaio) è stato erogato. E lì altra valanga di telefonate agli uffici dell’APIAE, i quali dipendenti, per altro sempre molto gentili e corretti, credo ne abbiano piene le scatole di passare ore al telefono per giustificare l’ennesimo ritardo dei pagamenti. (Credo che una comunicazione ufficiale,e diretta agli utenti, un po più capillare sarebbe stata sufficiente.) E’ stata necessaria un’ennesima comunicazione (sui giornali) dell’organo predisposto ai pagamenti Provinciali, per chiarire che i ritardi di Gennaio sono “naturali” in quanto dovuti alla chiusura degli uffici contabili fino al giorno 15. Si prevede infatti che da Martedì prossimo si rimetta in moto quel meccanismo di controlli sugli assegni unici, e presumibilmente ma non sicuramente, possano essere erogate le quote di Gennaio entro la fine del mese, e che invece entro la fine di Febbraio possano essere saldate le quote relative ai due mesi del 2018 non corrisposti  ma comunque risultanti dovuti alle famiglie.

INTERROGAZIONE

Stufo delle troppe polemiche (alcune anche futili) che si sono alzate in questi giorni, non voglio assolutamente fare, di quanto sopra la solita questione politica, attacchi a occhi chiusi che portano via tempo e risorse alle cose più importanti, non voglio assegnare colpe a nessuno, ne a chi è appena arrivato ne a chi è appena uscito. Chiedo a chi ora è preposto a scrivere le regole del gioco, che si impegni quanto prima a “regolarizzare la situazione, in quanto ricordo a tutti, che le famiglie sono comunque da considerare delle piccole micro imprese, e ogni famiglia stila il suo budget annuale per allocare le entrate, nelle varie voci di spesa. Pensiamo poi che la questione riguarda bambini, disabili e disoccupati, categorie deboli che non vogliamo certo che si rivolgano al micro credito per tamponare problematiche economiche risolvibili in via burocratica.

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